Come affrontare un’interrogazione online

interrogazione online

Nell’eterogeneo mondo della didattica a distanza certamente non manca l’interrogazione online.

Da un’indagine fatta di recente, risulta che 9 studenti su 10 sono contenti dell’operare dei loro professori con la didattica a distanza.

E’ un bel risultato, tenendo come sempre conto che ci possono essere delle eccezioni sia per gli studenti, che non la pensano così, sia per i docenti, che non lavorano in modo adeguato rispetto alle aspettative dei ragazzi e dei genitori.

Ma questo, lasciatemelo dire, esisterà sempre, anche senza tirare in ballo la didattica a distanza.

Quando si ha a che fare con esseri umani sia per chi riceve, sia  per chi deve trasmettere qualcosa, è inevitabile che ci siano, talvolta, degli  (chiamiamoli così) imprevisti.

Vogliamo pensare alle cose spicciole, quelle che i vostri figli devono affrontare in questi giorni?

Se procediamo seguendo questo filo conduttore, l’argomento rovente diventa, senza dubbio, quello delle verifiche orali o scritte, che arrivati a questo punto, i docenti si apprestano a fare.

Del resto il periodo di adattamento è terminato e visto anche l’avvicinarsi, a grandi passi,  del termine della scuola c’è la necessità, da parte degli insegnanti, di valutare gli apprendimenti. 

In realtà, come voi genitori avrete sentito dai vostri figli, si tratta di un modo per poter stabilire se i ragazzi hanno come si dice comunemente appreso quanto è stato fatto.

Non c’è dubbio che ci sarà una maggiore comprensione, una predisposizione ad aiutare ancora di più chi è in difficoltà, ma il punto resta: sempre verifiche sono.

E allora vediamo di puntare il dito in primo luogo sulle interrogazioni online, che con questo nuovo modo di fare scuola, la fanno da padrone.

Del resto, si sta sempre più facendo strada l’idea che anche gli esami di terza media e quinta superiore saranno orali.

Quindi è da qui che partiamo.

Troveremo poi anche un po’ di spazio da dedicare alle verifiche scritte, ma per il momento largo all’orale.

Seduti, sdraiati, insomma rilassati!

Si parte!

Come affrontare bene un’interrogazione online in 5 mosse

1.STUDIARE BENE

ragazza disperata alle prese con lo studio

Questa regola purtroppo è sempre valida.

Che uno sia interrogazione ad un metro di distanza o che sia interrogazione online, la  regola base è sempre quella.

Non si può affrontare un’interrogazione senza essere preparati. 

Si può essere dei bravi acrobati, degli arrampicatori di specchi incalliti ma, prima o poi, uno scivolone è assicurato.

E’ quanto ha detto anche mio figlio, prima liceo, chiamato in causa ad esprimere il suo parere (per avere un confronto) molto brevemente e senza spreco di parole né di energie (come tutti gli adolescenti con i genitori!): “Studiare, studiare, studiare!”.

Quindi uno studio metodico e non a ridosso dell’interrogazione è necessario anche in questo caso.

I ragazzi non possono pensare di trangugiare 2 capitoli di storia ,tutti di un fiato, senza mai averli visti, nemmeno da lontano.

Neppure un genio riuscirebbe ad assimilare tutto con un’unica seduta di studio.

Avete presenti i suggerimenti nell’articolo che riguarda il modo di studiare?

Se non lo avete mai letto o non ricordate un granché, dategli una scorsa veloce ve lo lascio qui!.

2.PERFEZIONARE AL MASSIMO L’ESPOSIZIONE ORALE

ragazza che ripete la lezione al computer

Chissà perché, ma molti ragazzi, parlo dei più grandi si sentono maggiormente a loro agio online, che non in presenza del professore.

Sembra che lo stare a casa, in una stanza a loro familiare, dietro lo schermo del computer li faccia sentire più protetti.

Al contrario, penso che il contatto e la presenza fisica del docente sia molto importante perché è il modo migliore, per quest’ultimo di avere una visione più completa di ogni studente, grazie anche alla gestualità e a quelle espressioni chiamiamole fisico/facciali che si perdono con la connessione internet.

Si capisce come , in questo caso, il docente debba fare uno sforzo maggiore per poter percepire un disagio o un’eventuale richiesta di aiuto da parte di colui o di colei che viene chiamato/a in causa.

A meno che questo/a non sia talmente estroverso/a  che lo esprima verbalmente e in modo esplicito, diventa difficile cogliere quelle sfumature che sono percepibili solo in presenza.

Ecco perché l’esposizione orale deve essere molto fluida e direi senza incertezze, che possono minare il raggiungimento di un buon risultato.

Riguardo all’esposizione, ci torneremo sopra a breve, promesso!

3.SGOMBERARE IL TAVOLO/SCRIVANIA DA TUTTO CIO CHE È SUPERFLUO

ragazza segue lezione online

Tanti anziani una volta dicevano, riferendosi a qualcuno che aveva commesso un crimine, che questa persona “ce l’aveva nel sangue”.

Seguendo questa semplice corrente di pensiero, ma per difetto, nella mia famiglia non “abbiamo nel sangue” l’arte di copiare, di arrangiarsi e di mettere a segno inganni maggiori.

