San Valentino tra tradizioni e leggende

Il 14 febbraio si festeggia San Valentino.

Questo accade in molte parti del mondo, tranne che in Russia e nei Paesi dell’ex Urss che sono a maggioranza di religione ortodossa.
San Valentino non viene festeggiato perché non è una ricorrenza presente nel calendario religioso.

Sul perché esista questa festa ci sono molteplici e svariate storie e leggende.

Quindi penso che prima di tutto sia il caso di partire dal Santo.

Chi era San Valentino?

“San Valentino, nato a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C. e morto a Roma il 14 febbraio 273, era un vescovo romano che era stato martirizzato. Valentino dedicò la vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. “

Poi da lì alla festa ci sono alcune cose da aggiungere.

Siete curiosi?

Proseguite nella lettura.

Rilassatevi.

Si parte!

San Valentino: festa, leggende e usanze nel mondo

Un dato certo è che San Valentino morì proprio il 14 febbraio del 273 d.C..

Bisogna arrivare, tuttavia, al 496 d. C., perché Papa Gelasio, decidesse di rimpiazzare il dio Lupercus con il martire cristiano Valentino e di abolire i Lupercalia (https://it.wikipedia.org/wiki/Lupercalia )

Perché proprio lui? Perché Valentino, secondo alcune leggende, era uno dei pochi vescovi della sua epoca a ufficializzare le unioni fra fidanzati cristiani e inoltre dedicò tutta la vita alla comunità cristiana dimostrando moltissima fede.

Fra l’altro i Lupercalia ricorrevano proprio il 15 febbraio, ossia solo il giorno successivo alla morte del Santo.

“La “fama” di San Valentino protettore degli innamorati nasce da alcuni aneddoti ed episodi della sua storia: il vescovo, contrariamente alla tradizione pagana, univa le coppie di innamorati nel sacro vincolo del matrimonio, nel segno dell’amore e della libera scelta del proprio compagno. Valentino quindi, nell’espletare le funzioni di uomo di fede, si innalzava a difensore dell’amore vero. “

Alcune leggende

La leggenda del centurione

Le leggende che riguardano San Valentino sono innumerevoli e fra queste ce n’è una che racconta dell’amore fra un giovane centurione di nome Sabino e una nobile ragazza di Terni di nome Serapia.

Pur essendo reciprocamente innamorati erano separati dalla religione: lui era pagano, lei cristiana. La ragazza, disperata, si rivolse al vescovo Valentino per convincere Sabino ad avvicinarsi alla religione cristiana. Valentino riuscì a convincerlo e così i due si prepararono per le nozze.

Purtroppo Serapia si ammalò di tisi a poca distanza dal matrimonio e, prima di morire, chiese a Valentino di celebrare le nozze anticipatamente. Mentre i due giovani si promettevano amore eterno, Serapia morì e subito dopo, anche Sabino.

La leggenda della Rosa della Riconciliazione

La leggenda della rosa

Si dice che un giorno San Valentino sentì passare, vicino al suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Allora gli andò incontro con in mano una rosa che regalò loro, pregandoli di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della stessa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo la coppia gli chiese la benedizione del loro matrimonio.

La leggenda dei bambini


“Il vescovo Valentino aveva un giardino molto grande dove, spesso, accoglieva gli abitanti della città che andavano a trovarlo per ricevere i suoi preziosi consigli. A frequentare abitualmente il giardino erano però i bambini che trascorrevano intere giornate a giocare spensierati sotto lo sguardo vigile del Vescovo. Al tramonto, prima che i bambini andassero via, donava a ognuno di loro una rosa affinché la portassero alle loro madri. Era un modo per essere certo che corressero subito a casa, per donare il fiore, ma era anche un gesto che serviva ad alimentare l’amore e il rispetto per i genitori. La leggenda narra poi che, quando fu fatto prigioniero dai soldati e messo in carcere a vita dal re, Valentino era preoccupato per la sorte dei bambini: allora il Signore fece volare, dalla casa del custode, due piccioni viaggiatori che il Vescovo aveva in giardino. Questi si posarono sulla sua finestra, egli li riconobbe e gli legò al collo un sacchetto a forma di cuore con un bigliettino che fu recapitato ai bambini e sul quale c’era scritto: “A tutti i bambini che amo. Dal vostro Valentino”.

Usanze nel mondo


La festa degli innamorati non si festeggia solo in Italia ma anche in tanti altri Paesi.

Partiamo dal Nord Europa: in Olanda e in Inghilterra, ad esempio, c’è l’usanza di spedire biglietti senza rivelare la propria identità.

In Spagna: nella penisola iberica la festa si trascorre organizzando una cena a lume di candela seguita da passeggiata romantica. Il regalo preferito sono le rose rosse e la località più gettonata per la festa degli innamorati è Siviglia, la città del sensuale fandango.

In America: qui non si festeggiano solo gli innamorati intesi come coppia, ma è anche la festa della famiglia e dell’amicizia. I bambini, ad esempio, in quel giorno usano scambiarsi le figurine degli eroi dei cartoni animati.

In Giappone: il 14 febbraio sono le donne a regalare i cioccolatini agli uomini, che non devono necessariamente essere i loro mariti o fidanzati. Gli uomini ricambieranno il dono, regalando cioccolato bianco, un mese dopo, il 14 marzo, in occasione del White Day.

In Brasile: i brasiliani festeggiano gli innamorati il 12 giugno, il giorno che precede Sant’Antonio, patrono dei matrimoni. Le donne non ancora sposate portano con sé la statuetta del santo con la speranza di trovare marito entro l’anno.

Mi piace molto la variante degli americani, perché l’Amore con la A maiuscola è anche quello in senso lato per la famiglia, per gli amici.

Buon San Valentino a tutti da Mastrogessetto!

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