Come insegnare a studiare ai bambini di terza elementare

insegnare a studiare ad un bambino

Cari genitori, siete nella fase in cui dovete insegnare a studiare ai vostri bambini?

Il cambiamento più grande, che si ha dalla terza elementare, rispetto al primo ciclo, è che i bambini devono studiare diverse discipline, tipo storia, geografia, scienze.

L’apprendimento del metodo di studio è molto importante e sarebbe bene che i ragazzi lo raggiungessero già prima delle scuole medie.

Ad ogni modo, anche nella scuola secondaria di primo grado, si può sempre perfezionare e migliorare questo aspetto così importante.

Infatti, se uno studente sa studiare, indipendentemente dalla materia che ha di fronte, riesce a farlo sempre.

Partiamo dalle scuole elementari, quando ovviamente i testi sono scritti con una terminologia piuttosto semplice, adatta a quella fascia di età e anche il numero delle pagine di un capitolo, è piuttosto limitato.

E’ necessario, ancora una volta, fare una precisazione.

Ogni bambino ha i suoi tempi: non si può pretendere che tutti siano allo stesso livello, alla stessa età.

C’è chi ci arriva attraverso un percorso più breve e chi ha bisogno di fare diversi passaggi, per ottenere le stesse cose.

Non vi dovete preoccupare.

Cercate di accompagnare i vostri figli in questo loro personale cammino ed esercitate una supervisione, gratificandoli al bisogno.

Il primo trucco: gratificalo!

bambino felice e gratificato dai genitori

Spesso conta di più una parola di sostegno al momento giusto, che tantissime altre strategie.

Come insegnante, ho sempre sperimentato che un piccolo successo sottolineato da un bel “bravissimo/a” può portare lontano.

In generale tutti i bambini, ma alcuni più di altri, hanno bisogno di credere in sé stessi e di rafforzare sempre più la propria autostima.

Questo non vuol dire che dobbiamo far pensare loro che sia tutto facile e che si possa ottenere senza nessun sacrificio.

“Nessuno nasce imparato” usando un italiano da sottolineare con la matita blu (quella con cui correggevano, una volta, i professori, con una doppia punta, blu, da una parte, per gli errori più gravi e rossa, dall’altra, per quelli meno gravi!).

Questa frase che detta in italiano più corretto, significa che nessuno nasce sapendo già fare tutto, l’avrò ripetuta non so quante volte, sia ai miei figli che ai miei alunni.

E aggiungevo, anche, che altrimenti non ci sarebbe da andare a scuola.

Insomma, che piaccia o no, per imparare le cose è necessario studiare. 

Siete sicuri che i vostri bambini stiano seguendo il giusto procedimento per studiare?

Oppure volete semplicemente vedere se ci sono strategie che permettono di ottenere migliori risultati?

Leggete quanto viene dopo e potrete appurarlo in pochi minuti.

Questo è il tempo che vi servirà.

Ma come vi dico di solito, rilassatevi.

Si parte!

Insegnare a studiare ai bambini in 7 mosse

insegnare a studiare ai bambini ecco l'occorrente: libri, quaderno e penna per appunti

Quando si arriva nel periodo finale dell’anno scolastico, c’è da ottimizzare il tempo.

I bambini, complice la primavera, che è sì bella ma porta spossatezza e stanchezza fisica e mentale, sono veramente “alla frutta.”

Per questo motivo, vi andrò a proporre un semplice metodo di approccio che vada bene per tutte le discipline. 

Quindi, vediamo come insegnare a studiare ai bambini e come possono assimilare, nel modo più veloce e proficuo possibile, un argomento da studiare.

1. PRIMA LETTURA

Prima di tutto si legge, ad alta voce, tutta la pagina o le due /tre pagine del capitolo in questione per una comprensione globale.

2. SECONDA LETTURA

Si rilegge un paragrafo per volta , di quelli in cui è suddiviso il capitolo oppure se la pagina non è divisa, si deve cercare di “dividerla” in paragrafi, per una comprensione più dettagliata.

3. DVIDERE I PARAGRAFI

 Anche in mancanza di titolo, ogni paragrafo è individuabile dalla spaziatura che lo separa da quello precedente. Questo vuol dire, che si capisce facilmente come dividere il capitolo.

4. TROVARE LE PAROLE CHIAVE

Solitamente nei libri delle discipline delle elementari, le parole chiave sono scritte in rosso o in modo da distinguerle dal resto del testo. Se ci sono altre cose importanti da sottolineare si può usare una matita o un evidenziatore, meglio se gialli.

5. INDIVIDUARE LE DOMANDE SOTTINTESE

Si cerca di capire quali domande si possono trarre dal primo paragrafo e si scrivono sul quaderno.

