La luna nella poesia

Poco è cambiato da quando il giovane Leopardi parlava alla Luna, dal famoso colle della sua Recanati.

Gli uomini di scienza potrebbero contestarmi che in realtà, il rapporto con la luna è mutato, eccome!

Dal primo sbarco, nel lontano 1969, gli ” allunaggi” sono stati diversi ( se non erro sei, da parte dell’uomo).

Quindi il nostro unico satellite non è più così sconosciuto come ai tempi del Leopardi.

Ma il rapporto che l’uomo ha con questa compagna della notte, rimane, ancora, uno dei più intimi e profondi.

Per questo le poesie del passato, dedicate alla luna, continuano ad essere così attuali.

Non è forse il caso della più leggendaria di esse, con la quale iniziamo la nostra carrellata?

Mettete da parte la frenesia del fare e abbandonatevi completamente.

Siete pronti?

Si parte!

Le più belle poesie dedicate alla Luna

Iniziamo, come già detto, con la poesia che per prima ci viene alla mente, pensando alla Luna.


Ancora oggi, Recanati, resta uno scenario suggestivo ed ha mantenuto intatti gli ambienti frequentati dal famoso poeta.

Nel 1819, il tema del ricordo ( la Rimembranza” era il titolo origine della poesia), veniva espresso attraverso questi bellissimi versi.

Alla luna di Giacomo Leopardi

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, né cangia stile
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l’affanno duri!

Protagonista di altri componimenti del poeta, eccola di nuovo , posarsi sopra i tetti.


Da “I Canti” di Giacomo Leopardi

Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna…

E per concludere, riporto pochi versi del lungo componimento “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” dove Giacomo Leopardi si rivolge direttamente alla luna.

Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Giacomo Leopardi


Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.

A dimostrazione del fatto che la luna, fin dall’antichità, sia stata una sorta di confidente e di musa ispiratrice è la prossima poesia.

Saffo, nel VI secolo a.C. scriveva questa lirica dove c’è un’immagine di una potenza metaforica imponente: la notte è al suo termine, la luna è tramontata.
Come la notte sta svanendo, così è per l’età delle passioni e degli amori.

Tramontata è la luna di Saffo

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.

Scuote l’anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.

Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.

Talvolta può sembrare che la luna sfiori l’acqua, ad esempio di un fiume, quasi volesse specchiarsi in essa.

Il poeta spagnolo Federico Garcia Lorca lo esprime in modo perfetto, in pochi ma significativi versi.


Mezzaluna di Federico Garcia Lorca

La luna cammina sull’acqua.
Com’è tranquillo il cielo!
Va segando lentamente
il tremore vecchio del fiume
mentre un ramo giovane
la prende per uno specchio.

La luna va por el agua
¡ Como está el cielo tranquilo¡
Va segando lentamente
el temblor viejo del rio
mientra que una rama joven
la toma por espejito.

I poeti parlano della luna in tutte le sue sfaccettature: quando è piena, quando è mezza ma anche quando è solo uno spicchio, quasi una falce.

Così fa il giovane D’Annunzio nella sua breve ode che è anche una delle sue più famose e celebrate liriche “notturne“.


La poesia descrive una notte tranquilla, in cui il mondo gli appare immobile sotto il chiarore dell’esile spicchio dell’ultimo quarto di luna.


O falce di luna calante di Gabriele D’Annunzio

O falce di luna calante
che brilli su l’acque deserte,
o falce d’argento, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!
Aneliti brevi di foglie,
sospiri di fiori dal bosco
esalano al mare: non canto non grido
non suono pe ’l vasto silenzio va.
Oppresso d’amor, di piacere,
il popol de’ vivi s’addorme…
O falce calante, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!



Inafferrabile, enigmatica sicuramente ma, anche, personificata.

E’ il caso della prossima poesia, dove la luna, come una donna triste, lascia cadere una sua lacrima.

E un poeta devoto, insonne la raccoglie e la conserva, nel suo cuore, come un bene prezioso.

Tristezza della luna di Charles Baudelaire

Questa sera la luna sogna più languidamente; come una
bella donna che su tanti cuscini con mano distratta e leggera
prima d’addormirsi carezza il contorno dei seni,

e sul dorso lucido di molli valanghe morente, si abbandona
a lunghi smarrimenti, girando gli occhi sulle visioni
bianche che salgono nell’azzurro come fiori in boccio.

Quando, nel suo languore ozioso, ella lascia cadere
su questa terra una lagrima furtiva,
un pio poeta, odiatore del sonno,

accoglie nel cavo della mano questa pallida lagrima
dai riflessi iridati come un frammento d’opale, e la nasconde
nel suo cuore agli sguardi del sole.


La luna è introspezione.

Per questo non poteva mancare un’opera di Alda Merini.

L’ atmosfera creata da questa offre, alla poetessa, lo spunto di riflettere su molti aspetti autobiografici.

Canto alla luna di Alda Merini

La luna geme sui fondali del mare,
o Dio quanta morta paura
di queste siepi terrene,
o quanti sguardi attoniti
che salgono dal buio
a ghermirti nell’anima ferita.
La luna grava su tutto il nostro io
e anche quando sei prossima alla fine
senti odore di luna
sempre sui cespugli martoriati
dai mantici
dalle parodie del destino.
Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,
ma forse al chiaro di luna
mi fermerò il tuo momento
quanto basti per darti
un unico bacio d’amore.

Poco conosciuto il poeta Arturo Graf, nato ad Atene da padre tedesco e madre italiana, dedicò ben due poesie alla luna.

La prima si intitola ” Luna sorgente” e la seconda “Luna cadente”.

E’ quest’ultima che vi vado a proporre.

Luna cadente di Arturo Graf



Com’è bianca la luna,
Mentre declina stanca!
Come la luna è bianca,
Là, sulla selva bruna!
Una quïete immensa
Regna ne’ cieli e piove
Giù nelle valli, dove
L’ombra vie più s’addensa.
Come la luna è cerea,
Nel sogno antico assorta!
Come la luna è smorta
Sulla selva funerea!
Un alito fugace
Di vento antelucano
Erra tra il monte e il piano
Nell’oblïosa pace.
Sovra il mio capo un eschio
Freme sommessamente…
Luna, luna cadente,
Come somigli a un teschio!

Infine, dopo tanta malinconia, concludiamo con un tocco di allegria.

Solo il grande Gianni Rodari riesce a parlare del nostro satellite con il suo tipico tono , allegro e adatto anche ai più piccoli.

Eppure il messaggio che ci trasmette non è per niente scontato: lasciare spazio ai sogni e ai sognatori.

Sulla luna di Gianni Rodari


Sulla Luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.
Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
riempirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.
Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella Luna
lui da un pezzo ci sa stare…
A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.
Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori!

Bene.

La scelta delle poesie non è stata, certamente, semplice.

Di poesie, che hanno come argomento la Luna, ce ne sono veramente tante.

Ancora una volta, mi auguro che troviate, fa queste, una che sentite particolarmente, come vostra.

Parola di Mastrogessetto!

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