Giotto e i suoi capolavori

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Possibile che due grandi, uno nell’arte e l’altro nelle lettere, siano nati e vissuti nello stesso periodo?

Giotto, nato presso Firenze verso il 1266, è stato un coetaneo, un concittadino e, stando alla tradizione, un amico di Dante.

Lo stesso Dante, scrisse nel Purgatorio: «Credette Cimabue nella pittura tener lo campo, e ora Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura..» (Pg., XI, vv. 94-96)

Ritratto di Dante tradizionalmente attribuito a Giotto (o di scuola giottesca)

Dante non fu l’unico dei contemporanei che stimò Giotto.

Tante per citarne un altro, il Boccaccio abbondò con i complimenti, rivolti all’artista, in una delle sue novelle del Decamerone.

” Nella novella VI.5 del Decameron  scrisse: “[…] ebbe uno ingegno di tanta eccellenzia, che niuna cosa dà la natura, madre di tutte le cose e operatrice col continuo girar de‘ cieli, che egli con lo stile e con la penna o col pennello non dipignesse sì simile a quella, che non simile, anzi più tosto dessa paresse, in tanto che molte volte nelle cose da lui fatte si truova che il visivo senso degli uomini vi prese errore, quello credendo esser vero che era dipinto. […] ». “

analisi del Decamerone di Giovanni Boccaccio

Insomma, fin da subito, tutti capirono che Giotto di Bondone, conosciuto semplicemente come Giotto, era un artista eccezionale.

Le leggende su Giotto

Parliamo, adesso, delle più famose leggende legate al giovane pittore.

Una leggenda vuole che Cimabue abbia scoperto Giotto a dipingere su una roccia una delle pecore che stava portando al pascolo e che sia rimasto colpito dalla maestria del giovane.

Un’altra riguarda le straordinarie capacità di Giotto di disegnare a mano libera.

Secondo il Vasari egli sarebbe stato in grado di realizzare delle circonferenze perfette senza utilizzare il compasso: la famosa “O di Giotto”. 

“Un altro episodio coinvolge ancora Cimabue.

Mentre era distratto, il suo allievo disegnò una mosca sulla tela a cui  egli stava lavorando e, credendola reale, provò a cacciarla con la mano.

Questo fatto convinse il maestro che l’allievo l’aveva superato e che era giunto il momento che aprisse un suo studio. “

Infine, non è una leggenda, ma una diceria che dovrebbe avere, comunque, una certa credibilità: Giotto era brutto.

“Se Leonardo da Vinci era considerato un adone per i canoni dell’epoca, Giotto era indubbiamente considerato brutto. Giorgio Vasari, sulla base di una descrizione del Boccaccio, scrive che “non c’era nessun uomo più brutto nella città di Firenze”.

Giotto era alto 1,58 centimetri, era un po’ zoppo per una caduta da giovane, aveva la testa grossa rispetto al corpo, un occhio più piccolo dell’altro e il collo taurino.”

File:Giotto, possibile autoritratto.jpg

Bene.

Poco importa quale fosse il suo aspetto fisico.

La sua genialità nell’arte era e rimane indiscussa.

Potremmo ampliare il discorso.

Tuttavia, penso che sia molto più interessante, approfondire la conoscenza di questo artista, nato a a Vespignano del Mugello (oggi frazione di Vicchio, presso Firenze), che dette i natali anche al Beato Angelico, attraverso alcuni suoi capolavori.

Siete pronti?

Rilassatevi.

Si parte!

Alla scoperta di Giotto

Il nostro viaggio alla scoperta di Giotto parte da Firenze.

Il campanile

Basta trovarci nel capoluogo toscano ed è inevitabile “scontrarci” con la maestosità e bellezza del campanile.

“Il campanile di Giotto è la torre campanaria di Santa Maria del Fiore, la cattedrale di Firenze, e si trova in piazza del Duomo.

Le sue fondamenta furono scavate attorno al 1298 all’inizio del cantiere della nuova cattedrale, quando capomastro era Arnolfo di Cambio. Nel 1334 Giotto di Bondone subentrò nell’incarico di capomastro”.

“La posizione inusuale del campanile, allineato con la facciata, riflette la volontà di conferirgli una grande importanza come segno di forte verticalità al centro della Insula Episcopalis.”

Se volete salire in cima a questo maestoso campanile dovete essere pronti a contare ben 398 scalini originali a cui se ne devono aggiungere 15, che fanno parte della prima rampa di accesso.

“Il campanile ospita dodici campane: cinque antiche più un concerto di sette per il servizio liturgico.”

Il Campanile di Giotto è gestito dall’Opera di Santa Maria del Fiore[, che gestisce il relativo museo, la Cattedrale, il Battistero e altri monumenti che si affacciano sulla piazza.https://duomo.firenze.it/it/scopri/campanile-di-giotto

Fermiamoci ancora a Firenze e incamminiamoci verso la stazione.

