Conoscere Gianni Rodari e le sue fantasticherie

Quando ero alle elementari rimasi affascinata dalla lettura di un libro molto semplice ma al tempo stesso molto accattivante.
Parlava di un bambino di nome Tonino, che andò a scuola senza aver studiato.
Era molto preoccupato al pensiero di poter essere interrogato dal maestro.
“Ah, diceva tra sé, se potessi diventare invisibile…” e di lì iniziavano le sue avventure.
Sarà perché il fatto di diventare invisibile ha sempre attratto tantissimo i bambini, fatto sta che pur essendo la sottoscritta ai primi anni di scuola, ricordo ancora oggi quanto mi piacque questo libro.
Fu il mio primo contatto con il grande Gianni Rodari.

Eppure sono convinta che ancora oggi, a distanza di cento anni dalla sua nascita, molti testi sono sempre attuali e riescono comunque a suscitare divertimento o almeno a rasserenare i bambini.

D’altra parte una delle frasi più famose del piemontese è :”vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo? Se si mettessero insieme le lacrime versate nei cinque continenti per colpa dell’ortografia, si otterrebbe una cascata da sfruttare per la produzione dell’energia elettrica.”

E a proposito di errori, sarà proprio da ” Il libro degli errori” con cui inizierò la rapida presentazione delle più famose opere rodariane.

Siete pronti?

Relax!

Si parte!

Le più famose opere di Gianni Rodari

” Il libro degli errori”

E’ una raccolta di filastrocche e racconti brevi, pubblicata nel 1964, dove vengono presi in esame gli errori ortografici più comuni, ma in modo divertente.
Vi segnalo questo testo, come ho già fatto in un altro articolo, fra cui il simpaticissimo e breve racconto “L’acca in fuga”.
Nello stesso mio articolo vi suggerisco anche il link per queste brevi storie da far ascoltare ai vostri bambini (Rai Play Radio).
Simpatiche storie che hanno la finalità di far capire come scrivere correttamente le parole.

“Favole al telefono”

Il protagonista è il ragionier Bianchi, di Varese, rappresentante farmaceutico in giro per l’Italia, che rientra a casa solo la domenica.
Ogni sera, alle nove in punto, racconta una favola al telefono alla figlioletta che non riesce a dormire.
Fra queste “La strada che non andava in nessun posto“, con protagonista un certo Testadura che un giorno decide di percorrerla fino in fondo.

“Le avventure di Cipollino”

E’ un romanzo per bambini dove i protagonisti sono frutta e verdure.
“Cipollino era figlio di Cipollone e aveva sette fratelli: Cipolletto, Cipollotto, Cipolluccio e così di seguito (…).
Gente per ben, bisogna dirlo subito, però piuttosto sfortunato.
Cosa volete, quando si nasce cipolle, le lacrime sono di casa”:
Cipollino riesce, nonostante le sue umili origini, a guidare una ribellione contro le ingiustizie del Principe Limone.

“Filastrocche in cielo e in terra”

Si tratta di filastrocche che sono raccolte in vari capitoli, ognuno dei quali ha una tematica diversa.
Famosi i capitoli “La famiglia punto e virgola”, “I colori dei mestieri”; “Il mago di Natale””.
“La famiglia punto e virgola”
” c’era una volta un punto
e c’era anche una virgola:
erano tanto amici,
si sposarono e furono felici(…) e così via.

“I viaggi di Giovannino Perdigiorno”

Ogni poesia o filastrocca, narra un’avventura del grande Giovannino Perdigiorno, che esplora posti incredibili: I paesi dove gli uomini sono fatti di zucchero, di sapone e così via, quello abitato dagli uomini “più”, in cui ognuno fa il record in qualche specialità.
Fa riflettere il paese abitato dagli uomini blu, che vedendo un uomo bianco si spaventano, ma poi si scusano.
Infine, l’ultimo paese che visita Giovannino, è quello senza errore, dove tutto è perfetto.

Concludo questa breve presentazione di alcune opere dello scrittore, con il famosissimo e già citato “Grammatica della fantasia”.

“Grammatica della fantasia”

E’ un saggio, quindi è un libro teorico.
Un capitolo dei più famosi è quello intitolato “L’errore creativo”.
Qui espone il suo pensiero, per cui in ogni errore si cela la possibilità di una storia .
“Se un bambino scrive nel suo quaderno “L’ago di Garda” ho la scelta tra correggere l’errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l’ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo “ago” importantissimo, segnato anche nella carta d’Italia”.

Ripensando alle sue idee, sembra impossibile che dopo tanti anni siano ancora così valide e così attuali.

E questo è indubbiamente il motivo ,per cui, a quarant’anni dalla sua morte, continua ad essere tanto ricordato e celebrato.

Parola di Mastrogessetto!

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