Romeo e Giulietta: tra leggenda e realtà in cinque domande

File:Romeo and Juliet (detail) by Frank Dicksee.png

Le città della nostra splendida Italia hanno moltissime attrattive.

Se pensiamo a Verona, la nostra mente si concentra sulla monumentale Arena.

Ma, subito dopo, la leggenda dei due innamorati più conosciuti in tutto il mondo, ci conduce verso altri interessi.

Alcune persone pensano, infatti, di poter vedere i luoghi reali dove hanno vissuto il loro sventurato amore, i due giovani.

Altre, pensano, invece, di ammirare lo scenario fantastico creato da William Shakespeare per ambientare l’ardente passione dei due innamorati.

Mi spiace, ma nessuna delle due concezioni è giusta.

La storia è molto più complessa.

Se volete saperne di più, proseguite nella lettura.

Pronti?

Relax!

Si parte!

“Romeo e Giulietta” in cinque domande

Procediamo per ordine.

1) Prima domanda: Romeo e Giulietta sono realmente esistiti?

Probabilmente una Giulietta Capuleti e un Romeo Montecchi che furono amanti a Verona, non sono mai esistiti.

Delle due famiglie ne parla per primo, Dante nel VI canto del Purgatorio.
“Vieni a veder Montecchi e Cappelletti, Monaldi e Filippeschi, uom senza cura, color già tristi, e questi con sospetti” (Purgatorio VI, vv.106-108).

Le varie versioni di Giulietta e Romeo ambientano la storia proprio nei pochi anni in cui Bartolomeo della Scala era signore di Verona e Dante soggiornò nella città.

Oggi, sulla facciata della cosiddetta Casa di Romeo troviamo la citazione dell’enigmatico passo della Divina Commedia in cui Dante parla di Montecchi e Cappelletti (vicino ai versi di Shakespeare).

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Società Dante Alighieri Comitato di Verona Casa di Romeo DA "Vieni a veder Montecchi c Cappelletti, Monaldi 0 Filippeschi, uom sanza cura: color giả tristi, questi con sospetti!" 1265-2015 7500 DELAVEEA OLKEA (Divina Commedia, Purgatorio, VI, 106-108)"

Bene.

A questo punto sorge un altro dubbio.

2) Seconda domanda: se i due giovani Giulietta Capuletti e Romeo Montecchi non sono mai esistiti, a chi si è ispirata la loro leggendaria storia d’amore?

Ci sono due diverse coppie di innamorati che hanno vissuto le loro storie contrastate in due diverse città, che non sono Verona.

Vediamo la prima.

 Esiste una novella  che potrebbe aver ispirato indirettamente la tragedia amorosa più famosa di tutti i tempi.

Si tratta della Novella XXXIII della raccolta “Novellino” dell’autore italiano Masuccio Salernitano, pubblicata postuma nel 1476 ed è ambientata a Siena.

Mariotto e Ganozza“, questo il titolo della novella in questione, presenta, infatti, decisamente molte similitudini con la storia di Romeo e Giulietta. E potrebbe essere, perciò, la fonte primaria da cui, poi, sono nate le novelle di Da Porto e Bandello quindi, il poema di Arthur Brooke e infine “Romeo e Giulietta” di Shakespeare.

Ma veniamo alla seconda coppia di innamorati.

In questo caso, coloro che hanno ispirato la triste trama di Giulietta e Romeo sono storicamente esistiti. Lei si chiamava Lucina Savorgnan del Monte di Osoppo ( 1493 – 1543), e lui Luigi Da Porto (1485-1529).

Ci spostiamo nella provincia di Udine.

Sarà proprio in questa città, durante una festa in maschera, alla residenza dei Savorgnan, che Luigi Da Porto conoscerà Lucina Savorgnan Del Monte, sua lontana cugina.

L’incontro avvenne il 26 febbraio 1511, al debutto in società di Lucina, ormai quindicenne.

Il Da Porto se ne innamorò perdutamente.

L’amore fu tragico e infelice.

Il Da Porto, durante uno scontro con le milizie austriache, venne ferito al collo da un colpo di lancia che lo lasciò paralizzato sul fianco sinistro.

Si ritirò dunque nella sua villa di Montorso Vicentino, dove apprese la notizia delle nozze combinate tra la sua amata e il cugino Francesco Savorgnan Della Torre.

Distrutto dal dolore, decise di scrivere una novella dedicandola alla donna amata.

Un racconto a tratti autobiografico che per ragioni di prudenza fu ambientato nel Trecento a Verona. 

La vicenda è così trasportata ai tempi di Bartolomeo della Scala, nel 1301-1304.

3) Terza domanda: quali sono le similitudini e le differenze delle due versioni con la storia di Giulietta E Romeo, che noi tutti conosciamo?

