Marzo in poesia

Marzo è arrivato dentro l’inverno, come il più mansueto e mite degli agnelli, portando giorni che sono croccanti e dorati e formicolanti, ciascuno seguito da un gelido crepuscolo rosa che a poco a poco si perde in un fiabesco chiaro di luna”.

E’ il mese dell’attesa.

Aspettazione” scrive Diego Valeri.

Aspettazione

L ‘albero nella bianca aria di marzo
è un nero segno di volontà chiusa.
Spia la nuvola ferma in mezzo al cielo
alto. Respira fondo, senza moto.
Dentro si ascolta: aspetta.

E’ bella quest’attesa.

E’ un po’ come il sabato leopardiano.

Marzo è anche il sole “nuovo” che ci inonda di luce, dopo un grigio inverno.
Ce lo dice il poeta greco Takis Tsiakos nella traduzione di C.G. Sangiglio.

Canzone per il sole

Così immaginai e così promisi,
e un Marzo ho legato al collo
con un nastro di seta bianca e rossa.
Ed ora sto lottando col sole.

E dico: catturerò la luce che
spande
sulla riva-chissà cadrà in una
rete
o s’impiglierà a un amore
se farò filo e filatura.

Tanto e tanto desiderio m’ha
preso
di mettermi un vestito tutto
oro,
di vestirmi di luce e di sole!
E avere per amuleto il sole.

Che male c’è, o sorte che mi
tormenti?
Benedico la tua immensa grazia.
Mio Dio, ch’io solo mi consumi
per il sole.

Marzo vuol dire fiori.

Fiorita di Marzo

La fioritura vostra è troppo breve,
o rosei peschi, o gracili albicocchi
nudi sotto i bei petali di neve.
Troppo rapido il passo con cui tocchi
il suolo, e al tuo passar l’erba germoglia,
o Primavera, o gioia de’ miei occhi.
Mentre io contemplo, ferma sulla soglia
dell’orto, il pio miracolo dei fiori
sbocciati sulle rame senza foglia,
essi ne’ loro tenui colori,
tremano già dal vento alla carezza,
volano per l’aria densa di languori;
e se ne va così la tua bellezza,
come una nube, e come un sogno muori,
o fiorita di Marzo, o Giovinezza…

E’ una poesia di Ada Negri, poeta lodigiana, pubblicata nel 1910.

Il primo Marzo è iniziata anche la primavera metereologica, mentre la cosiddetta “primavera in mare“, è già stata festeggiata, nella tradizione toscana, venerdì 21 febbraio.
Questa tradizione deve la sua nascita all’occhio attento dei pescatori toscani, ” i quali hanno sempre notato un risveglio di tutte le forme di vita marina un mese prima di quelle dell’ambiente terrestre.”

Concludiamo proprio con una poesia, dedicata al mare, nel mese di Marzo, del poeta Nico Orengo.

Fiorisce di Marzo il mare

Fiorisce di marzo il mare
in cristalli di spuma,
barchette di san Giovanni
che s’arenano e sfanno
in gelatine chiare
sulle alghe della spiaggia:
fresche avvertono
che son fiorite
le calendole del fondale.

Marzo, prima della riforma giuliana, era il mese con cui l’anno aveva inizio.
Era dedicato al dio romano Marte, al quale erano attribuiti i raccolti primaverili e la guerra.

Oggi, invece, vogliamo pensare a Marzo, come un mese di svolta, che ci permette di sperare e di vedere la luce, dopo il lungo inverno.

E’ così bello poter sperare…
E in questo, forse, non siamo molto diversi dal poeta di Recanati.

Ad maiora!

Parola di Mastrogessetto!



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