La leggenda della Befana

Le usanze in Europa

Quella della Befana è una trazione tutta italiana.

In Francia, ad esempio, nel giorno dell’Epifania si usa fare un dolce speciale, dentro il quale si nasconde una fava: il fortunato che la trova diventa per quel giorno il re o la regina di quel giorno di festa.

In Spagna, invece, i bambini, anziché aspettare la Befana aspettano i Re Magi.
La sera del 5 Gennaio mettono fuori dalla porta di casa, un bicchiere d’acqua e qualcosa da mangiare per i cammelli dei Magi e una scarpa dove quest’ultimi possono lasciare dei doni.

Come nella regione iberica, anche in Germania si attendono i Re Magi, ma il giorno 6 gennaio non è festa, ma un giorno feriale.

Anche in Romania i tre Re sono i protagonisti del 5 Gennaio.

In Ungheria, invece, sono i bambini stessi a vestirsi da Re Magi e poi vanno di casa in casa, “portandosi dietro un presepe e in cambio ricevono qualche soldo”.
Non vi ricorda un po’ la tradizione “Dolcetto o scherzetto ?” di Halloween?

Una vecchina la troviamo, infine, in Russia: si chiama “Babushka”, che in russo significa “nonna” o in generale “vecchietta”, che uno immagina con il tipico fazzoletto in testa, tanto è vero che il significato è stato esteso a fazzoletto inteso come copricapo.
Questa Babuschka, accompagna Papà Gelo o Papà Inverno, distribuendo regali a tutti i bambini.

Forse, almeno nell’aspetto, la più somigliante alla nostra Befana italiana è proprio quella russa.

Detto questo, volete saperne un po’ di più su questa leggenda ?

Allora vi do il solito semplice, ma altrettanto indispensabile consiglio.

Fermatevi un attimo.

Rilassatevi.

Si parte!

La leggenda della Befana

Tutti sanno che Epifania, deriva dal greco e vuol dire manifestazione.
Nell’accezione cristiana ci si riferisce alla visita dei Re Magi a Gesù Bambino, nella notte tra il 5 e il 6 Gennaio.

Sempre riferendoci a questo fatto religioso, una leggenda narra che mentre i tre Magi, stavano andando a Betlemme, bussarono ad una porta per chiedere indicazioni sul percorso da fare.
Aprì loro una donna ormai anziana.
Ma questa vecchietta non seppe dare loro indicazioni.
Quando i tre la invitarono ad unirsi a loro, lei rifiutò, perché aveva molto lavoro da fare.
Subito dopo che i Magi se ne furono andati, la vecchietta capì di aver commesso un errore.
Decise di unirsi a loro , per recarsi dal neonato Gesù, ma pur cercandoli per molte ore, non riuscì più a trovarli.
Mentre li stava cercando, si fermò in ogni casa dove ci fosse un bambino, nella speranza, che questo fosse Gesù.

Così da allora, ogni anno, si ripete questo: in ogni casa dove c’è un bambino lascia dei regali, se è stato buono o del carbone, se al contrario ha fatto il cattivo

Breve storia

Intanto , già prima di Cristo c’erano dei riti propiziatori pagani, che partendo dal solstizio d’inverno si protraevano per dodici notti ( che rappresentavano i dodici mesi).
“La dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura.
I Romani credevano anche che in queste dodici notti delle figure femminili volassero sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti.”

Questa figura, che altro non è che la “personificazione al femminile della natura invernale”, ricorre anche in altre tradizioni, lontane nel tempo, nel Nord Europa, in Austria, Svizzera, Francia.

Inizialmente, la Chiesa di Roma, condannò questa credenza come molte altre pagane.

Successivamente fu accettata, gradualmente, dal Cattolicesimo.

Com’è vestita e quale aspetto ha la Befana

Sull’aspetto non ci sono dubbi: non è una donna giovane, ma al contrario una vecchina gobba, con il viso pieno di grinze e il naso prominente.
Anche i vestiti sono una sorta di segno di riconoscimento, secondo una precisa falsariga da seguire: un fazzoletto pesante (la pezzòla ) in testa e una eventuale sciarpa pesante annodata sotto il collo.
Ha una gonna lunga, lisa e rattoppata. scarpe comode antifreddo e uno scialle di lana pesante.

Per completare il tutto, mostra talvolta la sua scopa e la balla di iuta, sfatta dove mette i doni da consegnare ai bambini

La casa della Befana

” Ad Urbania, in provincia di Pesaro Urbino, nelle Marche, viene tradizionalmente collocata la Casa Ufficiale della Befana.

In questa cittadina, ogni anno, tranne quello che abbiamo appena iniziato ci sono tantissime iniziative, che rendono veramente speciale questa festa.

Moltissimi anni fa feci scrivere dai miei alunni di prima elementare, una letterina, alla Befana e ricevemmo una simpatica risposta, con materiale vario.
Magari il prossimo anno, sperando che la situazione sia diversa, potrebbe essere una iniziativa da fare con i vostri piccoli.
L’indirizzo é: La Befana, Casella postale aperta, 61049 Urbania (PU).

Insomma è molto bello mantenere anche questa tradizione, che permette ai bambini di fantasticare.

Fortunatamente non è ancora stata “soppiantata” dalla figura di origine straniera di Babbo Natale.

Mi permetto di dire che entrambi le tradizioni possono convivere felicemente, senza che i portafogli della famiglia ne risentano, in tempi certo non facili.

Basta sapersi organizzare e gestire bene i due dispensatori di doni.

Parola di Mastrogessetto!

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