Dicembre in poesia

Iniziamo con Dicembre di Guido Gozzano.

Il poeta era nato proprio a Dicembre, esattamente il 19, a Torino.

 “Le parole si susseguono imitando la discesa della neve dal cielo, dapprima lenta e poi sempre più impetuosa.
Così i fiocchi di neve turbinano veloci creando una sorta di incantesimo e le parole sembrano inseguirli come una musica.”

Dicembre di Guido Gozzano

Dalla profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le case ammanta come spettri;
di su, di giù, di qua, di là, s’avventa,
scende, risale, impetuosa, lenta,
alle finestre tamburella i vetri…
Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba dai rami curvi, in blocchi sordi…
Nel caminetto crepita la bragia…

Ci sono giornate in cui il ghiaccio e la neve brillano sotto i raggi del sole.

Dicembre di Luisa Nason

É dicembre un mese strano,
ricco solo di sorprese,
neve ai monti e gelo al piano…

Manda l’anno ad un paese
che nessuno ha mai veduto,
ad un paese sconosciuto.

Di una lunga processione
egli viene sempre in fondo;
si diverte mezzo mondo
a vestirsi da vecchione,
e poi quante ne combina
con quell’aria birichina!

Sembra a volte cattivello,
sempre burbero e scontroso,
ma ha un cuor d’oro, un cuore bello,
verso i poveri pietoso
e col gelo e lo squallore
porta al mondo il più bel fiore!

E’ la volta di un poeta che tratta il mese come se fosse una persona è Ruocco.

Dicembre di Pasquale Ruocco

Va Dicembre, in mezzo al gelo,
col suo sacco sulle spalle,
Va dicembre, in mezzo al gelo,
col suo sacco sulle spalle,
mentre scendono dal cielo
bianchi sciami di farfalle.
Ecco il mese che raccoglie
tutti al fuoco dei camini
e che va, di soglia in soglia,
festeggiato dai bambini.
Che letizia si diffonde
nei palazzi e i casolari
con le tenere e gioconde
 melodie dei pifferari!
Tutti corrono festosi,
sotto il turbine dei fiocchi,
fra i negozi scintillanti
di dolciumi e di balocchi.
E Dicembre, allegro in viso
nel vedere facce liete,
nel tinello, d’improvviso,
 fa sbocciare un verde abete;
e l’abete, tutto adorno
di lustrini, chic che e doni,
vi sussurra in questo giorno:
 « O fanciulli, siate buoni!
Non sentite cosa dice
questa nenia di campane?
Ogni cuore sia felice,
 ogni desco abbia il suo pane!
Date un dono all’orfanello.
che giocattoli non ha:
e il Natale assai più bello, bimbi miei, per voi”.

Sempre personificato ma giocoso e pieno d’amore è il mese proposto dal prossimo poeta.

L’amore e i ricordi dei mesi passati ci fanno sognare.

Dicembre di Giuseppe Pontremoli

E quando poi arriva
il santo ultimo mese
nascosto nei mantelli
nella neve a giocare
ci assalirà il ricordo
delle chiare stagioni
canteremo l’amore
iniziando a sognare.

Terminiamo con l’ allegria tipica di Roberto Piumini.

Zio Dicembre di Roberto Piumini

Zio Dicembre attacca palle
d’oro, argento, rosse e gialle.

Zio Dicembre fa regali,
sempre belli, sempre uguali.

Zio dicembre fa l’abbacchio,
cuoce torte, sbatte l’uovo,
tira il collo all’anno vecchio,
mette al mondo l’anno nuovo.

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