Un’estate di giochi: come ripassare matematica giocando.

“La matematica o la ami o la odi”. Questa è una frase che ognuno di voi avrà sentito pronunciare, almeno una volta, nella vita.
Ma si può trovare un compromesso tra queste due posizioni così estreme?
Cercate di farla odiare meno a quei bambini che, fin da piccoli, dimostrano un’ innata avversione per la materia e ve ne saranno grati, quando volenti o nolenti, da grandi dovranno studiarla.
La matematica, infatti, sarà una loro compagna di vita, quella di studente, fino almeno alla maturità. Non esiste infatti scuola superiore dove la materia non abbia il suo spazio, che può essere naturalmente svolta, in modo più o meno approfondito.

Quindi anche il ripasso estivo, soprattutto per i più piccoli, può essere fatto in parte, sotto forma giocosa.
Ci sono tanti giochi che voi conoscete sicuramente, che contribuiscono a tenere in forma la mente dei vostri figli.
Alcuni sono solo per bambini ma altri sono adatti a genitori e nonni e molti di voi li faranno abitualmente, senza pensare al rinforzo matematico che essi portano.

Allora, cercate di indirizzare i ragazzi a svolgere queste semplici attività ludiche, senza dir loro che hanno anche queste finalità, altrimenti diventano un’imposizione e come tale perdono la loro valenza positiva.

Siete pronti?

Uno, due, tre, che i giochi abbiano inizio!

Si parte!

Come ripassare matematica, nei primi anni di scuola elementare

Vi proporrò tre gruppi di giochi:quelli da tavolo, quelli di movimento e quelli che vanno costruiti.

Giochi da tavolo

  1. Il gioco dell’oca
    Il gioco dell’oca prevede il lancio dei dadi che “costringe” il bambino a fare delle semplici addizioni. Inoltre lo spostare avanti e indietro (nel caso si debba retrocedere) o raddoppiare la somma del punteggio ottenuto con i dadi (qualora si trovi l’oca), fa lavorare molto concretamente il giocatore come se si trovasse su una sorta di linea dei numeri.
    E’ un gioco molto antico, da rivalutare e tirare fuori per giocarci con i bambini, più piccoli ma anche più grandicelli perché questi ultimi( ve ne renderete conto voi stessi), inizieranno a fare somme mentalmente, saltando il passaggio del contare sulle caselle: esempio pratico:si trova alla casella 26 ed ha ottenuto 7 con il lancio dei dadi. Il bambino più grande, anziché contare, farà mentalmente la somma e andrà direttamente con la sua oca alla casella 33. Ci avevate mai pensato alle finalità di questo gioco?
    Bene. Con due o tre simpatiche ochette si fanno tanto buone cose!
  1. I giochi con le carte
    Questi sono i classici giochi che vanno bene per nonni e nipoti, tenendo allenata la mente di entrambi.
    . Il rubamazzo o rubamazzetto è un gioco molto semplice, variante semplificata della scopa. Si fa con le 40 carte e permette al bambino di riconoscere il valore delle carte, quindi si può fare già tranquillamente anche nell’età pre-scolare.
    . La scopa è la variante più complessa che prevede di prendere sia carte di uguale valore ma anche di fare la somma di alcune carte sul tavolo che corrispondono ad una carta posseduta dal giocatore.
    . Sette e mezzo: anche in questo caso si devono fare delle semplici addizioni per arrivare a sette e mezzo ( le figure valgono mezzo punto e quindi c’è anche il concetto di mezzo) o più vicino possibile ad esso.
    E poi ne esistono veramente oltre ai suddetti e alla briscola, che sono molto conosciuti, che fanno parte delle tradizioni regionali della nostra bellissima Italia (aspetto vostri suggerimenti!) che hanno in comune il far lavorare a livello matematico chi ci gioca.
  1. La Monòpoli o come si trova dal 2009 Monopoly: questo gioco è per i ragazzi un po’ più grandicelli, perché oltre alle caselle come nei giochi dove ci si deve spostare avanti (o occasionalmente indietro), si ha a che fare con i soldi e aiuta a conoscerne il valore, saper gestire il resto ecc.
  1. Il gioco dei dadi: bastano due dadi che vengono lanciati a turno e vince chi fa il punteggio più alto. Anche in questo caso si fanno delle addizioni.

Giochi di movimento

Ci sono anche alcuni giochi tradizionali che permettono di fare un po’ di matematica, muovendosi e saltando.

