Come usare bene la punteggiatura 1

Oggi un certo tipo di corrispondenza non si usa più.

Mi viene in mente la lettera, che, purtroppo è caduta in disuso.

Ho scritto “purtroppo” perché a me piaceva ed era un modo molto intimo di interagire con qualcuno.

In un passato non troppo lontano, c’era addirittura chi, anziché scriverla di proprio pugno, la dettava a qualcuno.

Anche se molti di voi non erano ancora nati, indipendentemente dall’età anagrafica ricorderanno una delle più famose scene del film Totò, Peppino e la… malafemmena.

Ad un cero punto, Totò detta, suggerendo con particolare enfasi, la punteggiatura che il suo tono di voce sottolinea in modo inimitabile

Altri tempi, penserete voi.

Avete pienamente ragione.

Eppure, se ci pensate un attimo, oggi più che negli anni passati, è necessario saper usare bene la punteggiatura.

Possibile?

Non ci credete?

Eppure se riflettete bene, in questi anni gli adulti, scrivono molto di più che un tempo.

Pensate a tutti i vari modi di comunicare con i cellulari e i computer. messaggini, commenti e chi più ne ha, più ne metta.

A meno che non scriviate in modo telegrafico, anche voi usate quotidianamente i cosiddetti segni d’interpunzione.

Volete vedere se vi ricordate, ancora, come devono essere usati?

Oppure pensate ai bambini che si avvicinano all’uso di questi piccoli segni, che però fanno la differenza.

Relax!

Fermatevi un attimo.

Si parte!

Come usare bene la punteggiatura: prime regole

Chi ha avuto o ha i bambini nelle prime classi della scuola elementare sa bene che quando iniziano a produrre dei testi propri, procedono nel seguente modo: prima scrivono delle frasi, sempre più complesse e ricche.

Il secondo step è quello della stesura di un testo, più o meno lungo.

Altra cosa che si verifica è la seguente: il testo è un insieme di frasi senza punti o nel migliore dei casi con una punteggiatura, insufficiente e messa, talvolta, in modo errato.

Come far capire ai bambini quando serve un punto?

E la virgola?

Ci sono tanti metodi.

Vediamone alcuni che potete usare per i segni di punteggiatura, definiamola di base, quindi PUNTO, VIRGOLA, PUNTO INTERROGATIVO, PUNTO ESCLAMATIVO.

Prima di tutto spieghiamo che cos’è ognuno di questi segni.

Il punto ( . )

Indica la pausa più lunga alla fine di una frase.
La lettera dopo il punto è sempre maiuscola.

Esempio
E’ mattina. Il sole sta sorgendo.

La virgola ( , )

Indica una pausa breve e si usa:
– negli elenchi di parole (es: ho comprato pane ,  latte ,  uova ,  pomodori e sale)
– negli incisi, cioè frasi che aggiungono qualcosa al discorso ma che non sono fondamentali per comprendere il senso generale (es: Napoleone , grande generale francese morì a Sant’Elena)
– nel separare le frasi (es: colto di sorpresa ,  il ladro scappò a mani vuote).

Insomma, si tratta di un separatore che viene spesso utilizzato per far respirare il lettore e dare ritmo alla frase.

Approfondimento sull’uso della virgola

“In molti si chiedono se sia lecito o meno inserire la virgola prima della congiunzione “e”: questa domanda non ha una risposta netta. In questo caso, difatti, la scelta di utilizzare o meno la virgola è soggettiva e – di solito – è alquanto opzionale. Si può inserire se si pensa che ci sia bisogno di una pausa o uno stacco significativo.

La stessa Accademia della Crusca afferma che “l’uso della virgola resta una scelta stilistica personale, un modo per dare rilievo espressivo a singoli elementi di un testo, una maniera per conferire un particolare ritmo alla narrazione, ma, soprattutto, una scelta che determina significativamente lo stile comunicativo di un autore”.

Punto interrogativo ( ? )

Indica una domanda.
Anche dopo il punto di domanda la lettera diventa maiuscola (es: Dove vai ?  Dal medico.)

Una curiosità che riguarda la lingua spagnola:
“anche in spagnolo il punto interrogativo era singolo e posto in fine di frase, finché, con la seconda edizione della Ortografía de la Real Academia, nel 1754, divenne regola iniziare le domande con il segno di apertura dell’interrogazione (¿) e terminarle con il segno di interrogazione.”

