Tablet e cellulare ai bambini fino a due anni: cosa può succedere


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Quando sono nati i miei figli più grandi, i libri e le riviste specializzate sull’infanzia affrontavano temi molto variegati.

Talvolta riguardavano lo sviluppo fisico, la salute e simili oppure lo sviluppo psicologico o entrambi.

Oggi, invece, in un mondo digitale, le problematiche sono “aumentate”.

Una delle domande più frequenti che genitori, insegnanti, educatori, nonni, rivolgono a chi si occupa della promozione dello sviluppo e del benessere dei bambini è questa: “Il digitale, le tecnologie fanno male ai nostri bambini?”.

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LO SVILUPPO DEI BAMBINI NEI PRIMI DUE ANNI DI VITA

Valutare e conoscere i rischi per la salute quando si parla di prima infanzia ed in particolare i primi 2 anni di vita è una cosa importantissima.

Infatti stiamo guardando una “finestra evolutiva di estrema vulnerabilità e delicatezza.”

Si tratta di un periodo di straordinaria plasticità e sviluppo cerebrale“.

Le ricerche scientifiche mostrano come l’organismo in questa fase viva il suo maggiore e più importante sviluppo.

Dimostrano anche come l’ambiente abbia un ruolo determinante in questo processo.

Ed oggi, com’è l’ambiente dei primi 1000 giorni di vita del bambino? 

Le nuove tecnologie ne fanno inevitabilmente parte.

Padre che lavora con il bambino sulle ginocchia.

QUALI SONO LE RICADUTE SUI BAMBINI

  Le linee guida dei pediatri italiani, sono state pubblicate sull’Italian Journal of Pediatrics e presentate a Roma in occasione del 74/o Congresso italiano di pediatria.

Questo è quanto emerge dagli studi fatti.

“In Italia 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori.

E mamma e papà sono troppo spesso permissivi.

Il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% il secondo anno.

Il documento sconsiglia, inoltre, programmi con contenuti violenti e soprattutto no al cellulare “pacificatore”. 

  “Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali.

Ma come pediatri che hanno a cuore la salute psicofisica dei bambini non possiamo trascurare i rischi documentati di un’esposizione precoce e prolungata a smartphone e tablet”, spiega il presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani.


    Numerose sono le evidenze scientifiche sulle interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli.


    “E’ importante – aggiunge Elena Bozzola, segretaria nazionale Sip – porre ai bambini dei limiti e trovare dei modi alternativi per intrattenerli e calmarli.

I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo dei device perché i bambini sono grandi imitatori”.

PROBLEMI CHE POSSONO INSORGERE

I bambini fino ai due anni sottoposti a un’eccessiva visione di tv, tablet e smartphone potrebbero avere (anche) problemi di elaborazione sensoriale.

Che cosa significa?

“I bambini da zero a due anni non dovrebbero essere mai lasciati davanti a uno schermo di tv, tablet, pc e smartphone.

Al massimo un’ora al giorno, invece, è il tempo consigliato per i bambini da due a cinque anni”.

È l’appello lanciato nel 2019 dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Anni di studi e decine di ricerche, infatti, avevano riscontrato diversi problemi comportamentali nei bambini piccoli affidati agli schermi-babysitter.

ALCUNI DEI PROBLEMI PIU’ FREQUENTI

 “L’elenco è lungo: irritabilità, apatia, ritardo nel linguaggio, alterazioni del sonno.

bimbo-letto

E ancora, in età scolare, perdita di capacità cognitive: problemi di attenzione, di memoria e difficoltà di comprensione.

Ma adesso questo elenco si allunga.

Secondo un team di ricercatori della Drexel University, Philadelphia (Usa), l’esposizione agli schermi di neonati e bambini di età inferiore ai due anni potrebbe essere associata a problemi di elaborazione sensoriale.

Questi ultimi sono prevalenti nei disturbi dello spettro autistico e della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).
Lo studio è stato pubblicato su JAMA Pediatrics.

L’elaborazione sensoriale atipica è il disturbo del quale soffrono i bambini che, pur avendo organi di senso normali da un punto di vista fisiologico, sono troppo sensibili – oppure per nulla – agli stimoli dei sensi, ovvero a ciò che vedono, toccano, gustano, annusano, ascoltano.

Per esempio, il bambino può toccare o annusare eccessivamente gli oggetti (“ricerca di sensazioni”).

Al contrario, può avere una sensibilità inferiore ed essere più lento a rispondere agli stimoli – come essere chiamati per nome (“bassa registrazione”).

Può, anche, essere turbato da suoni, rumori o luci, ed evitare alcune azioni sensoriali, come farsi lavare i denti (“evitamento di sensazioni”).

Pediatra

I CONSIGLI DEI PEDIATRI. 

Dunque i risultati dello studio indicano che il tempo trascorso davanti allo schermo nei primi anni di vita può essere un fattore significativo.

D’altra parte “sono necessari «ulteriori approfondimenti per determinare se la visione può alimentare l’iperconnettività cerebrale sensoriale osservata nei disturbi dello spettro autistico, come l’aumento delle risposte cerebrali alla stimolazione sensoriale», conclude Karen Heffler.

I CONSIGLI DEI PEDIATRI E DEGLI STUDIOSI DELL’INFANZIA

“Una cosa è certa: considerando che la neuroscienza ci ripete da tanto tempo che affidare i bambini piccoli agli schermi-babysitter può causare numerosi problemi comportamentali e di sviluppo, la raccomandazione dei pediatri è sempre la stessa: più giochi e passeggiate all’aria aperta.”

Ben vengano allora le uscite all’aria aperta.

Sistemate i piccoli seduti comodamente sul loro passeggino, ma ( mi raccomando!) non con il tablet o il cellulare in mano!

Parola di Mastrogessetto!

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