La mostra di Van Gogh a Trieste

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Dopo i 600.000 visitatori di Roma è arrivata a Trieste, la ” mostra dei record”, così è stata definita.

Al Museo Revoltella, fino al 30 Giugno 2024 c’è la grande esposizione su Vincent van Gogh.

La mostra è addirittura arricchita da due ospiti di eccezione, esposti per la prima volta insieme: Monsieur e Madame Ginoux (meglio nota come l’Arlesiana), opere iconiche si ricongiungeranno a Trieste dopo 134 anni.

Vi scrivo le informazioni essenziali.

DOVE

Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna, Trieste nelle sale espositive del IV piano.https://museorevoltella.it/il-museo/i-palazzi/

QUANDO

Fino al 30 GIUGNO 2024

L’ARTISTA

Vincent Van Gogh, “Autoritratto”, 1887 (particolare)

Vincent Van Gogh nato in Olanda il 30 marzo del 1853 ebbe una vita tormentata conclusasi a soli 37 anni con un suicidio.

Le molte tragedie che lo accompagnarono durante la sua esistenza e il suo carattere difficile ed instabile influenzarono profondamente lo stile dell’artista.

LA MOSTRA IN SINTESI

La mostra, attraverso l’esposizione di oltre 50 capolavori di Van Gogh, provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, vuole documentare l’intero percorso artistico del pittore.

Si parte dall’appassionato rapporto con gli scuri paesaggi della giovinezza, per proseguire con i disegni e gli oli dedicati al tema dei tessitori.

Si prosegue con le opere del suo soggiorno parigino, raffiguranti il paesaggio e momenti della vita sociale dell’artista ed infine gli ultimi dipinti di St. Remy e Auvers-Sur-Oise, dove mise fine alla sua tormentata vita.



QUALCHE INFORMAZIONE PER APPROFONDIRE

“Gli anni che vanno dal 1881 al 1885 sono determinanti, contano più di quanto non appaia dalle opere stesse. 

Van Gogh si limita principalmente al disegno, è consapevole di dover avere pieno possesso degli strumenti tecnici per poter diventare un pittore, “non dovete pensare che io abbia messo da parte l’acquerello o la pittura.
Certo che ci penso, ma il disegno è l’origine di tutto” e ancora “non ho mai rimpianto un solo istante il fatto di non aver cominciato subito facendo acquerelli e pittura. So per certo che arriverò se continuerò a lavorare nonostante le difficoltà, in modo che la mia mano non abbia incertezze nel disegno e nella prospettiva“.

Un nutrito numero di disegni è dedicato al tema dei seminatori, dei raccoglitori di patate, dei boscaioli e delle contadine dedite a mansioni domestiche.
La grandezza dell’artista si rivela nell’espressività dei volti, negli atteggiamenti dei corpi, nella fatica intesa come ineluttabile destino.

Nei due anni del soggiorno parigino, 1886-1888, Vincent assorbe il clima artistico vitale della città, si lega ad artisti come Émile Bernard, Toulouse-Lautrec e Louis Anquetin. Definisce sé stesso e gli amici come gli artisti del Petit Boulevard, mentre riserva ai grandi protagonisti dell’Impressionismo come Monet, Degas, Renoir, Sisley e Pissarro l’appellativo di artisti del Grand Boulevard.

Van Gogh si dedica a un’accurata ricerca del colore sulla scia impressionista conquistando un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante, che si rende evidente dopo il trasferimento ad Arles.

L’immersione nella luce e nel calore del sud, a partire dal 1888, genera sconvolgimenti emotivi ancora maggiori, che lo portano verso eccessi cromatici, che con la forza del tratto, delle vibranti e violente pennellate, rendono la rappresentazione della natura un esempio unico nella storia dell’arte.

L’esilio volontario nella primavera del 1889 nell’ospedale psichiatrico di Saint Paul de Mausole, vicino a Saint Remy sigla un periodo non sempre sereno ma artisticamente fecondo. 

L’arte di Van Gogh tocca vertici fino ad allora mai raggiunti, individuando nel rapporto con la natura e con gli esseri umani nuove forme di bellezza.

Ecco, quindi, che torna l’immagine de Il Seminatore realizzato ad Arles nel giugno 1888, con la quale Van Gogh avverte che si può giungere a una tale sfera espressiva solo attraverso un uso metafisico del colore.


E così Il giardino dell’ospedale a Saint-Rémy (1889) assume l’aspetto di un intricato tumulto.

Negli ultimi tre mesi trascorsi a Auvers-sur-Oise, pur oscurati da una nube sempre presente, Van Gogh produce un gran numero di opere.


A fine luglio 1890, Van Gogh decide di porre fine alla sua esistenza.”

Mostra "Van Gogh" a Trieste

CONCLUDENDO

“L’esposizione è arricchita da ampi apparati didattici, video, sale emozionanti e scenografiche e molto altro.

In occasione della mostra su Van Gogh, con un unico biglietto d’ingresso si potrà visitare anche il bellissimo Museo Revoltella – Galleria d’arte moderna di Trieste.

 Questo vanta una prestigiosa collezione.


Si parte con il ricchissimo lascito dell’omonimo barone Pasquale Revoltella – che ne fece la sua dimora fino al 1869.

Si arrivapoi alle più recenti acquisizioni di importanti esponenti dell’arte moderna e contemporanea.

È prevista, inoltre, una proposta promozionale a favore dei turisti denominata “Trieste ti regala le Grandi Mostre“.

L’iniziativa mira a incentivare il turismo culturale in città grazie agli introiti dell’imposta di soggiorno.

Coloro che pernotteranno almeno due notti nelle strutture alberghiere convenzionate, riceveranno in omaggio la FVG Card – uno speciale pass che consente di scoprire il Friuli Venezia Giulia usufruendo di particolari vantaggi.

In questa particolare occasione consentirà l’ingresso gratuito ad entrambe le mostre in corso al Museo Revoltella “Van Gogh” e “Antonio Ligabue” .

La mostra, prodotta da Arthemisia, è promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo.Biglietti e info

Concludo con una bellissima frase di questo artista straordinario.

“Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno.”

Parola di Mastrogessetto!

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