Punto esclamativo ( ! )

Esprime un’ordine, un’emozione, un’esclamazione detta con forza (Es: Forza ! Andiamo a vincere la partita!).
Anche dopo il punto esclamativo serve la lettera maiuscola.

Per quanto riguarda il modo di leggere, in entrambi i casi c’è la necessità di cambiare tono di voce per esprimere verbalmente il concetto.

Metodo della lettura a voce alta

1) Primo step: leggere a voce alta di un testo con la punteggiatura

Per saper scrivere utilizzando una corretta punteggiatura bisogna leggere ad alta voce il testo e meglio ancora, immaginare di leggerlo a qualcuno.

Quando si legge un testo che presenta già una punteggiatura, si possono adottare dei piccoli accorgimenti.

Per prima cosa si deve imparare a differenziare una pausa breve, come quella della virgola, dalla pausa lunga come quella del punto.

Come fare?

Un esempio molto pratico per i bambini e per chi non se la cava bene con la punteggiatura, è quello di misurare il tempo tramite i battiti di ciglia:

la virgola= un battito di ciglia.

il punto = tre battiti di ciglia.

Volete provare?

Bene.

Proseguiamo.

2) Secondo step: lettura a voce alta di un testo senza punteggiatura

Dopo aver letto qualcosa che possiede già i vari segni di punteggiatura è il momento di procedere con il secondo passaggio: leggere un testo privo di punteggiatura, dove mettere i vari segni dove servono.

Già direte, voi, ma dove trovare un testo di questo tipo?

Semplice.

Basta prendere alcune frasi che hanno i segni su cui ci siamo soffermati (virgola, punto, punto esclamativo e punto interrogativo).

Ricopiatele su alcuni fogli, i suddetti testi, senza scrivere nessun segno di punteggiatura.

A questo punto, si procede in questo modo.

Fate leggere una frase per volta, sempre a voce alta.
I bambini devono capire quando sentono il bisogno di una pausa e di quale durata.

Se sentono invece la necessità di cambiare il tono della loro voce, può darsi che servano il punto esclamativo o interrogativo.

A questo punto c’è l’importante momento del controllo: fatelo insieme ai bambini perché è importante che capiscano dove e perché hanno sbagliato.

Una raccomandazione: ci deve essere un lavoro graduale, sia per la quantità di segni affrontati che per la difficoltà del lavoro da eseguire.

Per questo all’inizio è bene soffermarci su questi quattro, piuttosto semplici ma molto usati.

Concludo questo primo approccio con la punteggiatura con degli esempi che possono andar bene per la classe prima (fine scuola) o seconda.

Esempi con la virgola.

1) La virgola usata in una lista

1) La mamma ha comperato il latte, i biscotti, il prosciutto, le mele. (con punteggiatura).

1)La mamma ha comperato il latte i biscotti il prosciutto le mele ( senza punteggiatura).

2) La virgola usata per separare parole o gruppi di parole

2) Non ha paura né del vento, né dei temporali, né del buio.

3) La virgola usata per  per cambiare il ritmo della frase o accentuare un significato che si desidera dare

3) Gioco, ma più tardi.

4) Per evidenziare un elemento posizionato all’inizio di una frase

4)In cima alla Torre di Pisa, possiamo vedere un bel panorama.

5) Per isolare o inquadrare parole, gruppi di parole o proposte che forniscono informazioni aggiuntive


5) Il corridore, giunto al traguardo, si buttò a terra.

6)Dopo il nome del luogo nell’indicazione delle date

6)Palermo, 4 Giugno 2021.

I primi tre esempi vanno bene anche per i bambini di prima e seconda elementare, mentre gli altri riguardano quelli un po’ più grandi.

Tutto ok?

Bene.

Non mi sembra il caso di riportare altri esempi, per il punto, il punto esclamativo e il punto interrogativo.

Si procede nello stesso modo.

Questo è uno dei diversi metodi che vi proporrò.

E, come vi ho più volte ribadito, è la base dei segni di punteggiatura.

Del resto senza le fondamenta, non si può costruire niente di stabile!

Parola di Mastrogessetto!

2 commenti su “Come usare bene la punteggiatura 1”

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