6. RISPONDERE A VOCE ALLE DOMANDE

A questo punto il bambino deve rispondere oralmente alle domande, cercando di usare parole sue, non identiche al testo. E così comincia a ripetere.

7. PROCEDERE PARAGRAFO PER PARAGRAFO

Per ogni paragrafo si va avanti con lo stesso sistema, fino in fondo.

Arrivati a questo punto si hanno tutte le domande che permettono di ripetere le cose più importanti del capitolo o dei capitoli.

Esempio pratico per insegnare a studiare ai bambini

bambino in biblioteca che sfoglia un libro di storia dell'arte

Facciamo un semplice esempio con una pagina di storia, “scritta” da parte mia.

L’età dei Metalli

Primo paragrafo:

Circa 7.000 anni fa l’uomo scoprì i metalli. (Quando e quale scoperta fece l’uomo?)

L’uomo si accorse, usando il fuoco, che alcune pietre fondevano e poi raffreddandosi diventavano di nuovo dure. (Di che cosa si rese conto?)

Le pietre erano infatti dei minerali che contenevano una quantità di metallo. (Che tipo di pietre erano e quale caratteristica avevano?)

Per questo motivo, l’ultimo periodo della preistoria, che inizia da quel momento, viene chiamato l’Età dei metalli. (Cosa inizia e come viene chiamato quel periodo?)

Secondo paragrafo:

Il rame fu il primo metallo ad essere lavorato e gli artigiani che lavoravano questo ed altri metalli si chiamavano fabbri. (Quale fu il primo metallo lavorato e chi lavorava i metalli?)

Con il rame furono costruiti attrezzi agricoli, armi (in particolare le punte di frecce, le lance e i pugnali) ma anche gioielli. (Cosa si costruì con il rame?)

Terzo paragrafo:

Successivamente l’uomo imparò a mescolare il rame con altri minerali e mescolandolo con lo stagno ottenne il bronzo. (In un secondo momento cosa fece l’uomo?)

Il bronzo era più resistente del rame e lo sostituì, in quasi tutti gli oggetti che venivano prodotti. (Com’era il bronzo e cosa accadde?)

Molti anni dopo fu scoperto il ferro che era un metallo ancora più resistente. (Quale metallo fu scoperto dopo molti anni?)

Quarto paragrafo:

Lavorare i metalli era un’attività complessa  e servivano vari esperti. (Che tipo di attività era quella di lavorare i metalli?)

Infatti prima di tutto i minerali venivano estratti dalle miniere dai minatori. (Cosa facevano i minatori?)

Poi c’erano i fabbri che procedevano in questo modo:
– fondevano il minerale
– ricavavano il metallo
-lo colavano in stampi di pietra o di argilla
-lo lasciavano raffreddare.
In questo modo prendeva la forma dello stampo.
(Cosa facevano i fabbri?)

L’argomento è concluso.

Alcune precisazioni!

bambina con le mani sul viso

• Le parole evidenziate nell’esempio sono le cosiddette parole chiave. 

• Anche in questo caso, trattandosi, grosso modo, di una paginetta di libro, la suddivisione in paragrafi l’ho fatta io. 

• So che penserete che dodici domande sono tante.

Vi spiego il motivo.

Per insegnare a studiare ai bambini all’inizio è necessario fare tante domande brevi che permettano di dare altrettante risposte, ugualmente brevi.

Poi a mano a mano che si impara a studiare si potranno fare delle domande più generiche che riguarderanno tutto il paragrafo e poi, molto più in là, tutto il capitolo.

Il traguardo finale sarà quello che i vostri figli dovranno saper ripetere da soli, senza domande (ma di questo ne riparleremo in un’altra occasione).

Come procedere?

Se i vostri figli fossero abbastanza volonterosi, le risposte dovrebbero farle scritte sul quaderno.

 La strategia di scrivere le risposte, viene usata anche da molti docenti.

E’ un po’ faticosa ma i risultati, vi garantiscono che ci sono. 

Infatti, leggendo, al momento dello studio, domande e riposte, gli alunni non fanno  altro che ripetere il capitolo, riassumendolo e con vocaboli leggermente diversi.

A questo proposito vi faccio notare come i testi che si rivolgono ai bambini più piccoli sono già di per sé molto essenziali e quindi c’è poco da riassumere.

Allo stesso modo le parole usate dal libro sono piuttosto semplici e anche in questo caso c’è poco d a cambiare.

Ma andando avanti, vi accorgerete (e chi ha figli già grandi lo sa) come sia sempre più necessario fare un lavoro di sintesi e di rielaborazione a livello di linguaggio.

Allo stesso modo sarà utile a quel punto, trovare altre metodologie per affrontare un argomento da studiare, quale quella molto utile di fare degli schemi o delle mappe.

Ma per questo vi do appuntamento ad un’altra occasione.

See you next time!

Alla prossima!

Parola di Mastrogessetto!

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