Le buone maniere: come insegnarle ai bambini

Nella nostra quotidianità, non ci rendiamo conto quante volte usiamo, senza pensarci, alcune regole di buon comportamento.

Un esempio pratico?
Siamo stanchi o semplicemente annoiati e ci scappa uno sbadiglio?
Cerchiamo di farlo in modo composto e portando la mano alla bocca.

Ecco: questa cosa che viene fatta automaticamente, non verrebbe fatta, se non ci fosse stata insegnata da qualcuno, in tenera età.

Oggi, come un tempo, resta fermo il principio di crescere i bambini, trasmettendo loro, delle regole di comportamento non per trasformarli in tanti “soldatini” ma in persone rispettose degli altri.

Questo è uno dei tanti compiti gravosi dei genitori, che, naturalmente troveranno un valido sostegno e rinforzo in altri adulti che interagiscono con i più piccoli.

Dai nonni, agli educatori fino agli insegnanti, il bambino deve sempre cogliere lo stesso messaggio: essere educati ci aiuta a stare bene con gli altri.

Se pensiamo di rimandare questa educazione che potremmo definire “sociale” a quando i bambini sono più grandicelli, ci sbagliamo di grosso.

Fin dalla loro tenera età devono “respirare” certe tipologie di comportamento.

Come fare?

Quando iniziare?

Vediamo insieme alcuni suggerimenti.

Un po’ di relax!

Pronti?

Si parte!

Word Art
Ringrazio gli insegnanti e i bambini della SCUOLA PRIMARIA BUTTIGLIERA D’ASTI

Come insegnare le buone maniere ai bambini in otto punti

1) Quando iniziare

Già verso i sei mesi d’età il bambino è in grado di interagire con le altre persone.
Una delle prime cose da fare è insegnare a salutare un’altra persona.
La prima forma che utilizzerà sarà il saluto con la sua piccola manina: ” fai ciao alla nonna!”.
Quante volte avrete pronunciato questa frase ai vostri figli, sollecitandoli a fare il saluto con la loro mano.

2) Evoluzione delle regole

Naturalmente le regole di buona educazione si evolvono con la crescita dei bambini

In che senso?

E’ presto detto: se prima il bambino usa semplicemente la mano per salutare, a mano amano che cresce, userà il saluto verbale.

Anche il registro usato per salutare cambierà: un ciao detto da un bambino piccolo va bene anche per uno sconosciuto.

Ma, ben presto, dovremmo fargli usare una tipologia di saluto, adatto alla persona che si trova davanti.

Non vi dico, quante volte, mi sono ritrovata ad insegnare ad usare il “lei” ad alcuni alunni all’ingresso della scuola media, perché nessuno lo aveva mai fatto.

3) Integrazione graduale di regole nuove

Ci sono delle paroline di base che sono ” grazie”, “per favore”, “scusa”, ” prego”, le cosiddette parole gentili che il bambino deve imparare usare contemporaneamente allo sviluppo del linguaggio.

Le prime volte, può accadere che vengano utilizzate in momenti casuali oppure che vadano suggerite da noi adulti, ma è fondamentale iniziare quanto prima possibile.

4) L’importanza dell’esempio

La cosa più importante è l’esempio che danno gli adulti, in modo particolare i genitori.

I bambini, lo sappiamo bene, assorbono come spugne.

Per questo è importante che l’esempio sia costante e duri nel tempo.

Se il genitore saluta gentilmente una persona, anche il bambino lo farà e così via.

insegnare le buone maniere ai bambini

5) Non perdersi di coraggio

Ci sono dei bambini che sono più “impegnativi” e mettono a dura prova i più pazienti dei genitori.

Non demordete.

Mai.

Prima o poi, crescendo, anche i più tosti, vi dimostreranno che i vostri insegnamenti non sono andati perduti.

Ve lo dice una che ha sperimentato questo per un ambito particolare :quello di stare seduti composti a tavola.

I miei primi due figli,con un anno soltanto di differenza di età, sono sempre stati bambini molto educati.

Senonché ( e qui “casca l’asino” come si dice in Toscana), essendo molto vivaci e disappetenti, ritenevano tempo sprecato lo stare seduti a tavola.

Questo, diventava un problema, se il pasto veniva consumato fuori casa.

Inoltre, la loro naturale avversione allo sprecare tempo a tavola, veniva trasformata nell’ opportunità di cercare di conoscere altri bambini, presenti in quel luogo.

La perseveranza, finalmente, è stata premiata e i due, ormai più grandicelli, sono riusciti a stupire tutti per la loro buona educazione, anche a tavola.

BAMBINI A TAVOLA: 4 REGOLE PER GENITORI “QUASI” PERFETTI

6) Ricorrere a qualche aiuto

Quando se ne sente il bisogno si può ricorrere ad alcune forme di aiuto

Quali?

Esistono dei libri scritti da esperti in materia, che possono togliere qualche dubbio a genitori in difficoltà.

Il ricorrere ad uno specialista, a mio avviso, è necessario solo in casi estremi.

Ogni bambino ha i suoi tempi e ciò richiede da parte di noi adulti una pazienza incredibile.

7) Sfruttare attività ludiche e libri per bambini

Ci sono tanti giochi che possono essere utilizzati come rinforzo per le buone maniere.

Per quanto riguarda i libri , vale lo stesso principio.

Ne esistono in commercio veramente tanti.

Un “sempre verde”, mai passato di moda che io ho usato con i miei figli è quello di Mamma Oca.

8) Perseverare

I n questo caso non usiamo il significato che il verbo ha nel famoso detto “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”.

Piuttosto il perseverare va inteso nel suo significato “Mantenersi costante in un atteggiamento; insistere, perdurare”.

Alla fine, dopo tanta fatica, sarete premiati.

E non vi sembrerà nemmeno di aver impiegato tante energie anche per questo aspetto dell’educazione dei vostri figli.

Parola di Mastrogessetto!

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