Il solstizio d’inverno: come spiegarlo ai bambini

Quando iniziano a diminuire le temperature o arrivano i primi malanni stagionali, siamo portati a pensare che si tratti di cose normali, perché è inverno.

Niente di strano se questi pensieri o affermazioni non venissero fuori, prima dell’inizio ufficiale della stagione più fredda delle quattro.

Infatti questo si verifica il 21 o il 22 dicembre, a seconda degli anni e come le altre ci accompagnerà per ben tre mesi.

Per me che sono nata in questo giorno, il 22, non è mai stato un problema ricordarmi la data in questione.

Ma per molti bambini o ragazzi non è la stessa cosa.

Quindi una volta memorizzata la data cogliamo l’occasione per spiegare con molta semplicità che cosa accade e alcune altre curiosità che possono venir fuori al riguardo.

Siete pronti?

Stessa raccomandazione: rilassatevi!

Bastano pochi minuti.

Si parte!

Solstizio d’inverno: quattro cose da sapere

Partiamo dal significato del termine: perché si chiama solstizio?

1) Significato del termine

La parola solstizio deriva dal latino solstitium, unione di sol, ‘Sole’ e sistere, che significa ‘fermarsi’.

Ma allora vuol dire che il sole si ferma?

In realtà la spiegazione è un po’ più complessa.

“Il solstizio d’inverno definisce il momento in cui il Sole raggiunge il punto di declinazione minima nel suo moto apparente lungo l’eclittica. Per intenderci, l’eclittica è il percorso che ogni anno la nostra stella madre sembra compiere rispetto allo sfondo della sfera celeste.

Senza entrare in ulteriori dettagli tecnici, la conseguenza di questo fenomeno astronomico è che l’emisfero Nord della Terra riceve pochissima luce, e proprio la scarsa illuminazione è alla base del giorno più corto dell’anno; in sostanza un vero trionfo del buio. Al contrario, durante il solstizio d’estate la declinazione tocca il suo massimo e si ha così il giorno più lungo dell’anno.”

E ora veniamo alla data: perché non cade sempre nello stesso giorno?

2) La data

solstizio invernale non ha una data fissa, a causa della leggera discrepanza tra il nostro calendario e il tempo che la terra impiega davvero a girare intorno al Sole.

La maggior parte delle volte capita insomma il 21 dicembre, ma a volte può anticipare di un giorno oppure slittare in avanti, fino addirittura al 23 dicembre.

E nell’emisfero australe cosa succede?

 

3) Nell’emisfero australe

Nell’altra metà del pianeta, ovvero nell’emisfero australe, questa stessa data coincide con il solstizio d’estate che dà il via alla stagione estiva, cosa che per noi accade il 21 giugno. 

Quali sono le tradizioni legate a questo giorno?

4) Feste e tradizioni

– Il sito archeologico di Stonehenge

Il sole passa attraverso le pietre dopo essere sorto presso l'antico cerchio di pietre di Stonehenge, nel sud dell'Inghilterra, poiché l'accesso al sito è dato a druidi, seguaci della New Age e membri del pubblico durante l'annuale solstizio d'inverno, venerdì 21 dicembre, 2012.

“A questo evento astronomico è strettamente legato anche il sito archeologico di Stonehenge, in Inghilterra, dove si trova un monumento che nei giorni del solstizio d’inverno e di quello estivo, in momenti precisi della giornata, appare perfettamente allineato al Sole, una particolarità che ha portato diversi studiosi a ipotizzare che questo luogo fungesse nell’antichità da calendario astronomico. “

– La festa di Yule

“Un’altra tradizione precristiana legata a questo giorno è la festa di Yule o Juul. Veniva celebrata in Scandinavia con l’accensione di fuochi, simbolo della luce di cui si auspicava il ritorno. Inoltre, un ceppo d’albero veniva portato in casa, come omaggio al dio Thor. La legna del ceppo o di un intero albero, doveva riscaldare la casa per i successivi 12 mesi. Le ceneri venivano poi usate come fertilizzante e buon auspicio per un florido raccolto nella primavera successiva.”

– I Saturnali dell’antica Roma

“Ma le festività legate al solstizio d’inverno erano diffuse praticamente in tutte le civiltà antiche. Gli antichi romani festeggiavano i Saturnali: a partire dal 17 dicembre, per una settimana, tenevano banchetti in onore di Saturno, padre di Giove e quindi di tutti gli Dei. Il giorno iniziale veniva celebrato con sacrifici al tempio e con lo scambio di regali. Questo Natale ante-litteram era anche l’occasione per cancellare debiti e pene carcerarie; le guerre venivano interrotte, era permesso scommettere legalmente e gli schiavi venivano serviti dai propri padroni.”

Il solstizio nel mondo

“In Iran, il solstizio d’inverno coincide con la festa di Yalda o Shab-e Chelleh, in cui vengono serviti melograni, meloni e noci secche. Mangiare del melone durante la notte di Yalda è di buon auspicio per la salute. L’arrivo dell’inverno viene celebrato come il rinnovamento del Sole e la vittoria della luce sulle tenebre, dato che da quel momento in avanti le ore di luce aumenteranno. Durante la notte le famiglie si riuniscono e si rimane insieme tutta la notte, fino all’alba. La tradizione è celebrata anche in Afghanistan, Tajikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Azerbaijan e Armenia. In Guatemala questa data corrisponde anche all’allestimento del “Palo Volador”. Tre uomini si issano su un palo alto 15 metri; mentre uno di loro picchia un tamburo e suona un flauto, gli altri due volteggiano attorno al palo, prima di iniziare la discesa. Se atterrano sui propri piedi, significa che il Sole tornerà a sorgere e i giorni torneranno ad allungarsi. La tradizione riprende un antico rito Inca.”

Dimostrato una volta per tutte come il giorno 13 dicembre, non sia, come recita il proverbio, il giorno più corto che ci sia.

E dopo aver raggiunto il buio per eccellenza?

Fortunatamente il ciclo riparte e piano piano, anche se in modo impercettibile, le giornate si allungano.

E in men che non si dica ci ritroveremo a primavera!

Parola di Mastrogessetto!

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