Lo sai perchè … si usano nomi storici o mitologici per i fenomeni atmosferici

In questi ultimi anni i miti greci e i personaggi storici hanno offerto lo spunto per indicare vari fenomeni meteorologici che si verificano nella nostra splendida Italia.

Accade così che le previsioni meteo si “vestono” di storia e mitologia.

Sono stati messi da parte i tecnicismi della materia.
Al loro posto si usano per le perturbazioni in arrivo e non solo, i nomi di personaggi affascinanti di cui manifestano, pure, qualche tratto identificativo.

COME E’ AVVENUTA L’ASSOCIAZIONE TRA MITI ED EVENTI ATMOSFERICI

Il fenomeno in Italia è nato quasi per caso, sul portale IlMeteo.it, nel 2012.

L’uso di dare dei nomi alle figure bariche, ( solitamente indicate, semplicemente, con numeri o codici), all’estero era un’usanza già consolidata da diversi decenni.

Così, ad esempio, negli Stati Unitid’America i cicloni più distruttivi sono solitamente identificati con nomi di donna.

In Europa, altresì, l’Istituto di Meteorologia di Berlino offriva addirittura la possibilità di acquistare un nome (per 200 o 300 euro) da assegnare ad un evento atmosferico.
Questa cifra veniva, poi, destinata a finanziare la ricerca scientifica.

In Italia, invece, il fenomeno è saltato alla ribalta mediatica nella primavera 2012.

Infatti il primo nome, Lucy, è stato dato ad una perturbazione verificatasi ad aprile 2012, come spiegò il presidente e amministratore delegato de IlMeteo.it Antonio Sanò.

Questo nome, derivato dalla rivisitazione di Lucia, lo avevano già attribuito allo stesso fenomeno atmosferico i metereologi tedeschi.
Però piacque così tanto ai media italiani da essere riproposto su larga scala.

Invece il primo nomecompletamente targato IlMeteo.it si ebbe sempre ad aprile e fu Hannibal.

Da allora si è proseguito anche con i successivi fenomeni atmosferici, rilevando un interesse sempre maggiore non solo degli utenti, ma anche dei media.

I nomi di cicloni ed anticicloni vengono decisi attraverso sondaggi presenti sul forum del sito e sulla pagina Facebook.

“Proponiamo nomi e personaggi di facile memorizzazione – ha affermatoSanò – ma che abbiano anche una qualche somiglianza con il fenomeno atmosferico a cui sono associati. “

Così Caronte, con il suo caldo torrido, tra giugno e luglio, ha, ogni anno, il compito di traghettare gli italiani nel cuore dell’estate https://it.wikipedia.org/wiki/Caronte_(mitologia)

Per questo stesso motivo sono stati usati altri nomi.

Portiamo qualche esempio.

Nel passato un anticiclone è stato chiamato Ulisse, un altro Cerbero, come il cane a tre teste che era a guardia degli Inferi.
Anche in quel caso il nome terribile di Cerbero anticipava che sarebbe arrivato un caldo torrido.

Bene.

A questo punto spieghiamo un’altra curiosità.

PERCHE’ ALCUNI NOMI SONO FEMMINILI E ALTRI MASCHILI

La risposta è semplice.

Per gli anticicloni (che portano bel tempo e caldo intenso) si usano i nomi maschili mentre per i cicloni (che portano piogge e temperature più fresche ), quelli femminili.

Questa usanza di rinominare le figure bariche, seppure non abbia alcun carattere di ufficialità, ha sicuramente attirato l’interesse degli utenti nei confronti delle previsioni meteo.

Allo stesso tempo però fa storcere il naso ai puristi della meteorologia.

COSA NE PENSANO GLI ADDETTI AI LAVORI

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale esclude al momento la denominazione delle ondate di caldo.

Questo per quanto riguarda le ondate di caldo.

Tutt’altra cosa è il pensiero riaguardo alle perturbazioni.

“Dal 28 ottobre 2021 il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare ha iniziato a nominare le perturbazioni cicloniche più intense o tempeste che colpiscono l’Italia.”

Una volta uno dei miei figli, descrivendo la sua mamma, ossia la sottoscritta scrisse: “il suo programma preferito è il meteo”.

In effetti sono sempre stata curiosa di sapere quale tempo ci attende nei giorni successivi.

Ma ciò che mi ha icuriosito di più, tanto da approfondire le mie conoscenze, è tutto ciò che riguarda i fenomeni naturali.

Per questo ai miei figli e ai miei studenti ho insegnato i venti e tante altre cose che rientrano in questo campo.

E allora che dire?

Forse sarebbe il caso di aggiungere una frase in più al testo di Luca Carboni che canta

“E siamo tutti un po’ malati
Ma siamo anche un po’ dottori”

E siamo tutti molto ignoranti sai, ignoranti, sai
Ma siamo anche un po’ insegnanti sai, insegnanti, sai”.

E siamo tutti un po’ indovini
Ma siamo anche un po’ Giuliacci.

Parola di Mastrogessetto!

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