I simboli della Pasqua : coniglietti, uova e pulcini

L’arrivo della Pasqua è preannunciato, ogni anno, dalla comparsa di uova, pulcini e coniglietti.

L’associazione che viene spontanea fare è quella con questa festa religiosa.

Non tutti, però, vi fanno riferimento in modo esplicito.

Se parliamo, ad esempio, della colomba il suo legame alla religione è evidente.

Perché la colomba è il simbolo della Pasqua?


“La colomba
 nella cristianità è simbolo di pace e salvezza. Nella Bibbia si narra che Noè fece uscire per tre volte dall’arca una colomba che, alla fine, tornò da lui con un ramoscello d’ulivo nel becco segno evidente che la riconciliazione con Dio era avvenuta e il diluvio terminato.

In periodo pasquale questa connotazione salvifica viene ancora più accentuata proprio in relazione al sacrificio di Cristo morto sulla croce per salvare l’uomo.”

Da qui la tradizione del tipico dolce pasquale: come il panettone e il pandoro significano Natale, la colomba significa Pasqua.

Sono convinta di aver detto poco di nuovo (hai scoperto l’acqua calda ! penserete, di certo).

Avete ragione.

Ma vogliamo parlare di altri simboli pasquali, come l’uovo (di cioccolato, e non), pulcini e coniglietti?

Alzi la mano chi sa già tutto su tale argomento.

Per voi che siete rimasti con la mano abbassata, offro qualche spiegazione al riguardo.

Se volete far parte del gruppo dei conoscitori del significato di questi simboli pasquali, seguite come sempre i miei consigli.

Prendetevi qualche minuto per leggere.

Rilassatevi!

Si parte!

Il vero significato dell’uovo di Pasqua, pulcini e coniglietti

Partiamo dall‘uovo.

Non esiste una famiglia con bambini, che non abbia un dolcissimo uovo di cioccolato.

Poi ci sono quelli che si sbizzarriscono con le uova vere e proprie, di gallina e perfino di quaglia.

Uova colorate, anche di zucchero o altro rallegrano case, vetrine e banconi di generi alimentari, in questo periodo dell’anno.

Dunque vediamo un po’ , in modo molto semplice e abbastanza veloce, la storia dell’uovo di Pasqua.

Breve storia dell’uovo di Pasqua


Le origini della simbologia dell’uovo risalgono a tempi antichissimi, addirittura precedenti alla nascita della religione cristiana. Il simbolo dell’uovo, da sempre rappresenta la vita, ma ha rivestito un ruolo importante, addirittura sacro, già da millenni prima di Cristo.
Infatti, alcune culture pagane consideravano il cielo e la terra come due parti che unite formavano un uovo.
Gli antichi Egizi, invece, ritenevano che fosse il centro dei quattro elementi: terra, aria, fuoco e acqua.
Questi ultimi, usavano anche scambiarsi semplici uova di gallina, con l’arrivo della stagione primaverile.
Ma la stessa usanza, di donarsi le uova, era già diffusa presso i Persiani.

Nel mondo Cristiano

“Il Cristianesimo riprese le tradizioni che vedevano nell’uovo un simbolo della vita, rielaborandole nella nuova prospettiva di Cristo risorto. L’uovo infatti somiglia a un sasso e appare privo di vita, così come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù. Dentro l’uovo c’è però una nuova vita pronta a sbocciare da ciò che sembrava morto. In questo modo, l’uovo diventa quindi un simbolo di risurrezione.”

Fin qui il ragionamento non fa una piega.

A questo punto però si pongono due dilemmi :perchè esistono le uova di cioccolata e perché contengono una sorpresa.

Facciamo luce sulla prima questione.

L’uovo di cioccolato

L’ origine dell’uovo di cioccolato è da ricondurre al re Sole, Luigi XIV.
Fra le tante cose “lussuriose” ( non lo è forse anche il cioccolato?), oltre a stupefacenti palazzi (Versailles!) fu sempre lui, che per primo, a inizio Settecento, fece realizzare un uovo di crema di cacao al suo chocolatier di corte.

