La primavera nella poesia: da Leopardi a Rodari, sei poesie per celebrare questa stagione

Un poeta, un pittore, un musicista hanno in comune la loro sensibilità.

Sono tutti estremamente ricettivi rispetto a ciò che li circonda.

Esprimono attraverso strumenti diversi, sentimenti, sensazioni, emozioni.

Per questo la rinascita, il risveglio della natura, provoca in ognuno di loro un moto creativo tanto ricco e prorompente.

E via allora con le poesie, con i dipinti, con le musiche dedicate alla Primavera.

Del resto ognuno di noi, comuni mortali, è sensibile a questa dirompenza del mondo che ci circonda: è sufficiente aprire una finestra, uscire fuori ed è, praticamente impossibile, non accorgersi del miracolo che si ripete ogni anno.


Mi piace, per questo, pubblicare alcune poesie, che hanno come contenuto tutto quello che la Primavera porta con sé.

Non è stata cosa cosa facile, riuscire a fare una selezione in tutta la ricca produzione che esiste al riguardo.

Se avete qualche minuto provate a vedere se anche la vostra poesia, conosciuta o preferita, rientra fra quelle sotto.

Può darsi, invece, che siano dei testi poetici che leggete per la prima volta.

In ogni caso, il consiglio è lo stesso.

Mettetevi comodi.

Rilassatevi!

Si parte!







Sei poesie sulla primavera


21 Marzo

La prima rondine
venne iersera
a dirmi: “È prossima
la Primavera!
Ridon le primule
nel prato, gialle,
e ho visto, credimi,
già tre farfalle”.

Accarezzandola
così le ho detto:
“Sì è tempo, rondine,
vola sul tetto!

Ma perché agli uomini
ritorni in viso
come nei teneri
prati il sorriso
un’altra rondine
deve tornare
dal lungo esilio,
di là dal mare.

La Pace, o rondine,
che voli a sera!
Essa è per gli uomini
la primavera.

Gianni Rodari

Il poeta dei bambini ,per eccellenza, ha pensato bene di dedicare proprio una delle sue numerose e piacevoli poesie al primo giorno di primavera.




…Brilla nell’aria…



Primavera d’intorno.
Brilla nell’aria
e per li campi esulta,
sì ch’ a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti
e gli altri augelli, contenti,
a gara insieme,
per lo libero ciel
fan mille giri,
pur festeggiando il loro tempo migliore.

Giacomo Leopardi


Sono alcuni versi della famosa poesia “Il passero solitario”, dove la primavera rappresenta la giovinezza








Primavera

Oggi la primavera
é un vino effervescente.
Spumeggia il primo verde
sui grandi olmi fioriti a ciuffi:
Verdi persiane squillano
su rosse facciate
che il chiaro allegro vento
di marzo pulisce:
Tutto è color di prato.
Anche l’edera è illusa,
la borraccina è più verde
sui vecchi tronchi immemori
che non hanno stagione.
Scossa da un fiato immenso
la città vive un giorno
d’umori campestri.
Ebbra la primavera
corre nel sangue.

Vincenzo Cardarelli

In questa lirica l’autore descrive il risveglio della natura in primavera, anche in città ( in questo caso Roma).
Molto efficaci sono le due metafore iniziali: un vino frizzante e la schiuma del mare proprio per indicarne il brio e la vivacità.

E’ lei

Torna ad ondeggiare al vento
la sciarpa azzurra della primavera;
dolce, impregnata di presentimento
scorre un’aria leggera.
Le violette sognano la vita
già prossima a sbocciare.
Senti, lontano, un’arpa tintinnare?
Primavera, sei tu, ti ho sentita! 

Eduard Morike


Er ist’s è il titolo originale di questo testo poetico del poeta tedesco Morike, nato nel 1804.
La primavera ha sempre, in ogni epoca e in ogni luogo, ispirato a scrivere versi.

Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.

Salvatore Quasimodo


“È la vita che rinasce dopo il lungo letargo invernale e il cuore del poeta non prova più ansia (che il cuore riposa). Tutto questo, per Quasimodo, ha del miracoloso (e tutto mi sa di miracolo) e anche lui diventa parte della natura che si sveglia e rinasce in tutto il suo splendore per sentirsi quindi vivo e vitale.”





Concludiamo con una filastrocca, sempre di Gianni Rodari con cui abbiamo aperto la nostra “parata”.


Filastrocca di primavera

Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno, più dolce la sera.
Domani forse tra l’erbetta
spunterà la prima violetta.

O prima viola fresca e nuova
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.

Gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno:
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.

Gianni Rodari




Ognuno di voi avrà la sua poesia.


E sono sicura, che la primavera, se vi lasciate andare, riesca a far uscire fuori quella vena poetica che è in voi.

Guardate.

Mettetevi in ascolto.

Annusate.

E il gioco è fatto.

Vi sentirete pervadere da sensazioni nuove e piene di speranza.


Parola di Mastrogessetto!

2 commenti su “La primavera nella poesia: da Leopardi a Rodari, sei poesie per celebrare questa stagione”

    1. Cara Isabella, mi scuso se ti rispondo così in ritardo. Ho molto apprezzato il tuo bellissimo commento. Sono io che ringrazio te per avermi scritto e spero che tu continui a seguirmi. Un affettuoso saluto!

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