Chi mi segue da un po’ di tempo lo sa: amo il vento.
La sensazione di libertà che mi ha sempre dato il vento poche altre cose riescono a darmela.
E’ una cosa tutta mia.
Questo amore, se così si può definire, mi ha portato ad approfondire le mie conoscenze su quello che è comunemente definito ” movimento di una massa d’aria atmosferica da un’area con alta pressione (anticiclonica), a un’area con bassa pressione (ciclonica).”
Quando si parla di vento non si può fare a meno di citare la rosa dei venti.
Ma vi siete mai chiesti perché si chiama così?
Bene.
Siete pronti ?
Rilassatevi!
Si parte!
IL NOME ROSA DEI VENTI DA DOVE DERIVA
Osservate il disegno con attenzione.
Il nome Rosa dei venti deriva proprio dalla disposizione dei rombi che la compongono e che in origine indicavano le direzioni da cui soffiano i venti.
I rombi sono schierati in cerchio, sovrapposti uno all’altro, come i petali di una rosa.
Si tratta insomma di un fiore con più petali.
All’epoca della marineria velica, la rosa dei venti ebbe anche 32 suddivisioni, chiamate soltanto “rombi” o “quarte”. Per esempio, “vento a sei quarte” significava che il vento soffiava dalla direzione indicata dalla sesta quarta, contando in senso orario a partire da nord o dalla prua della nave.
I 4 principali indicano i punti cardinali (in senso orario: nord, est, sud e ovest).

I successivi 4 indicano i punti intercardinali (nord-est, sud-est, sud-ovest e nord-ovest).
Altri 8 inframmezzati segnano i punti intermedi (nord-nord-est, est-nord-est, est-sud-est, sud-sud-est, sud-sud-ovest, ovest-sud-ovest, ovest-nord-ovest, nord-nord-ovest), per un totale di 16.

QUANTE PUNTE PUO’ AVERE LA ROSA DEI VENTI
Nelle rappresentazioni più comuni la rosa dei venti ha sempre 4, 8 o 16 punti, in base al grado di precisione che si vuole ottenere.
Ma è possibile rappresentare lo stesso schema anche con 32, 64 o addirittura 128 punte!
UN PO’ DI STORIA
Secondo alcune fonti, la rosa dei venti ha una storia molto antica.
La prima rappresentazione grafica, simile a quella che oggi conosciamo, risale, tuttavia, ai tempi delle Repubblica marinare, e in particolare alla Repubblica di Amalfi tra l’IX e il X secolo.
“Lo studio dei venti, però, appassionava anche gli antichi Greci tanto che ne fa menzione anche Omero nell’Odissea.
Secondo il poeta i quattro venti principali sono: Borea, Euro, Noto e Zefiro. In seguito si interessarono a questa scienza anche i romani e si dice che già Plinio, esperto di navigazione, avesse realizzato una rosa dei venti a otto punte.”
Questa passione degli antichi per i venti si spiega con un motivo molto semplice: l’orientamento in mare.
“Disponendo i venti in corrispondenza dei punti cardinali, i navigatori, quando ancora le navi erano solo a vela, erano in grado di orientarsi in mare aperto semplicemente osservando in quale direzione spirava il vento.”

IL SIGNIFICATO DEI NOMI DEI VENTI
“I nomi della rosa dei venti derivano dal mare e dall’epoca in cui questo strumento ha cominciato ad essere utilizzato assiduamente, ossia durante il periodo delle Repubbliche marinare.
Nelle cartine, infatti, la rosa dei venti veniva posizionata all’interno del Mediterraneo e nello specifico tra il Mar Ionio e l’isola di Malta.
Così il vento che proveniva da Nord – Est, arrivava dalla Grecia, quindi ha preso il nome di Grecale.
Quello che veniva da Sud – Est arrivava dalla Siria, quindi Scirocco.
Da Sud- Ovest dalla Libia, quindi Libeccio.
E quello da Nord – Ovest arrivavano dall’Italia, tendenzialmente da Venezia, quindi tracciava la “via maestra”, quindi Maestrale.
Gli ultimi quattro prendono il nome da Ponente (Ovest) e Levante (Est), riferendosi alle direzioni in cui rispettivamente cala e si leva il sole, e Tramontana che deriva locuzione latina “trans montes” e fa riferimento ai venti freddi che arrivano dal Nord.
Infine l’Ostro, deriva dal latino “Auster” che significa “vento australe”, ossia che proviene da Sud.