E veniamo alla sorpresa che, oggi, vi troviamo, solitamente, dentro.

Il primo uovo Fabergé, progettato per Maria Fedorovna, moglie dello zar Alessandro III. Foto © DR

Il primo che decorò un uovo fu l’orafo russo Peter Carl Fabergé.
Nel 1883 ricevette dallo zar il compito di preparare un dono speciale per la zarina Maria. L’orafo creò, per l’occasione, il primo uovo marchiato Fabergé, un uovo di platino smaltato di bianco contenente un ulteriore uovo, o meglio un “tuorlo” creato in oro. Quest’ultimo conteneva, a sua volta, una gallina d’oro. Anche questa, grazie ad una cerniera nascosta nella coda, si apriva. Al suo interno si trovava una replica in oro e diamanti della corona imperiale, che ,a sua volta ,si apriva e conteneva, come sorpresa finale, un piccolo pendente di rubino con una catenina che consentiva di indossarlo al collo.
Questo preziosissimo uovo diventò così famoso che consolidò anche la tradizione di far trovare al suo interno una sorpresa. 

Anche riguardo a questa spiegazione, non tutti, però, sono d’accordo.

Aspettando la Pasqua, a Roma Est degustazione del maxi-uovo di cioccolato

Infatti, secondo alcuni, già nel Settecento, dalle parti di Torino c’era infatti l’usanza di inserire un piccolo dono dentro le uova di cioccolato.
 
Rifacendoci a quest’altra interpretazione, potrebbero, quindi, essere stati proprio i nostri Piemontesi, maestri nell’arte del cioccolato, ad avere il primato di lanciare, la moda delle uova pasquali con sorpresa.

E direi che questo può bastare.

Parliamo adesso dei pulcini.

La simpatia e tenerezza che suscita la loro vista, sia che si tratti di pulcini finti che di quelli vivi, è indiscutibile.
La spiegazione del motivo per cui anche essi rappresentino la Pasqua è semplice: sia l’uovo che il pulcino sono simboli che rappresentano la nascita di una nuova vita.

E i coniglietti?

Il Coniglietto pasquale

 Oltre ai su citati uova e pulcini , uno dei simboli della Pasqua è senza dubbio il coniglietto.
Se per uova e pulcini, come abbiamo visto, la spiegazione è abbastanza evidente , per i conigli la spiegazione è un po’ meno lampante e intuitiva.
Le motivazioni del coniglio come simbolo pasquale sono principalmente due: la prima è di tipo storico e la seconda religiosa.


Parliamo della prima.
Fin dall’antichità in questo periodo dell’anno (il primo plenilunio della primavera) si festeggiava la vita che nasce, il vigore della natura e la fertilità. E come ben saprete, il coniglio è ben noto per le sue capacità riproduttive.
La Pasqua, come abbiamo visto è strettamente collegata alla primavera.
Fu proprio in occasione di questa, che in Germania, fu recuperato l’antico simbolo del coniglio e vennero prodotti dei dolcetti con la sua forma.
Dalla Germania l’usanza del coniglietto si diffuse anche nel nord Europa e negli Stati Uniti, arrivando a diventare il simbolo che tutti noi oggi conosciamo.
In particolare, negli USA il coniglietto pasquale (“Easter bunny”) è una vera istituzione, in quanto è colui che nasconde le uova nei giardini: i bambini dovranno trovare queste uova.

Secondo la seconda spiegazione, quella di tipo religioso, le origini del coniglio pasquale sono da attribuire a sant’Ambrogio.
Il santo vide nella capacità dell’animaletto di cambiare il colore del proprio mantello a seconda della stagione dell’anno, un simbolo di resurrezione.

A questo punto diremmo che siamo giunti al termine della nostra carrellata, di uova, pulcini, coniglietti e colombe.

Quali sia le versioni che preferiate di quelle che vi ho proposto, una cosa è certa: non c’è Pasqua senza questi richiami alla festa, ma anche alla vita e alla rinascita.

Buona Vita e Buona Rinascita a tutti voi da Mastrogessetto!

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