Come usare bene la punteggiatura 2

Se avete appena terminato di leggere un messaggio, che vi ha inviato qualcuno e siete rimasti senza respiro, forse sarebbe il caso che il mittente leggesse questo articolo.

Naturalmente sto scherzando!

Nessuno si sognerebbe mai di dare lo scomodo consiglio sopra, ad un adulto.

Ma nel caso dei bambini e dei ragazzi più grandi, si deve cercare di insegnar loro a fare un giusto uso dei segni d’interpunzione.

Quindi eccoci di nuovo con la lente d’ingrandimento puntata su questi piccoli segni, che fanno, tuttavia, una grande differenza.

Siete pronti?

Vi ruberò poco tempo.

Rilassatevi!

Si parte!

Come usare bene la punteggiatura : seconda parte

Torniamo a parlare di punti.

A proposito: se vi siete persi il primo articolo, dove si parla delle regole di base, vi offro l’occasione di dargli un’occhiata (https://mastrogessetto.it/come-usare-bene-la-punteggiatura/ )

Riprendiamo il discorso da dove ci eravamo interrotti.

Sarete d’accordo con me che la punteggiatura fa, veramente, la differenza di un testo in tutti i sensi: sia nel senso che può cambiare il significato di una frase, sia che rende più scorrevole un testo.

Dopo i quattro segni d’interpunzione, presi in considerazione nel primo articolo sull’argomento, passiamo ad altri quattro : punto e virgola ( ; ) due punti ( : ) puntini di sospensione ( … ) e parentesi ( ) .

Punto e a capo? No! Punto e virgola…

Punto e virgola ( ; )

Indica una pausa maggiore rispetto alla virgola, ma più breve rispetto al punto, separando due frasi nello stesso periodo.

Per usare il metodo dei battiti di ciglia, che vi ho insegnato nel precedente articolo (https://mastrogessetto.it/come-usare-bene-la-punteggiatura/ ), nel caso del punto e virgola, questo equivale ad una pausa di due battiti di ciglia.
E’ preferibile usarlo quando cambia il soggetto (es: La mamma sta cucinando la cena ;  la spesa l’aveva già fatta il papà).

A cosa serve il punto e virgola?
La funzione del punto e virgola non si esaurisce, soltanto, nell’essere una pausa più forte della virgola e meno forte del punto.
In effetti le sue funzioni sono molteplici: ad esempio il punto e virgola unisce – all’interno dello stesso periodo, frasi con soggetto logico diverso, ma soprattutto “è una scelta stilistica, da usare con parsimonia.”
A questo proposito l’Accademia della Crusca cita un esempio da Fogazzaro: il capo gli si intorbidò di stanchezza, di sonno; e rimise la decisione all’indomani mattina.

Tutto chiaro?

Sostituiamo la virgola del punto e virgola con un altro punto ed otteniamo i due punti.

I due punti ( : )

Servono principalmente per tre motivi: per indicare che sta per seguire una spiegazione, ma anche prima di elenchi o di discorsi diretti ( su questo ritornerò in un’altra occasione).
Misura della pausa da fare = due battiti di ciglia.

A cosa servono i due punti?

La loro funzione è già stata illustrata quando mi sono riferita al loro uso: ( i due punti che uso qui equivalgono a dire “mi spiego” ) i due punti vengono usati per dimostrare, chiarire, illustrare e come già detto possono anche precedere l’inizio di un elenco o di un discorso diretto.

Ecco sistemati anche i due punti!

Ma quando i punti diventano tre e sono allineati in orizzontale?

Parliamo dei puntini di sospensione.

 Puntini di sospensione  ( . . . )

“La norma ne prevede tre e servono per lasciare in sospeso un discorso o nelle citazioni quando, messe tra parentesi, indicano una parte mancante che non è stata riportata”.
Misura della pausa da fare = due battiti di ciglia


A cosa servono i puntini di sospensione?

Anche questi vanno usati con parsimonia e sono sempre e solo tre. ( mi raccomando!)


“La Crusca ricorda che i puntini di sospensione segnano una pausa più lunga di quella di un punto fermo, una vera e propria sospensione del discorso. Ma non solo, indicano anche omissione: “(…) mi ritrovai per una selva oscura” dove i puntini indicano chiaramente l’assenza di una parte del discorso. In filologia, la disciplina che studia e ricostruisce i testi letterari, i puntini fra parentesi quadre […] indicano una parte di testo mancante.”

Terminiamo la carrellata con un segno che è anche matematico : le parentesi.

Le parentesi ( )

Si usano per isolare una parte del discorso, come un inciso o per dare informazioni dopo una frase (come l’autore alla fine di brano).
Misura della pausa da fare = un battito di ciglia.

A cosa servono le parentesi?


Nelle maggior parte dei casi, si usano le parentesi tonde, ma più raramente si possono trovare anche quadre. Queste ultime sono usate per lo più nei libri stampati, meno negli scritti a mano.

La loro funzione l’abbiamo già detta: è quella di segnalare un inciso all’interno della frase. Sono in concorrenza, in questo, con virgole e trattini.

E le virgolette, penserà qualcuno?

E … penserà qualcun altro?

Pazientate un attimo.

Vi do l’appuntamento ad un’altra occasione che ci permetterà di concludere la nostra parata sui segni d’interpunzioe.

Parola di Mastrogessetto!

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