Giornata degli Alberi: tre alberi famosi d’Italia

La prima domanda che sorge spontanea è perché è stato deciso di dedicare agli alberi un giorno in particolare.

La risposta è che nel 1872 il Governatore dello Stato del Nebraska decise di dedicare un giorno all’anno alla piantagione di alberi, che fu chiamato The Arbor Day.

In Europa si diffuse negli anni successivi ed in Italia la prima “Festa” fu celebrata nel 1898 per iniziativa dal Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli.

In seguito la Festa dell’albero fu istituzionalizzata con la “Legge forestale” del 1923. Nel 1951 il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste stabilì che la “Festa degli alberi” si dovesse svolgere il 21 Novembre di ogni anno, con possibilità di differire tale data al 21 marzo nei comuni di alta montagna

Dopo tanti anni questa ricorrenza resta importante, anzi aumenta, se me lo permettete, il suo valore.

Basta considerare il suo principale scopo, quello di valorizzare il patrimonio arboreo del nostro Paese, sensibilizzando quante più persone possibili sull’importanza di tutelarlo e di accrescerlo.

Gli alberi sono alleati fondamentali nella lotta al cambiamento climatico, grazie alla loro capacità di assorbire CO2.

E poi cosa dire del fatto che sono, da sempre, una barriera naturale contro il dissesto idrologico.

Ma veniamo a qualche curiosità.

Siete pronti?

Rilassatevi!

Si parte!

Tre alberi famosi

L’albero più vecchio d’Italia

Per prima cosa parliamo di età: lo sapete qual è l’albero più vecchio d’Italia?

“L’albero più vecchio del nostro Paese ha 2.200 anni. Uno studio del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) pubblicato sull’ultimo numero di Forestry ha svelato questa notizia. Si trova in Sicilia e l’età è stata stabilita grazie a un approfondito studio del suo DNA.

Il Castagno dei cento cavalli si trova a Sant’Alfio, in provincia di Catania, proprio alle pendici dell’Etna. Ha un tronco di ben 18 metri di diametro e una chioma che copre circa 1000 metri quadrati. Il suo nome glielo diede la regina Giovanna I d’Angiò: la storia, infatti, narra che lo chiamò così dopo essersi riparata da un temporale sotto le sue fronde con tutti i suoi 100 cavalli.”

quercia di pinocchio

La quercia più famosa d’Italia

E’ la Quercia delle Streghe in Toscana, un albero gigantesco situato a Gragnano, nel comune di Capannori, in provincia di Lucca.

Questo albero monumentale di oltre 600 anni vanta delle caratteristiche davvero straordinarie: è alto circa 24 metri, ha un tronco di 4 metri di circonferenza e una chioma il cui diametro misura oltre 40 metri.

Una leggenda narra che la espansione della chioma in senso orizzontale sia dovuta al fatto che un gruppo di streghe solesse tenere i loro rituali sui rami della Quercia, da cui il nome Quercia delle Streghe e che questo abbia causato tale insolito sviluppo dei rami.

La maestosa Quercia delle Streghe in tutto il suo splendore

Ma la cosa più importante è che questa Quercia non è altro che quella sulla quale il burattino Pinocchio venne impiccato dagli assassini

Poco distante è il paese di Collodi, da cui scelse il suo pseudonimo , l’autore del famoso libro.

Questa quercia è meta di gite soprattutto scolastiche e di bambini.

L’albero più alto d’Italia

Non me ne vogliate, perché sono toscana, ma anche questo primato appartiene alla mia regione.

Infatti l’albero più alto d’Italia si trova nella Foresta di Vallombrosa: si tratta di un abete di Douglas di 62,45 metri, chiamato “The Italian Tree King”. Di poco inferiore (59,83 metri) anche il secondo classificato, un altro abete che si trova a poca distanza dal primo.

L'albero più alto d'Italia a Firenze

E’ possibile raggiungere a piedi questi due esemplari da guinness, percorrendo l’Anello dei Giganti: un sentiero che è stato realizzato ad hoc all’interno della Riserva Biogenetica Naturale di Vallombrosa.

Per confrontare le altezze incredibili di questi alberi da record, basti pensare che la Torre di Pisa è alta 57 metri, il Campanile di Giotto 85 metri e un palazzo di 20 piani circa !

Mi piace concludere con un tocco di magia.

“Ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano o diventano sogni.”
(Alda Merini)

Parola di Mastrogessetto!

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