Dieci curiosità sull’equinozio di Primavera

Le quattro stagioni sono scandite da due equinozi e due solstizi.

Equinozio e solstizio sono termini di uso comune: tutti sanno cosa significano.

Tuttavia ci sono alcune curiosità che sono legate a ciascuno di esso.

Per carità! Si può sopravvivere anche senza conoscerle.

Ma se appartenete alla schiera delle persone a cui interessa sempre sapere qualcosa in più, vi trovate nel posto giusto.

Questo vale anche per chi, al contrario, vuole verificare se ricorda bene tutto ciò che riguarda l’inizio della stagione primaverile.

Allora siete pronti?

Rilassatevi!

Si parte!

Una, due, tre…dieci curiosità sull’equinozio di Primavera

1) È anche l’Equinozio d’Autunno 

L’Equinozio di Primavera nell’emisfero settentrionale coincide con l’Equinozio d’Autunno nell’emisfero meridionale.
Ci avete mai pensato?
Pensiamo al Sudafrica o a qualsiasi altro stato che si trova a sud dell’Equatore: lì è appena iniziato l’Autunno!

2) Inizia la primavera astronomica

  Nell’emisfero settentrionale, astronomi e scienziati considerano l’Equinozio di Primavera come segno dell’inizio della Primavera, che termina con il Solstizio d’Estate a giugno, quando inizia l’estate astronomica.
Invece, per i meteorologi, la Primavera nell’emisfero nord inizia 3 settimane prima dell’Equinozio, quindi il 1 marzo, e termina il 31 maggio.

3) Uguale dì e uguale notte

  È opinione comune quella secondo cui il giorno dell’Equinozio, le 24 ore sono suddivise in modo uguale, 12 ore di giorno e 12 di notte.
Infatti, il termine “equinozio” deriva dalle parole latine “aequus” (uguale) e “nox” (notte). 
In realtà, per varie ragioni, le ore di luce sono un po’ di più di dodici.

4) Significato astronomico

Questo perfetto equilibrio si verifica quando il Sole si trova perpendicolare all’equatore e illumina entrambi i lati del pianeta in modo uniforme.

Il motivo di questa coincidenza dipende dall’inclinazione dell’asse terrestre che, durante l’anno, varia determinando le diverse stagioni.

Nel periodo dell’equinozio di primavera, l’emisfero boreale non è né inclinato verso il Sole né lontano da esso: beneficia dunque di un irraggiamento solare identico e opposto a quella dell’emisfero australe.

Dopo l’equinozio, l’emisfero boreale inizia ad inclinarsi verso il Sole, il che si traduce in temperature più alte e in una maggior durata della luce diurna.

Da questo momento in poi, in altre parole, il sole sorgerà ogni giorno un po’ prima e tramonterà un po’ più tardi, regalandoci giornate più lunghe e luminose.

5) Perché la data dell’Equinozio cambia

“La variazione della data e dell’ora dell’equinozio di primavera ogni anno è il risultato di un fenomeno noto come precessione degli equinozi, causato dalle leggere variazioni dell’asse di rotazione della Terra nel corso del tempo.

Benché il pianeta sia generalmente considerato sferico, la sua forma non è perfettamente regolare, e ciò comporta cambiamenti nell’orientamento dell’asse di rotazione; cambiamenti infinitesimali ma sufficienti -su scala planetaria- a far slittare anche di molte ore il momento esatto in cui giorno e notte hanno la medesima durata.

A questo si aggiunge che l’anno solare sia leggermente più lungo dei canonici 365 giorni teorici, il che comporta un accumulo di tempo nel corso degli anni (che poi si traduce in un anno bisestile).

Ciò fa sì che l’equinozio di primavera possa accadere in un momento qualunque tra il 19 e il 21 marzo, con il 20 marzo che è la data più comune. Nell’ultimo millennio, il 21 marzo è stato identificato come il primo giorno di primavera solo in alcuni anni, ad esempio nel 2003 e nel 2007.”

6) Etimologia di “Primavera”

L’etimologia del termine primavera ha origini molto antiche.
Essa risulta composta da due termini “prima” e “vera“.
Possiamo ricondurre “vera” alla radice sanscrita vas- (che ritroviamo sia in alcuni dialetti che in alcune lingue dell’area balcanica)  che significherebbe “ardere, splendere” e che per estensione ha finito per indicare anche l’estate.
Semplicemente, quindi, la “Prima-vera” è la “stagione prima dell’estate

7) La Pasqua è legata all’equinozio

L’Equinozio di Primavera è importante per il mondo cristiano.
Infatti, nel 325, il Consiglio di Nicea stabilì che la Pasqua sarebbe caduta la prima domenica dopo la prima luna piena che si sarebbe verificata in concomitanza con o dopo l’Equinozio di Primavera.
Questa formula è la stessa per i cristiani occidentali e per quelli ortodossi, ma le chiese occidentali utilizzano il calendario gregoriano (quello maggiormente utilizzato nel mondo), mentre gli ortodossi utilizzano ancora il vecchio calendario giuliano.

8 Ci sono diversi monumenti storici dedicati all’Equinozio di Primavera

Gli antichi Egizi erano chiaramente colpiti dal potere dell’Equinozio.
Infatti costruirono la Grande Sfinge di Giza in modo che indicasse direttamente verso il sole nascente il giorno dell’Equinozio di Primavera.
Anche a Stonehenge, in Inghilterra, è davvero un momento magico quando il sole sorge esattamente tra due enormi massi, posizionati circa 4.000 anni fa.
Muovendosi verso ovest, il sole del tardo pomeriggio nel giorno dell’Equinozio di Primavera a Chichén Itzá, in Messico, crea l’ombra di un serpente gigante sulla scalinata settentrionale della piramide El Castillo.

9 Il suo simbolo è il trifoglio

Il trifoglio è la pianta simbolica dell’Equinozio di Primavera.
Questo fiore, associato anche al Giorno di San Patrizio, ha molte connessioni con il paganesimo. Può rappresentare le 3 parti dell’esistenza umana (mente, corpo e anima), le 3 incarnazioni della Triplice Dea (fanciulla, madre e vecchia) o i 3 regni di terra, mare e cielo.

10) L’Equinozio veniva festeggiato già migliaia di anni fa

I festeggiamenti per la Primavera avvenivano già migliaia di anni prima dell’evoluzione del cristianesimo.
Uno di questi festival era quello di Ostara, che celebrava la rinascita e la fertilità con la piantagione di nuovi semi.
Questi riti derivano dai Celti e dai Sassoni dell’Europa occidentale ed esistevano da molto prima che fossero conquistati dai Romani circa 2.000 anni fa.
Ostara è una dea anglosassone che rappresenta l’alba, che veniva celebrata, combinando banchetti e divertimenti con rituali per promuovere l’equilibrio, per benedire le piantagioni di nuove sementi e per prepararsi ad una stagione di rinascita.

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E anche oggi, che di festeggiamenti non ne vengono fatti, l’arrivo di questa stagione ci fa pensare ,comunque, ad una rinascita.

Concludo con una bella frase di Pablo Neruda:

” Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”.

Buona Primavera a tutti da Mastrogessetto!

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