Masuccio Salernitano

La novella di Masuccio Salernitano

“Come Romeo e Giulietta, Mariotto e Ganozza sono due giovani innamorati, la cui storia d’amore viene fortemente ostacolata dal conflitto esistente tra le due famiglie d’appartenza. 

Gli innamorati di Masuccio però sembrano vivere un amore molto più carnale, rispetto a quello tenero e idealizzato degli amanti di Shakespeare.”

Inoltre, a fare da sfondo alla vicenda c’è l’assolata Siena ed è ambientata, perfino, in parte, in Alessandra d’Egitto, la città dove Mariotto fugge per scampare alla forca, dopo aver ucciso un giovane durante una rissa.

Sebbene anche Ganozza, con l’evolversi degli eventi, si ritrovi costretta a bere una pozione per fingersi morta, il suo atteggiamento nei confronti di tale espediente è del tutto differente.

Lei si finge morta, per poter essere libera di fuggire da Siena e raggiungere il suo amato ad Alessandria d’Egitto.

Infine, anche nella storia di Masuccio abbiamo Mariotto che non viene avvisato, a causa del caso beffardo, dell’inganno ma solo della morte della sua amata. Questo provoca il suo precipitoso viaggio verso Siena, dove verrà riconosciuto e quindi giustiziato. E il tutto capita, mentre Ganozza raggiunge finalmente Alessandria d’Egitto e viene a sapere che l’amato è tornato a Siena, sapendola morta.

Ecco quindi, un’altra differenza. Nella novella di Masuccio Salernitano non vi è un suicidio vero e proprio, come capita a Romeo e Giulietta. Mariotto viene giustiziato e Ganozza, una volta tornata a Siena e saputo della morte del suo amato, semplicemente muore di dolore.

Luigi Da Porto

La novella di Luigi Da Porto

Nella sua novella “Istoria novellamente ritrovata di due nobili amanti” ,Da Porto per rendere autentico il suo racconto afferma che la storia gli sia stata raccontata da un vecchio compagno d’armi veronese, che, appunto, una sera ha voluto narrargli un’antica storia della sua città.

Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti con la pietosa loro morte intervenuta già nella città di Verona nel tempo del signor Bartolomeo della Scala

“La particolarità di questa novella rispetto alle precedenti è il suo inserimento in una cornice verosimilmente storica.

Da Porto introduce, infatti, la novella raccontando che, in una pausa dei combattimenti in Friuli, durante una cavalcata in compagnia da Gradisca d’Isonzo a Udine, l’arciere Pellegrino si assume il compito di consolarlo dai tormenti amorosi narrando una vicenda da cui si comprenda come «lo star molto nella prigion d’amore si disdica, sì tristi son quasi tutti è fini a’ quali egli ci conduce, ch’è uno pericolo il seguirlo».

Detta vicenda sarebbe un racconto assai diffuso nella sua città di origine, Verona, su due giovani amanti. Caratterizzare il racconto come una leggenda locale, ascoltata in un preciso momento della vita dello scrittore, conferisce alla storia un’aria di realismo.

La storia è opportunamente ambientata ai tempi di Bartolomeo I della Scala, nel 13011304, a Verona, presumibilmente con l’intento di riferirsi al primo soggiorno di Dante a Verona dopo la condanna all’esilio.

Non bisogna dimenticare inoltre che Da Porto aveva un contatto personale con la famiglia Montecchi.

Essa infatti, cacciata da Verona nel 1325, si era stabilita a Udine dove era conosciuta con il nome di Monticoli e, all’epoca del soggiorno di Da Porto in Friuli, era una famiglia appartenente alla fazione di Antonio Savorgnan, zio di Da Porto.

Da Porto fa diretto riferimento a Nicolò e Giovanni Monticoli nella sua novella.

4) Quarta domanda:  Shakespeare visitò mai Verona ?

In realtà Shakespeare non visitò mai Verona ma la conobbe solo attraverso gli scritti di Luigi Da Porto, Masuccio Salernitano e Matteo Bandello, che lo ispirarono per la sua “Giulietta e Romeo”.

Anzi, addirittura, Shakespeare non ebbe nemmeno modo di leggere direttamente la novella del Da Porto, ma lo fece indirettamente grazie a varie trasposizioni.

Infatti, il vescovo letterato Matteo Bandello, scrisse una sua versione della storia di Giulietta e Romeo.

Matteo Bandello, frontespizio delle Novelle
Matteo Bandello

Si tratta di un racconto contenuto nel Novelliere pubblicato nel 1554, venti anni dopo la novella del Luigi da Porto e quasi trent’anni prima della versione di William Shakespeare.

