Un’estate di giochi: come fare scienze e geografia osservando il vento

Per prima cosa elemento indispensabile è il vento.
Non deve essere calma piatta.
In estate, in condizioni normali, è più probabile che il vento soffi dopo le dodici.
Quindi queste attività si dovranno svolgere principalmente il pomeriggio.
E’ caldo, il vento è cosa gradita e può essere sfruttato per fare alcuni semplici esercizi con i vostri ragazzi e imparare o ripassare un po’ di scienze, geografia e perfino storia.
Se hanno voglia , seguendo le prossime istruzioni , potranno mettere insieme un quaderno con informazioni utili che riguardano i venti, mostrare il loro lavoro ai professori interessati o utilizzarlo quando affronteranno, a scuola, l’argomento.
Niente resta più impresso di quello che s’impara direttamente sul campo, facendo esperienza.
Se invece, (la libertà in vacanza è sovrana !), vorranno saltare alcuni punti, potranno ugualmente imparare qualcosa e metterlo via per tirarlo fuori al bisogno.

Siete pronti?

Vento in poppa!

Si parte!

Come studiare i venti in sei mosse

1) Costruire un segnavento
Una volta capitava abbastanza spesso di vedere sui tetti delle case il classico segnavento in ferro, sovrastato da un gallo e con la freccia con i punti cardinali (incredibile, ma si trovano ancora oggi in vendita online!).
Costruire un segnavento con i vostri bambini può essere fatto in modo semplice, con cannucce, un bicchiere di plastica e un po’ di carta oppure in modo un pochino più complesso.
Online si trovano dei tutorial dove si spiega bene come farlo nell’uno o nell’altro modo. (vedi qua)

2) Osservare da dove proviene il vento
Se siete un pochino sfaticati o semplicemente non avete del tempo per costruire un segnavento, potete semplicemente far osservare ciò che vi sta intorno, sia che faccia parte della natura come gli alberi che dell’ambiente antropizzato.
E poi, se voi o i vostri figli avete i capelli abbastanza lunghi, sfruttateli per capire da dove arriva lo Zefiro di turno.
Basta mettersi controvento e il gioco è fatto!

3) Ripassate i punti cardinali
Disponetevi nella posizione giusta per ripassare i punti cardinali.
Utilizzate anche il sole e stabilite che il Nord o Mezzanotte o Settentrione è il punto in cui il sole non si trova mai. Volgetevi verso il Nord e in automatico il Sud o Meridione o Mezzogiorno, sarà alle vostre spalle, alla vostra destra ci sarà l’Est o Oriente o Levante e alla vostra sinistra l’Ovest o Occidente o Ponente. (Fate notare ai vostri figli come ci sia la corrispondenza anche sulle carte geografiche, di tali punti cardinali.)

4) Stabilite la provenienza del vento
A questo punto stabilite da che parte arriva il vento e ricordate che in base al punto cardinale di provenienza ha un nome ben preciso.
Si misura in gradi sessagesimali a partire da Nord, secondo uno schema di rappresentazione che è conosciuto con il nome di rosa dei venti. In pratica si tratta di un fiore a otto punte che indicano i quattro punti cardinali e i vari punti intermedi.
Vi faccio un elenco dei venti principali.
Vi ricordo che queste denominazioni derivano dall’utilizzo della rosa dei venti dai navigatori del mar Mediterraneo.

.Tramontana : è il vento proveniente da Nord (N)
.Grecale : è il vento proveniente da Nord -Est (NE)
. Maestrale :è il vento proveniente da Nord-Ovest (NW)

.Ostro: è il vento proveniente da Sud (S)
.Scirocco : è il vento proveniente da Sud-Est (SE)
. Libeccio: è il vento proveniente da Sud-Ovest (SW)

.Levante : è il vento proveniente da Est (E)

.Ponente : è il vento proveniente da Ovest (W)

5) Fate il quadernino dei venti
Basta un semplice quadernino per annotare data, vento e sue caratteristiche.
Quasi nessuno ha un anemometro, che misura la velocità del vento, ma potete fare una stima approssimata: debole, moderato, forte (vedi la scala di Beaufort).
Potete ampliare il discorso fio ad arrivare a parlare dell’uragano (chissà perché affascina sempre molto, soprattutto i maschi).
Altra cosa da constatare con la percezione corporea è se il vento è fresco, caldo, caldo e umido come lo scirocco e così via.

6) Connotare i venti
A questo punto si possono aggiungere alcune connotazioni su ognuno, specificando che lo stesso vento può, in alcuni casi, influenzare il tempo in modo diverso a seconda della zona interessata della nostra penisola. Ad esempio, in alcune zone, i il Maestrale è sinonimo di bel tempo, mentre in Sardegna è il contrario (dico bene amici della splendida Sardegna?).
In altri casi ci sono dei venti, tipo la Tramontana, che hanno sempre caratteristiche “fisse”, in questo caso vento freddo del Nord.
E che dire della bora che conoscono bene gli amici dell’incantevole Trieste e dintorni?
Parlare anche di quella non guasterà.

Bene.

Fin qui tutto OK?

Allora, vogliamo parlare anche della scoperta dell’America?

Vi chiederete come sia possibile dal vento, argomento di geografia e scienze (che hanno imparato o impareranno a scuola), si possa passare a storia, per l’esattezza ad un evento di tale portata (la cui data 12 Ottobre 1492, è una di quelle che si deve memorizzare per sempre!)

Sveliamo l’arcano.

Colombo, non disponendo certo di una barca a motore, non fece altro che sfruttare i venti, più precisamente gli alisei, venti costanti che soffiano nell’emisfero boreale, da nord-est a sud-ovest.
Fu proprio grazie ad essi che le caravelle arrivarono dalle Canarie alle Antille, nel mar dei Caraibi.
Colombo, come anche i grandi navigatori spagnoli e portoghesi, lo sapeva bene, come del resto sapeva che per il ritorno non avrebbe potuto contare su essi, visto che soffiano solo verso occidente.

Insomma il vento ha sempre avuto un ruolo molto importante nella vita dell’uomo.

Purtroppo, talvolta, ha anche causato vere e proprie catastrofi.

E senza citare queste ultime, fra noi c’è chi ama il vento e chi lo odia.
Che apparteniate all’uno o all’altro gruppo, sarà una cosa utile che i vostri ragazzi inizino a familiarizzare con questo elemento della natura.
Magari nessuno di loro farà il marinaio, il surfista, il pescatore o avrà a che fare semplicemente con il vento per qualsiasi altra attività lavorativa o ludica, ma sapere che lo scirocco può aumentare le probabilità di avere mal di testa, che è inutile lavare l’auto perché potrebbero piovere gocce d’acqua miste a sabbia e così via, può rientrare in quelle conoscenze della vita quotidiana che ti aiutano a capire cosa sta succedendo intorno a loro.

Parola di Masttrogessetto!

2 commenti su “Un’estate di giochi: come fare scienze e geografia osservando il vento”

    1. Cara Rosanna, grazie a te che hai apprezzato il mio articolo! Fin da ragazzina ho amato il vento e per mezzo di diverse esperienze fatte da giovane, ho imparato molte cose che ho cercato di trasmettere ai mie figli e ai miei alunni.
      Spero di sentirti in altre occasioni. Un caro saluto!

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