  1. Che ore sono pappagallo?
    E’ una variante di altri simili, tipico della Toscana e non so di quali altre regioni. Il pappagallo sta in piedi da una pare e gli altri concorrenti stanno allineati dalla parte opposta.A turno chiedono che ore sono e il pappagallo, a sua discrezione, può rispondere un numero qualsiasi di passi di un determinato animale: formica,con un piede accostato all’altro in successione, leone con un passo a gambe divaricate, gambero all’indietro e così via.Si vince quando si arriva dal pappagallo.
    E’ un gioco adatto anche ai più piccoli che permette di contare avanti e indietro.

  1. Il gioco del mondo o campana
    Questo gioco che ha veramente tanti anni e tanti nomi, se non baglio tririticchete in Sicilia, pìncaro in Sardegna (me ne volete suggerire altri?) permette ai bambini di saltellare. Come voi ben sapete, non necessita di grandi cose, tranne un gessetto per disegnare il percorso e una pietra o sasso da lanciare nelle varie caselle.
    Va bene anche farlo in questo modo, ma se si vogliono ottenere degli obiettivi un po’ più complessi vi suggerisco una variante da fare con i più grandicelli, ad esempio per ripassare le tabelline.Ogni volta che il saltellante bambino arriva a completamento del percorso, per poter lanciare il sassolino nella casella successiva, deve pescare un biglietto chiuso,da una scatola, che sarà stato precedentemente preparato, contenente una moltiplicazione (ad esempio 2×3 ). In questo modo si potrà ripassare o una tabellina per volta (essendo dieci le caselle torna proprio a puntino!) oppure tabelline miste. Questo sta a voi stabilirlo, inserendo nella scatola, in precedenza i vari bigliettini.
    Volendo si possono fare anche altre operazioni,addizione, sottrazione, divisione, che i vostri figli dovranno risolvere oralmente.
  2. La caccia al tesoro
    Si può organizzare una caccia al tesoro, in casa o all’aperto, abbinando agli indizi un’operazione da risolvere.
    vi faccio un esempio pratico: già nel primo biglietto viene comunicato il primo indizio, in forma di operazione da risolvere: ad esempio”fare tanti passi come il risultato di 5+15 verso la siepe”e così via, in base all’ambiente dove vi trovate e a cosa volete rinforzare.

Giochi da costruire

Vi suggerisco infine dei giochi che richiedono un po’ di tempo, per essere “costruiti” e che terranno occupati i vostri figli qualche minuto, già nel mettere insieme le cose necessarie per la loro esecuzione.

  1. Il bowling
    Se non avete a disposizione birilli e boccia, potete realizzarli utilizzando delle bottiglie vuote d’acqua che farete riempire d’acqua (ma se ai vostri figli piace colorare le potrete prima foderare con fogli di carta colorati ed incollati) e una palla, meglio se piuttosto piccola.
    Questo gioco è un toccasana per il ripasso della sottrazione, quindi anche il numero dei birilli-bottiglie varierà a seconda del livello raggiunto dai vostri bambini. Le domande sono: erano tot birilli, tot sono caduti, quanti ne rimangono in piedi?
  1. Risolvi e colora
    Si tratta di far fare un disegno semplice, con il lapis da vostro/a figlio/a.Lo dovranno ripassare con un pennarello nero e voi dovrete suddividere il disegno in vari pezzi: in ogni pezzo sarà scritta una operazione, risolvendo la quale si troverà, in una legenda, il corrispettivo colore da usare. Faccio un esempio pratico: se l’operazione è 2+6, il risultato è 8 e nella legenda ad 8 corrisponde il giallo.
    Quindi quel pezzo andrà colorato di giallo.
    Tutto chiaro?

E’ logico (scusate se uso un termine matematico) che questi giochi , insieme a molti altri che hanno indirettamente delle finalità molto simili, da soli, non bastano, per poter allenare i vostri bambini al rientro a scuola, a settembe.

Ma sono sicura, che al resto, povere mamme!, hanno pensato gli insegnanti!

Infine, secondo me, è molto importante tenere allenata la mente in modo tale che sia pronta a ripassare una regola matematica o a risolvere un problema.
Se un bambino è pronto in tal senso, non avrà difficoltà a rientrare nei meccanismi dei vecchi e nuovi apprendimenti.


E poi facciamo godere loro ancora un po’ di libertà e di gioco, visto che poi li aspetteranno e vi aspetteranno nove lunghi mesi di impegni!

Parola di Mastrogessetto!

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