Come fare la tesina di terza media

lampadina - idea

È ora di fare la tesina di terza media!

Anche perché i tempi stringono e i ragazzi cominciano ad essere stanchi.

Quest’anno scolastico ci ha riservato, nella seconda parte delle fatiche inaspettate.

Ma ora ci siamo: finalmente i vostri figli sono arrivati alla certezza di come si svolgerà il loro esame (se ve lo siete perso, cliccate qui per scoprire tutto quello che c’è da sapere dell’esame di terza media 2020).

A questo punto tutti stanno lavorando o rivedendo il loro lavoro.

Ci sono alcune linee guida che vanno comunque rispettate e che cercherò di presentarvi in pochissime righe.

Anche voi non vedrete l’ora che tutto sia finito e proprio per questo ho ridotto veramente all’osso quello che vi volevo suggerire.

Si parte!

Fare la tesina di terza media in sei semplici mosse

mamma aiuta figlio a fare la tesina di terza media

1. COPERTINA

 Ogni lavoro che si rispetti ha bisogno di una bella presentazione grafica.

Questo può interessare particolarmente al docente di arte.

Aggiungete anche il vostro nome, cognome e classe.

2. MAPPA CONCETTUALE

Se nella progettazione della vostra tesina avete costruito una mappa concettuale, che vi è stata utile per sviluppare l’argomento facendo i vari collegamenti, potete riportarla a mo’ di indice, prima dell’inizio del testo.

Potete aiutarvi, oltre che con i programmi Office, anche con alcuni software presenti in rete: C-map Tools, Mindomo, MindMeister, XMind, WiseMapping.

Chiedete, comunque,prima di metterla, al coordinatore se pensa che sia una cosa gradita.

3. INTRODUZIONE 

  • Importanza delle prime frasi

Per ogni lavoro l’incipit ha la sua importanza.

 Le prime frasi sono particolarmente importanti per catturare l’attenzione di chi leggerà o in questo caso ascolterà l’esposizione di quanto è stato scritto dallo studente.

Naturalmente nel caso di un lavoro come la tesina, introdurre l’argomento va fatto molto bene.

E un motivo è che l’introduzione viene letta sicuramente da tutti e deve anche stimolare a leggere il resto.

  • Lunghezza

L’introduzione non deve essere troppo lunga perché si può correre il rischio di annoiare chi la deve leggere.

In genere consiglio di farla lunga una pagina di foglio da fotocopia o due pagine al massimo.

  • Sintetica ma accattivante

Quale problema si presenta subito?

Il primo problema è che si deve riuscire a rendere in poche righe l’idea di quello che sarà successivamente trattato.

Per questo il discorso deve essere ben organizzato.

  • Spiegazione dell’argomento 

Un buon inizio è quello in cui si spiega qual è l’argomento scelto che fa da trait d’union tra le varie materie e in che modo sono collegate quest’ultime.

  • Motivazione della scelta

       A questo punto va motivata la scelta fatta, spiegando quali sono gli aspetti che hanno suscitato l’interesse.

  • Metodo di lavoro

Se un/a ragazzo/a è in difficoltà a spiegare in breve quale metodo di lavoro adottato, quali sono state le fasi per sviluppare il proprio progetto e così via, può saltare questo punto.

Non è bello da dirsi, ma spesso succede, in situazioni normali di esame, che alcuni docenti si limitino a scorrere solo l’introduzione.

Per tutti i suddetti motivi è importante che sia fatta bene.

quaderno bianco

4. SVILUPPO

A questo punto si può cominciare a sviluppare il tema scelto, partendo da una certa disciplina.

Non esiste a tal proposito una scaletta fissa per poter esporre, per cui tutti devono partire da italiano, scienze, musica e così via.

Anche nella scelta delle varie materie, ogni ragazzo deve essere originale e creare un discorso logico che si sviluppi in modo scorrevole.

E’ importante che questi collegamenti o “attacchi” non siano mai troppo forzati e chi legge deve trovare tutto molto fluido.

5. CONCLUSIONE

Anche la conclusione come l’introduzione ha la sua importanza.

Si devono evitare alcune cose quali dire una frase del tipo “ in conclusione” o fare il riassunto del lavoro fatto.

Intanto non si deve interrompere la fluidità del discorso e collegandosi all’ultima frasedel corpo centrale vanno fatte delle considerazioni e riflessioni su quanto è venuto fuori da questo lavoro.

6. FONTI 

Non tutti i docenti vogliono questo ultimo punto che rende completo il lavoro.

In questa sede si elencano tutte le fonti, da quelle bibliografiche (libri, articoli ecc.) a quelle di altro tipo che sono state prese in considerazione per creare la propria tesina.

Qualunque sia l’argomento scelto e in qualsiasi modo sia stato trattato, l’importante è l’originalità.

Questo è il messaggio che ho sempre fatto arrivare ai miei alunni e ai miei figli.

E’ come dire : “Questo mi rappresenta!”

E alla fine è questo che conta!

Parola di Mastrogessetto!

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