Il Natale in poesia

Questo è un momento dell’anno che, da sempre, ha ispirato i più grandi poeti.

Il Natale è sempre stato argomento di poesie intense, struggenti, profonde o semplicemente allegre e spensierate.

Vi proporrò alcune di queste.

Non è stato facile fare una selezione perché ognuna di quelle che ho letto, negli anni passati , mi ha trasmesso qualcosa.
La mia scelta si è basata sulla ricerca di testi che offrono una visione diversa del Natale, sperando che ognuno di voi trovi la poesia che meglio lo rappresenta.

Siete pronti?

Mettetevi comodi.

Si parte!

Le più belle poesie sul Natale

Uno dei miei poeti preferiti è Giuseppe Ungaretti.
Mi è sempre piaciuto, anche quando giovane studente dovevo leggere i suoi componimenti per dovere e non per piacere.

Per questo ho deciso di iniziare la carrellata di poesie, proprio con una delle più toccanti del poeta ermetico per eccellenza.

NATALE

Napoli, il 26 dicembre 1916

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

E’ un componimento scritto in piena Prima Guerra Mondiale, durante la licenza del poeta a Napoli
E’ ospite di un amico.
La città, nonostante tutto, è pervasa dallo spirito natalizio.
Ma Ungaretti non vuole immergersi nelle strade strette, caotiche, allegre per la festa.
Preferisce starsene da solo, dentro casa, confortato dal calore delle pareti.
E’ pienamente consapevole che questo sarà un momento di breve durata, come mette in risalto con l’espressione “quattro capriole di fumo”.
Si tratta di un attimo fugace.
Presto dovrà tornare al fronte.

Vi è piaciuta?

Bene.

Passiamo ora ad una poesia completamente diversa.

E’ NATALE

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta che permetti
al Signore di rinascere
per donarlo agli altri.

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La poesia sopra è attribuita a Madre Teresa di Calcutta, anche se qualcuno sostiene che sia stata scritta da Patrizia Varnier.

E’ una poesia basata sull’introspezione.
Ci invita a cercare il Natale dentro di noi, ogni giorno della nostra vita e a donarlo agli altri. Il Natale può essere quindi “ogni volta “, che noi lo vogliamo.
E’ anche quando accettiamo i nostri limiti e sappiamo coccolarci.

E’ il saper perdonare le proprie debolezze, ma al contempo il donare e aiutare chi ha più bisogno di noi.

Non vi sembra che l’insegnamento di questa poesia potrebbe diventare una sorta di mantra, di principio base della nostra vita , in un periodo così complicato?

Ma il Natale è la festa dei bambini.

Non poteva mancare, in questa breve carrellata, un componimento del poeta dei bambini per eccellenza: Gianni Rodari.

E’ una poesia lunga, ma che merita di essere letta fino in fondo.
E’ un componimento semplice ma ricco di significati profondi.

Scommette che dopo averla letta, la penserete come me?

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IL MAGICO NATALE

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato fra i rami,
che mandi un profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.
In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’ roll
e fanno capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis , s’intende.
In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.
Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero
speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno:
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei
cappotti.
Tutto questo farei se fossi un
mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

Cari amici di Mastrogessetto , anch’io come Rodari non sono un mago.

Se lo fossi farei scomparire tutto ciò che esiste di brutto nelle vostre vite.

Donerei a tutti salute, amore, stabilità economica e tutto ciò che manca in questo Natale.

Ma questo non è possibile.

Vi prego, pertanto, di accettare l’unico regalo che vi posso fare: i miei più sentiti auguri che voglio porgere ad ognuno di voi, con il cuore.


Buon Natale da Mastrogessetto!

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