Napoli in festa : il Museo Capodimonte

La Reggia e il Parco di Capodimonte a Napoli

Il grande museo cittadino sta indossando il vestito delle grandi occasioni, dando il meglio di sé.

Infatti ha aperto di sera il secondo piano che è disposto di aria condizionata, per far ammirare la grande mostra “Oltre Caravaggio” con opere di Luca Giordano, Mattia Preti, Jusepe de Ribera, Cosimo Fanzago.

Nelle stesse sere sono stati previsti anche concerti con musica dal vivo nel Cortile centrale del Museo.

Non vi perdete, se siete da quelle parti, queste grandi opportunità.

Ci sono, infatti, ancora due giorni, il 29 e 30 luglio 2023 dalle ore 19.30 fino alle ore 23.30, in cui il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli sarà aperto ad un prezzo speciale di soli 3 euro (2 euro biglietto ridotto + 1 euro per gli alluvionati dell’Emilia Romagna, come da indicazioni ministeriali).

Vi ricodo che l’ultimo ingresso è alle 22,30.

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MUSICA DAL VIVO NEL CORTILE DEL MUSEO

Come detto sopra, nelle stesse sere è prevista musica dal vivo nel Cortile centrale del Museo con inizio alle ore 19.30 con i  quattro concerti del Luglio Musicale 2023 quattro concerti del Luglio Musicale 2023 “Naples-Paris: sulle corde della musica” a cura dell’Associazione Scarlatti (16, 22, 23 e 30 luglio).https://capodimonte.cultura.gov.it/luglio-musicale-a-capodimonte-edizione-2023/

Non può mancare una serata sulla canzone classica napoletana ‘E stelle ‘e Napule (29 luglio) con il Conservatorio Nicola Sala di Benevento, organizzata dall’associazione MusiCapodimonte.

Gli eventi e le mostre presenti nel Museo sono moltissimi.
Se volete saperne di più potete consultare il sito ufficiale https://capodimonte.cultura.gov.it/

Per chi non conosce la storia del Museo, invece, mi permetto di dare qualche piccola informazione al riguardo.

PERCHE’ SI CHIAMA COSI’

Nel 1738 il re Carlo di Borbone avviò i lavori di costruzione di un palazzo, sulla collina di Capodimonte, da adibire a museo; al contempo una squadra di esperti definì gli ambienti interni per sistemare la collezioneFarnese ereditata dalla madre Elisabetta.

“Il progetto prevedeva che le opere fossero ospitate nelle stanze che affacciano verso sud, sul mare.”

Nel 1743, poi, il re Carlo di Borbone e sua moglie Amalia di Sassonia fondarono, all’interno dell’omonima reggia, la Real Fabbrica di Capodimonte, dedita alla lavorazione della porcellana.

L’idea era quella di dar vita a preziosi oggetti all’altezza di quelli prodotti dalla fabbrica tedesca di Meissen, famosa per le sue ceramiche.

Sicuramente riuscirono nel loro intento.

Ben presto la tradizione partenopea della porcellana non soltanto eguagliò quella teutonica, ma, con ogni probabilità, la superò, dando vita a veri e propri capolavori.https://capodimonte.cultura.gov.it/collezione/appartamento-reale/

Chissà se Carlo e Amalia hanno mai pensato che la loro ceramica sarebbe stata famosa in tutto il mondo, anche dopo tanti anni.

“Il simbolo per eccellenza delle ceramiche Capodimonte è una N blu con una corona sopra. Questo simbolo ha subito diversi cambiamenti nel corso dei secoli, ma la base è rimasta uguale. Attenzione, però, perché, sfortunatamente, non può essere considerato un metodo sicuro per distinguere una porcellana di Capodimonte originale. Infatti, questo simbolo varia anche in base all’artigiano. Inoltre, vanta innumerevoli imitazioni. Non è da usare, quindi, come unico metro di giudizio per valutare la ceramica che si ha di fronte.”

Bene.

Ma torniamo al Museo.

LA REGGIA

Se volete ammirare le porcellane lo potete fare nella Reggia.

Infatti  qui è esposta una selezione di porcellane di manifattura napoletana ed europea provenienti dalle collezioni borboniche, ad eccezione della statuina dell’Immacolata, acquistata nel 1972. https://capodimonte.cultura.gov.it/la-reggia/#

Il fascino del Museo non è legato soltanto agli spazi interni.

Infatti il parco che lo circonda è di una bellezza stupefacente.

“Il Real Bosco di Capodimonte nasce come riserva di caccia che si estende a ridosso della reggia per circa 134 ettari con oltre 400 diverse specie vegetali impiantate nel corso di due secoli.

Un’area verde incontaminata che si affaccia sulla città e sul golfo di Napoli. https://capodimonte.cultura.gov.it/un-giardino-storico/#

Dovrei scrivere ancora molte righe per potervi mostrare meglio tutto ciò che di straordinario offre questo museo.

Credo comunque di aver sollecitato in voi la curiosità di visitarlo, se ne avrete occasione.

Perché il Museo Capodimonte, dalla bellezza degli edifici e delle ceramiche a quella naturalistica del parco, indipendentemente dalle mostre che ospita, è sicuramente un numero uno della nostra Italia.

Parola di Mastrogessetto!

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