Questa prende il nome dall’omonima chiesa che si trova nei suoi pressi.

La basilica di Santa Maria Novella è una delle più importanti chiese di Firenze e sorge sull’omonima piazza.

Il crocifisso

Al suo interno Il Crocifisso è una delle croci sagomate (tempera e oro su tavola, 578×406 cm) di Giotto, databile al 1290-1295 circa e conservato nella navata centrale della basilica di Santa Maria Novella a Firenze. Si tratta di una delle prime opere note nel catalogo dell’artista, allora circa ventenne.

Giotto, Crocifisso di Santa Maria Novella (1290-1295; tempera su tavola, 578 x 406 cm; Firenze, Santa Maria Novella)
Il crocifisso dentro alla chiesa di Santa Maria Novella. Foto di Finestre sull'Arte
Interno della Basilica

Dettagli: il volto di Cristo

Volto di Cristo

Dettagli: la mano destra di Cristo
Mano destra di Cristo




Dettagli: il suppedaneo

Il suppedaneo

Pronti a lasciare Firenze?

A questo punto c’è l’imbarazzo di scegliere una direzione: nord est o sud est?

Padova o Assisi?

Se osservate la cartina e tracciate una linea immaginaria che congiunge le tre città ( Firenze-Padova- Assisi) viene fuori un triangolo.

Casualmente, dirigiamoci verso sud e dopo circa centosettanta chilometri troviamo Assisi.

Il ciclo di Assisi 1292-1296

Le Storie di san Francesco sono un ciclo pittorico dipinto ad affresco nella parte inferiore dell’unica navata della basilica superiore di Assisi.

Possiamo ammirare ventotto affreschi quadrangolari 270×230 cm, incorniciati da colonne tortili dipinte che sorreggono un architrave.

Sotto ai dipinti vi è una cornice marmorea dipinta con mensoline prospettiche e un drappo appeso a ganci: con questi artifici Giotto dilata lo spazio e fa sembrare le scene come dei panorami visti attraverso un portico aperto verso l’esterno.

San Francesco d'Assisi

Vogliamo dare un’occhiata ad alcuni affreschi?

Completiamo il nostro triangolo virtuale e dirigiamoci verso Padova.

La Cappella degli Scrovegni 1303-1305

Fu costruita per volere di un ricco e potente usuraio, Enrico Scrovegni, e affrescata da Giotto in 855 giorni tra il 1302 e il 1305.

Veduta dell'interno della cappella degli Scrovegni

Le curiosità sulla cappella

“La splendida Cappella fu fatta costruire da Enrico degli Scrovegni, figlio di un ricchissimo usuraio padovano. Si dice che fosse l’uomo più ricco di Padova, ereditando un ingente patrimonio dal padre Reginaldo, il quale viene citato da Dante Alighieri nel 17° canto dell’Inferno nel girone degli usurai.

Giotto dipinse, poi, l’intera superficie interna dell’oratorio con un progetto iconografico e decorativo unitario.

Al momento della realizzazione della decorazione, Giotto, il grande maestro, lavorò con una squadra di una quarantina di collaboratori e si sono calcolate 625 “giornate” di lavoro.

La particolarità del ciclo degli affreschi è che fecero negli anni da modello a quelli successivi. Infatti, il Giudizio Universale realizzato da Giotto è il modello di riferimento per tutti i giudizi universali dipinti nei secoli successivi. Tra questi è compreso persino quello di Michelangelo nella Cappella Sistina.

L’artista, in questo ciclo di affreschi ha aperto la strada a nuove tecniche, come per la prospettiva, ancora poco utilizzata al tempo.

Inoltre, nell’affresco del Battesimo di Cristo, si è scoperto che la colomba che rappresenta lo Spirito Santo è dipinta a olio. Finora, il primo affresco ad olio dell’epoca conosciuto risale al 1344 e si trova in una chiesetta di Barcellona. Giotto, invece, dipinse quest’opera 39 anni prima, con una tecnica allora difficile da realizzare.

In più, tutti volti dei personaggi rappresentati trasmettono sentimenti universali.”

Dovrei scrivere molte righe ancora sui bellissimi affreschi di questa cappella.

Se siete curiosi di saperne di più, potete aprire questo video ben fatto sull’argomento, realizzato dall’Università di Padova.https://youtu.be/gCUYR15A51c

Da qualunque prospettiva, https://qualcherisposta.it/prospettiva-intuitiva-di-giotto si guardi, Giotto è ancora oggi definibile come dal Boccaccio “il miglior dipintor del mondo”.

Ho concluso con una “battutaccia” per ricordare che anche per il suddetto motivo è ricordato il famoso artista.

Il nostro viaggio virtuale termina qui.

Spero che sia stato di vostro gradimento.

E chissà che qualcuno non sia stimolato a visitare da vicino questi bellissimi luoghi.

Parola di Mastrogessetto!

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