Quando usare l’accento

Che cos’è l’accento?

Se questa domanda la ponete ad un bambino della scuola elementare (primaria) vi risponderà in modo semplice che è un trattino che si mette, talvolta, su una vocale.

Insomma una sorta di apostrofo scritto in orizzontale.

Questo a dimostrazione del fatto che, a quell’età , è meglio semplificare al massimo.

Prima di tutto, l’importante è che i bambini imparino ad usarlo, quando serve.

Avranno tempo di approfondire l’argomento, negli anni di scuola successivi alla primaria.

In effetti, nella lingua italiana,” le parole hanno un accento tonico, ovvero in tutte le parole l’accento cade su una sillaba, mentre solo alcune parole hanno l’accento grafico (in particolare, hanno l’accento grafico le parole TRONCHE, ovvero quelle in cui l’accento tonico cade sull’ultima sillaba, come: perché, caffè, più, già, ecc.) .”

In altre parole, l’accento che noi scriviamo è quello delle parole tronche, ma anche in alcuni monosillabi (ciò, giù, sé eccetera) ed è chiamato, appunto, grafico.

Tornando ai bambini che imparano le regole della nostra lingua, è bene non complicare troppo le cose, senza parlare degli accenti tonici, di parole sdrucciole e via dicendo.

Volete qualche piccolo suggerimento al riguardo?

Siete pronti?

Qualche minuto per leggere.

Si parte!

Come insegnare ad usare bene l’accento in seconda elementare

Scherzare sugli errori

Ancora una volta ricorro al grande Gianni Rodari (https://mastrogessetto.it/conoscere-gianni-rodari-e-le-sue-fantasticherie/ che ha ribadito più volte che, con i bambini è molto più efficace scherzare e far loro imparare certe regole, in modo divertente https://mastrogessetto.it/come-scrivere-senza-errori/.

Far capire la differenza

Nella nostra lingua ci sono diverse parole composte dalle stesse lettere, che hanno un significato diverso a seconda che abbiano l’accento o no.

Un esempio:

PESCO






PESCO’

Parole che non hanno l’accento

Ci sono alcune parole dove l’accento non va.

A titolo di esempio, una parola dove molti mettono erroneamente l’accento è SU.

Ogni tanto, quando capita l’occasione, ricordate ai vostri bambini quali sono queste parole.

HANNO UN SOLO SIGNIFICATO: NON SI ACCENTANO

QUI QUA NO ME TU TE TRE MA FA SA VA SU RE SO STA STO

Esercizi divertenti di rinforzo

Se volete, potete utilizzare dei semplici esercizi giocosi, per rinforzare questa regola ortografica.

Primo esempio: il percorso

Secondo esempio: un’immagine da colorare

Da colorare con lo stesso colore (una tonalità a scelta di marrone)

Terzo esempio: schede da completare

scheda didattica di grammatica accento
Scheda didattica sull'accento Lingua Italiana, Imparare L'italiano, Grammatica, Istruzione Domiciliare, Codifica, Madrelingua, Lingue, Insegnanti, Psicologia

Quarto esempio: video esplicativo

Quinto ed ultimo esempio: canzoncina sull’accento

Per concludere in relax, esistono diverse canzoncine sull’accento.

Ve ne propongo una.




Concludo dandovi due consigli, frutto della mia lunga esperienza d’insegnante.

Molti bambini tendono a scrivere le parole e ad aggiungere, in un secondo tempo, l’accento a quelle che lo hanno.

Cercate di far perdere loro questa cattiva abitudine, perchè prima o poi qualche accento sarà dimenticato nella penna.

Quindi ogni parola accentata deve avere il suo accento mentre la si scrive.

Infine aggiungo quest’altra considerazione.

La dimenticanza dell’accento è uno degli errori più comuni che fanno anche i ragazzi più grandi.

Se succederà e se si tratterà , in quel caso, di un errore di distrazione, non c’è da preoccuparsi.

Tuttavia, alla scuola primaria, è bene che ogni accento stia sopra la vocale che ne ha bisogno:

Parola di Mastrogessetto!

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