Le Novelle del Bandello vennero tradotte in francese da Pierre Boaistuau, con il titolo Histoires tragiques nel 1559, e fu così che la storia dei due amanti arrivò fino in Francia.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/48/Histoires_tragiques_1559.jpg


“La versione di Boaistuau raggiunse a sua volta il suolo britannico, in quanto venne tradotta in inglese, in forma di prosa nel Palace of Pleasure (1567) di William Painter, e in versi  nel poema The Tragicall Historye of Romeus and Juliet (1562) di Arthur Brooke.

La trasposizione ad opera di Brooke fu la fonte primaria e diretta del Romeo and Juliet shakespeariano.

Quindi, nonostante le varie rielaborazioni avvenute nel tempo, possiamo affermare che il padre della storia di Romeo e Giulietta fu un italiano, originario di Vicenza.   

E finalmente siamo giunti al capolinea.

Spero che non vi siate persi durante il percorso a dir poco complicato!

Molto più semplice è invece fare quello che permette di visitare i leggendari luoghi dei due innamorati della tragedia scespiriana.

Alla luce di quanto detto fino a questo punto, sorge un dubbio del tutto legittimo.

5) Quinta domanda: perché a Verona é possibile visitare i luoghi di Giulietta e Romeo, se non sono mai esistiti?

La verità è che si deve ringraziare Antonio Avena, il direttore dei musei civici di Verona dal 1920 al 1955, per la nascita di molti dei luoghi collegati alla storia di Romeo e Giulietta a Verona, a cui va dato il merito di aver creato il mito della città dell’amore.

La casa di Giulietta, il balcone di Giulietta, la tomba di Giuletta e la casa di Romeo si trovano a Verona, mentre i castelli di Romeo e Giulietta si trovano nel comune di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza.

Dopo tanta fatica ci vogliamo concedere un po’ di relax?

Vi propongo le più importanti tappe dedicate a Romeo e Giulietta.

La casa di Giulietta a Verona

Il palazzo di Giulietta si trova in Via Cappello 23, ed ospita non solo il Balcone di Giulietta, ma anche la statua di Giulietta.
Giulietta, che nacque il 16 settembre del 1284 da messer e madonna Cappelletti, trascorse qui la maggior parte della sua vita. Nella corte interna si affaccia il balcone di Giulietta, dove la tradizione vuole che s’incontrassero i due amanti al chiaro di luna, e, che oggi, è una tappa fissa degli innamorati che decidono di visitare Verona.


La statua di Giulietta

 Toccare la parte destra del suo petto porta fortuna.
La credenza è così diffusa che, a causa dell’usura, negli anni il Comune si vide costretto prima a sostituire l’originale con una copia.
Il vero bronzo di Costantini si trova all’interno del museo e riporta ancora il “buco” che si formò sul petto di Giulietta.
Addirittura hanno dovuto riparare anche la copia, per lo stesso motivo.


La tomba di Giulietta

La tomba di Giulietta si trova invece all’interno del Museo degli affreschi G.B. Cavalcaselle (Via Luigi da Porto 5).
Ospitato in quello che una volta era il convento di San Francesco al Corso dei frati cappuccini, il sarcofago di marmo rosso è ritenuto da sempre il luogo in cui venne seppellita l’eroina della tragedia shakespeariana dopo che si tolse la vita.

Il corpo di Romeo dovrebbe invece riposare nei pressi di Via Da Porto 6, anche se non se ne ha la certezza assoluta.

Casa di Romeo (Verona).jpg

La casa di Romeo

La casa di Romeo si trova in Via Arche Scaligere 5. Il palazzo medievale in pieno centro a Verona, che fu la dimora dei Montecchi fino ai primi del XIV secolo, è attualmente un’abitazione privata a cui non si può accedere.

Sul muro è possibile ammirare una targa di marmo in cui è riportata un frammento del primo atto dell’opera di Shakespeare

“Oh! Dov’è Romeo? … Taci, ho perduto me stesso: io non son qui e non son Romeo, Romeo è altrove” (Atto I Scena I Romeo e Giulietta)

I Castelli di Romeo e Giulietta

Alla base della storia di Giulietta e Romeo ci sarebbero i castelli di Romeo e Giulietta, due piccoli manieri che si trovano su una collina nel comune di Montecchio Maggiore.
Si tratta del Castello della Villa, il Castello di Romeo, e del Castello della Bellaguardia, il Castello di Giulietta.

La loro posizione così particolare, vicina ma opposta, ispirò a Luigi da Porto, la novella “Historia novellamente ritrovata“, che ispirò più tardi il lavoro di Shakespeare.

Se non siete mai stati a Verona, mi auguro che il mio articolo vi sia servito per conoscere qualcosa di questa splendida città che merita di essere visitata.

Se invece la conoscete già, il ritrovare bei ricordi sarà stato senz’altro piacevole.

Per la storia di Shakespeare vi rimando ad un’altra occasione, quando parleremo dell’affascinante mondo del teatro.

Parola di Mastrogessetto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com