C’è una definizione che, pur avendo terminato le scuole da anni, resta in mente a molti ex studenti: “corrispondenza di amorosi sensi”.
Molti di voi la troveranno familiare.
Ma, come è normale che accada, la maggior parte non ricorderà a chi appartenga la suddetta definizione.
È un verso passato nella lingua usuale, come accade tutte le volte che un modo di sentire comune si esprime con una forza e una precisione che sono sì individuali, ma paiono pure riassumere il pensare e il sentire di tutti.
E’ una frase, a mio parere, molto bella.

CORRISPONDENZA DI AMOROSI SENSI
Come si evince dal titolo dell’articolo, l’autore che ha usato queste parole è un certo Foscolo, di nome Ugo, nato a Zante (Zacinto), ma fuggito a Venezia.
A cosa si riferisce il nostro poeta quando parla di corrispondenza di amorosi sensi?
“Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi, celeste dote è negli umani”: è uno scambio affettivo che avviene tra il defunto e il vivo, attraverso la tomba .
L’illusione della sopravvivenza è trasmessa dalla tomba perché essa mantiene vivo il ricordo ed instaura una “corrispondenza d’amorosi sensi” tra il defunto e il vivo.
IL SIGNIFICATO DELLA TOMBA
In una parola, il poeta, peraltro materialista, afferma che la tomba, inutile ai morti, è utile ai vivi i quali, grazie a una corrispondenza d’amorosi sensi fanno rivivere nella loro mente, attraverso il ricordo, la persona cara estinta.
Per questa via, la tomba viene ad essere nodo di “affetti familiari“.
Detto da un materialista come il poeta, fa riflettere.
Penso che questa affermazione sia molto attuale.
Non è forse quello che proviamo anche noi, di fronte alla tomba di un nostro caro?
Ma quando si tratta di tombe di uomini illustri il significato è ancora più importante.
“A egregie cose il forte animo accendono l’urne dei forti”.
Infatti, in questo caso, le tombe dei grandi uomini possiedono un alto valore civile, in qanto destano in altri uomini il desiderio di emulazione.

E’ quello che si prova, entrando a, Santa Crocehttps://www.visitflorence.com/it/chiese-di-firenze/santa-croce.html definita dallo stesso Foscolo “Tempio delle itale glorie”.
La Basilica di Santa Croce è anche un vero e proprio pantheon che ospita le tombe di personaggi storici celebri, come Michelangelo, Galileo, Gioacchino Rossini, Leon Battista Alberti, Vittorio Alfieri, Leonardo Bruni e Giulia e Carlotta Bonaparte.
Dopo l’Unità d’Italia, nel 187, anche le ceneri furono riportate per decreto del governo italiano in patria e inumate nella basilica di Santa Croce a Firenze.
Cosa c’è scritto sulla tomba di Foscolo?

Monumento funebre di Ugo Foscolo realizzato da Antonio Berti in Santa Croce a Firenze (1939)
Foto: © GiadaE – Opera propria: shorturl.at/hkFT5
La figura – elevata su un piedistallo in marmo bianco con scolpiti il nome e Le tre grazie danzanti – è inserita in una nicchia. La destra indica le tombe che, nel carme Dei Sepolcri, gli facevano additare Santa Croce come “tempio delle itale glorie”.
DESTINO AVVERSO
Il timore del poeta di morire lontano dalla patria si concretizzò: la sua sepoltura fu veramente “illacrimata”; nessuno, infatti, avrebbe pianto sulla sua tomba.
Foscolo si era ritirato a Turnham Green (Chiswick), nei pressi di Londra, povero e malato.
Qui il poeta, morì accudito dall’unica figlia, nel 1827.
Come detto sopra, passarono diversi anni, prima che le sue ceneri fossero trasferite a Firenze, insieme agli altri grandi.

IL TEMA DELLA MORTE: ” DEI SEPOLCRI”
Il tema della morte è il filo conduttore di tutte le opere di Ugo Foscolo.
Lo ritroviamo anche nel sonetto “ In morte del fratello Giovanni” dedicato al fratello, suicida per debiti di gioco.https://www.libriantichionline.com/divagazioni/ugo_foscolo_in_morte_del_fratello_giovanni
Ma soprattutto è ne ” Dei Sepolcri”che il poeta esprime pienamente il suo pensiero.
Il tema centrale è il culto dei morti e la memoria degli uomini illustri.
Il carme esalta, come già detto, il sepolcro come legame di affetti tra i vivi e tra i morti e come simbolo di civiltà di azioni nobili.
La tomba è il tema principale ed è l’oggetto verso cui è c’è la corrispondenza d’amorosi sensi.
Concludo riportando, ancora una volta, questi bellissimi versi.
Celeste è questa
Corrispondenza d’amorosi sensi,
Celeste dote è negli umani; e spesso
Per lei si vive con l’amico estinto
E l’estinto con noi
Parola di Mastrogessetto!

