Come far conoscere le stelle ai bambini

bambino che guarda il cielo

Guardare e far conoscere le stelle ai bambini è qualcosa di magico.

Guardare un cielo stellato riesce a farci estraniare dal resto del mondo.

In queste belle notti d’estate la volta celeste ci regala uno spettacolo del tutto gratuito che fa restare a bocca aperta.

Le stelle, da sempre, fanno parte della vita dell’uomo.

I naviganti, in tempi lontani, le usavano per seguire la giusta rotta.

La più importante di esse, la  stella polare, è un riferimento fisso che sta ad indicarci il nord.

In tempi frenetici come quelli odierni è veramente difficile fermarci, se pure per pochi istanti, per ammirare un bellissimo cielo stellato.

Inoltre le luci dei nostri paesi e delle nostre città, rendono ardua se non impossibile un’impresa come questa.

E allora come fare per far conoscere le stelle ai bambini?

palloncino fatto a forma di stella

Quando potete, rallentate la corsa e cercate un luogo poco illuminato che permetta di godere di questo eccellente spettacolo.

E’ facile e non costa niente.

Basta rivolgere lo sguardo verso l’alto e stare in silenzio.

Perché è necessario stare in silenzio?

Questa è una condicio sine qua non ovvero una condizione necessaria per potersi concentrare su quello che state per vedere.

Diversi psicologi consigliano di dedicare dieci minuti al giorno all’osservazione del cielo, senza pensare a nient’altro.

Secondo gli stessi è un’ottima pratica meditativa e rilassante.

Senza scomodare nessun studioso della psiche umana, penso che sarete d’accordo con me, nel confermare che in ogni caso questo semplice “esercizio” ci rende più tranquilli e rilassati.

Allora non considerate questi momenti tempo sprecato e cercate di farlo con i vostri bambini.

Talvolta, in pieno inverno, quando le temperature scendono al di sotto dello zero, le stelle ammiccano con una luce intensa.

Ma in queste condizioni è difficile riuscire ad osservarle, soprattutto con i più piccoli.

Proprio per questo, conviene sfruttare l’estate per introdurli a questa semplice pratica.

Educateli, fin da piccoli, ad amarle.

Fate scoprire loro cosa c’è di bello sopra le loro teste!

Certo , come per tante altre cose, apparentemente scontate , vanno educati un po’ per volta.

Educati al bello, ad apprezzare un ennesimo spettacolo che la natura ci offre.

Ed ora qualche piccolo suggerimento per stimolare il loro interesse.

Pronti ?

Via!

Si parte!

Consigli pratici per far conoscere le stelle ai bambini.

Scegliete una notte senza nuvole e senza luna per far conoscere le stelle ai bambini.

Sedetevi comodi o addirittura sdraiatevi vicino a loro e rivolgetevi verso nord.

Fate chiudere loro gli occhi e fateli riaprire spostando lo sguardo verso il cielo ( in questo modo la loro attenzione sarà diretta subito verso quello che stanno vedendo).

1. FAR NOTARE

Un modo per far conoscere le stelle ai bambini è fargli notare che non tutte hanno la stessa luminosità, la stessa dimensione e addirittura lo stesso colore.

2. FAR CERCARE

Lo step successivo è quello di far cercare sette stelle che sono vicine fra loro e che formano una figura simile ad un aquilone con una coda

Trovate?

Bene!

Questa non è altro che la costellazione dell’Orsa Maggiore o Grande Carro.

Spostiamo lo sguardo di poco e troviamo altre sette stelle che formano il Piccolo Carro o Orsa Minore. Anche queste stelle, poco visibili disegnano una figura molto simile a quella dell’Orsa Maggiore e la stella Polare,  che di esse è la più luminosa, si trova nella parte più estrema, come ultima stella.

3. RACCONTARE

Dopo questa attenta osservazione tuffatevi completamente nella volta celeste insieme a loro.

A questo punto si aprono tre strade da percorrere:

• La prima, che va bene per i più piccoli è quella d’inventare, sul  posto, una storia o favola che abbia per protagonista una stella o una costellazione.

• La seconda è quella di leggere ai vostri figli una delle numerose leggende che sono state scritte sull’argomento (ad esempio “I miti delle stelle” di Annamaria Piccione editore Mondadori, a partire da 8 anni).

• Infine l’altra vi consiglio vivamente di  metterla in pratica di giorno perché stimola l’interesse e la curiosità e rischiate di arrivare a metà nottata con i vostri figli vispi e attenti, mentre voi crollate dal sonno.

Quest’ultima consiste nell’approfondire, a livello scientifico l’argomento.

Se siete un po’ a corto di idee a tal proposito, vi consiglio di leggere o acquistare uno dei semplici manuali in circolazione ( per i più piccoli “Il mio cofanetto Montessori di astronomia” di Eve Herrmann editore L’ippocampo Ragazzi 18,90 euro  oppure “Il primo grande libro dello spazio” Ediz. Illustrata di catherine D. Hughes editore White Star 14,15 euro; per gli altri “Manuale di Astronomia per tutti” editore Il Castello).

Può darsi che alcuni di loro sviluppino un interesse particolare e arrivino a chiedervi altri libri di astronomia, come fece mia figlia all’età di dieci anni.

Anzi, per essere più precisi, oltre a questo lei chiese come regalo importante a cui “aveva diritto” per una circostanza particolare, un telescopio.

Poco importa se poi non è stato usato più di tanto.

E poco importa se i vostri figli non saranno stimolati a tal punto (come del resto i miei altri due).

La cosa importante è che ricevano, da parte vostra questo incipit e vivano delle sensazioni uniche e indimenticabili che si porteranno dietro tutta la vita.

Quando saranno a loro volta adulti vi ringrazieranno.

Parola di Mastrogessetto!

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