LE CARATTERISTICHE DEI VENTI PRINCIPALI
Tramontana (da Nord)
“E’ un vento molto freddo che di solito porta tempo asciutto, cielo sereno e visibilità ottima. Le sue caratteristiche fisiche sono dovute ai luoghi di origine e di transito, infatti, proviene da
regioni a basse latitudini quindi più fredde delle nostre e non attraversano mari rimanendo così con tassi di umidità molto bassi che favoriscono appunto la visibilità.”
Grecale (da Nord-Est)
“E’ un vento freddo e intenso caratteristico della stagione fredda. Può essere generato dalla presenza di un’area anticiclonica situata nell’Europa nord orientale e una ciclonica sul Mediterraneo.
In altri casi può essere generato da una espansione dell’anticiclone Russo. Spesso questo vento viene associato ai venti di bora.”
Levante (da Est)
“E’ un vento che, come dice il nome, spira da Est ed è tipicamente estivo. Lungo le regioni tirreniche, si manifesta durante le prime ore del mattino per via della brezza che orienta il vento in tale direzione. La sua influenza è sentita sul Tirreno e sull’Adriatico centro-meridionale. A volte il levante può preannunciare l’arrivo di una perturbazione.”
Scirocco (da Sud-Est)
“E’ un vento che proviene dal continente africano per cui risulta essere molto caldo e secco. Durante il suo percorso verso l’Italia sul mare però, viste le sue caratteristiche fisiche, tende molto facilmente ad acquistare umidità ed è per questo che da noi giunge caldo e umido. Può essere generato da una zona depressionaria posta sul nord Africa che appunto fa si che i venti spirinda sud est sull’Italia. E’ un vento molto temuto nella stagione estiva perché rende le giornate molto calde e afose.”
Mezzogiorno – Ostro (da Sud)
“E’ un vento meridionale debolissimo che ha un azione scarsamente sentita nei mari italiani.”
Libeccio (da Sud-Ovest)
“Il libeccio è un vento umido, molto rafficoso e violento che proviene da Sud Ovest. E’ molto temuto per gli effetti che può provocare, infatti spesso genera forti mareggiate, condizioni di
burrasca e piogge molto intense. Si può formare dallo scontro fra un fronte freddo proveniente da una depressione posta sul centro Europa e aria calda e umida proveniente da una zona anticiclonica posta più a sud. Queste condizioni determinano una spiccata instabilità alla massa d’aria in questione, favorendo appunto gli effetti suddetti. Teniamo anche presente che è facile che si verifichi tutto ciò anche nei mesi estivi.”
Ponente (da Ovest)
“E’ un vento che, come dice il nome, spira da Ovest ed è tipicamente estivo. Nei periodi molto caldi si instaurano lungo i litorali venti locali di brezza dovuti alla differenza termica fra terra e mare che sono deboli e in rotazione in senso orario durante le 24 ore. Lungo le regioni tirreniche, durante le ore pomeridiane la brezza di mare orienta il vento in tale direzione apportando gradita aria fresca dal mare. La sua influenza è sentita sul Tirreno e sull’Adriatico centro-meridionale.”
Maestrale (da Nord-Ovest)
“E’ uno dei venti più intensi che interessano l’Italia. Le condizioni in cui esso si può verificare sono diverse ma tutte comunque derivano dalla discesa di aria fredda di origine polare che scende verso le basse latitudini. L’aria polare, lungo la sua discesa si scontra con aria più calda e umida proveniente dall’Oceano Atlantico, generando maltempo specialmente nelle regioni francesi.
I venti acquistano velocità quando si scontrano e si incuneano sui rilievi tra la Francia e la Spagna (i Pirenei) e poi si dirigono verso l’Italia. A seguito dello scontro con le Alpi mantengono o esaltano ancora di più la loro velocità, e aggirandole poi da Ovest si dirigono sulla penisola in direzione Sud Est. Anche se lungo il tragitto hanno perso gran parte della quantità di precipitazioni, nel passaggio sul Mediterraneo riacquistano parte dell’umidità perduta che poi verrà scaricata lungo la penisola con piogge anche di una certa entità e appunto vento forte da Nord Ovest.”
L’INTNSITA’ DEI VENTI
Ricordiamo che l’intensità del vento si misura con l’anemometro.

Come esistono scale per la temperatura ( le principali scale termometriche sono tre: Scala Celsius o centigrada. Scala Kelvin (utilizzata nel S.I.) Scala Fahrenheit), così ci sono quelle per il vento.https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/come-si-misura-il-vento-.html
“La scala del vento più utilizzata è quella di Beaufort: si tratta di una scala empirica che va da 0 (vento assente) a 12 (uragano). Il grado 12 della scala corrisponde ad una velocità del vento maggiore di 117 km/h. Già a partire dal grado 8 della scala di Beaufort, il vento inizia a creare problemi alle attività umane ed alle infrastrutture.”http://www.centrometeo.com/articoli-reportage-approfondimenti/fisica-atmosferica/5864-scala-misura-venti-classificazione-beaufort
Concludo con un augurio che si usa tra marinai, tra chi ne capisce di barche, tra chi sa navigare a vela, tra i membri della marina militare: “Buon vento e mare calmo !”
Parola di Mastrogessetto!



Bell’articolo. Quando parli di quarte potresti aggiungere che una quarta vale 22,5 gradi e che era una misura usatissima nella Royal Navy e sulle navi della Compagnia delle Indie. Cose dell’ Ottocento che però si trovano nei romanzi di mare del periodo d’oro della vela.
Caro Gianni grazie per i tuoi preziosi insegnamenti. Un caro saluto da Mastrogessetto!