I miei figli, nel mondo odierno, sono un po’ “come dei vasi di terracotta, costretti a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro” per voler citare quella  splendida descrizione che Manzoni fa di don Abbondio (capitolo Primo I Promessi Sposi versione integrale Petrini editore).

Questo per dirvi che non credo negli espedienti per cercare di mettere di mezzo i professori e anche se siete online, come dice il mio terzogenito , prima o poi vi “sgamano” (scoprono)!

Insomma suggerite ai vostri ragazzi di non ricoprire tutto il piano d’appoggio con foglietti o “pizzini” per dirla alla Montalbano, che creerebbero loro solo confusione.

Anche il libro aperto, detto fra noi, può solo servire a dare sicurezza, ma non è che in base alla domanda che viene fatta, si possono mettere a sfogliarlo,  chiedendo al prof o alla prof: “Wait a moment please!” sperando che detto in inglese faccia più scena.

“Lasciate ogni speranza o voi che entrate” diceva Dante nel terzo canto dell’inferno.

Non vorrei aver ottenuto questo effetto con i vostri ragazzi.

Per concludere questo punto, il mio intento è quello di far capire agli studenti che vivere di espedienti, approfittando di una situazione particolare come quella del momento, porta poco lontano.

Proprio a quelli che non accetteranno mai questo suggerimento, soprattutto quando l’intermediario è un genitore, concediamo loro il libro e uno schema essenziale con quelle poche cose che non c’è stato verso di memorizzare.

4.FARE QUESTI SEMPLICI RITUALI PRIMA DI AFFRONTARE L’INTERROGAZIONE ONLINE

ripassare prima di un'interrogazione online

I rituali classici, che andavano bene prima delle interrogazioni fatte in modo tradizionale, sono tutt’ora validi. Anche in questo caso se vi siete persi come gestire l’ansia da interrogazione approfondite qua!

Intanto mentre si aspetta che il docente di turno si connetta, i vostri figli possono dare una scorsa veloce al testo, soffermandosi sui punti che hanno creato loro qualche problema.

Poi riguardarsi gli appunti utilizzando lo stesso metodo di lettura veloce, quella che fa soffermare solo sui i punti critici e saltando quelli che a colpo d’occhio,  sono belli chiari e ben assimilati.

E’ un metodo di lettura che i ragazzi dovrebbero aver appreso entro la fine della prima media, su cui lavoravo molto, perché utilissima quando le pagine da studiare diventano molte.

Ma dei vari modi di leggere e delle loro diverse finalità mi riprometto di parlarne in un’altra sede, dando per scontato che i vostri figli sappiano ormai usare le varie tecniche a seconda dello scopo da raggiungere.

5. CI SIAMO: SONO INTERROGATI ONLINE

interrogazione online

Arrivati a questo punto, conviene fare delle cose pratiche che cambiano da studente a studente.

Ci può essere quello/a che va in apnea appena si sente chiamare e allora sono utili ( non sto scherzando!) degli esercizi di respirazione , che non deve essere troppo profonda perché in quel caso si potrebbe rischiare lo svenimento.

C’è anche chi ha bisogno di sdrammatizzare e mi viene in mente un espediente che ci aveva insegnato il mio terribile ma altrettanto preparatissimo insegnante di latino: ci suggeriva di immaginarci il nostro docente in una situazione buffa, per allentare la tensione.

Vi garantisco che io, nemmeno una sola volta, sono riuscita a metterlo in pratica.

Ci sono poi quei ragazzi che improvvisamente si sentono come in mezzo al deserto, con la gola secca e prosciugata: un goccio d’acqua in questo caso basta per risolvere il problema.

Infine, (io ero una di questi) chi cerca di fare un velocissimo training autogeno per controllare alla velocità della luce lo stress e la cosiddetta “fifa” da interrogazione.

Basta chiudere pochi istanti gli occhi, concentrarsi su sé stessi e pensare profondamente che possiamo farcela e che ce la metteremo tutta.

Più i vostri figli sono piccoli più sarà difficile controllare la loro emotività, ma se questo vi può consolare, con il tempo succedono dei veri e propri miracoli.

Ho visto ragazzi che a mal pena rispondevano all’appello, tanto erano timidi, diventare bravi oratori, con mia grande soddisfazione, al termine dei loro studi.

Comunque cari genitori, nonni, educatori, adulti in generale, vi confesso che di fare il training autogeno ne abbiamo più bisogno noi che i nostri ragazzi.

Chi per un motivo , chi per un altro , le verifiche dei  giovani studenti, provocano in noi un carico di stress non indifferente. 

E allora, cerchiamo di ridare, almeno ogni tanto, se pure con un grande sforzo, il giusto valore a quelle che sono soltanto tappe normali del percorso di crescita che ognuno deve fare.

Non so ce riusciremo, ma cerchiamo di vedere tutto, in una luce diversa, senza nulla togliere all’importanza dello studio.

Altrimenti non finiremo mai di stressarci, come figli, come genitori e…addirittura come nonni!

Parola di Mastrogessetto!

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