Aprile in poesia

Il quarto mese dell’anno conferma la primavera, anticipata da Marzo.

Ha trenta giorni ( vi ricordate la filastrocca dei mesi che vi ho proposto tempo fa?)

Per sapere da dove ha origine il suo nome bisogna andare indietro nel tempo.

Sull’etimologia del mese di aprile ci sono varie ipotesi.
Partiamo dalla prima, in ordine cronologico.
Secondo questa, si ipotizza che Aprile venga dal greco aphròs, cioè la spuma da cui, secondo la leggenda, sarebbe nata Venere (Afrodite nella mitologia greca).
Infatti , proprio alla dea dell’amore era dedicato il mese d’aprile.


Secondo un’altra teoria , il nome verrebbe invece dal latino aperire cioè aprire, schiudersi, per indicare il mese in cui si “schiudono” germogli e fiori.

In entrambi i casi una una cosa è certa: sia che si parli della romantica immagine di Venere che nasce dalla spuma del mare, sia che si parli di fioritura, aprile è sempre stato il mese della primavera.

Come consuetudine, ho scelto alcune poesie dedicate al mese appena iniziato. (Se ti sei perso quelle di Marzo clicca qui https://mastrogessetto.it/marzo-in-poesia/)

Esistono tanti proverbi o detti popolari che mettono in risalto, alcune caratteristiche attribuite ad Aprile.
Ne ho selezionati alcuni che servono per introdurre una selezione di cinque poesie.

Se sono riuscita a stuzzicare, almeno un po’, la vostra curiosità, non vi resta che seguire i miei consueti consigli.

Fermatevi un attimo.

Rilassatevi!

Si parte!

Prima di tutto, vogliamo iniziare, con una poesia scritta per salutare il nuovo mese ?

E’ un semplice testo dell’autore Ugo Betti.
Si tratta di un poeta e drammaturgo, nato a Camerino (Macerata) alla fine dell’Ottocento, vissuto a Parma e poi a Roma dove morì nel 1953.


Saluto d’aprile 

E’ venuto aprile!
Dall’uscio ha fatto capolino
come un bambino!
Come un bambino che tenta
i primi passi, e poi si sgomenta,
e pensa… e ride con gli occhi stupiti
color del cielo,
ride al mondo grande,
alle nuvolette di velo!

Ma iniziamo a parlare di proverbi.
Chi non conosce quello ermetico che recita ” Aprile, dolce dormire! ” ?
Il fatto che ci sia più sonnolenza e bisogno di dormire, in questo periodo dell’anno, è una cosa ormai accreditata.
Il poeta fiorentino Guido Mazzoni, traspone in versi, proprio questo simpatico proverbio.

Aprile 
April dolce dormire!
E caldi calci, voi
fingete non sentire
la mamma e i baci suoi.
Eppur son già quattr’ore
che gli uccellini, a frotte,
cantan sui rami in giore
i sogni della notte.
Levatevi! C’è il sole,
che splende allegramente
nel cielo azzurro, e vuole
tutta scaldare la gente.

Se potessimo fare una classifica, al secondo posto, troveremmo quest’altro proverbio, arci noto: Aprile, ogni dì un barile.
Il riferimento è evidente: un tempo Aprile era un mese particolarmente piovoso.
Oggi, le precipitazioni e tutto il resto, non seguono più una cadenza regolare.
Se piove, tuttavia, dobbiamo constatare che si tratta di “Piogge dolcissime” come le definisce Diego Valeri, ormai avanti con l’età.

Sono giorni dolcissimi


Sono giorni dolcissimi
questi che ci preparano le piogge
dolcissime di aprile. Luce bianca
filtrata da nebule bianche,
appena un sospiro di vento
che si sprigiona dal cuore del mondo.
In quest’ora del tempo
il vecchio mondo, come il vecchio Adamo,
ha un cuore giovanetto:
quel suo cuore ( o Leopardi!) d’una volta.

A questo punto vi propongo un proverbio meno conosciuto dei primi due che recita così : ” Fidarsi della buona stagione d’Aprile, è come fare i conti innanzi l’oste”. Siamo ancora in un periodo di transizione e l’incertezza regna sovrana.
Anche la pace del poeta Sandro Penna, “sotto il cielo d’Aprile è incerta”.

Sotto il cielo d’Aprile

Sotto il cielo di aprile la mia pace
è incerta. I verdi chiari ora si muovono
sotto il vento a capriccio. Ancora dormono
l’acque ma, sembra, come ad occhi aperti.
Ragazzi corrono sull’erba, e pare
che li disperda il vento. Ma disperso
è solo il mio cuore cui rimane un lampo
vivido (oh giovinezza) delle loro
bianche camicie stampate sul verde.

Concludiamo con un proverbio che calza a pennello, proprio in questo fine settimana: “Alte o basse nell’Aprile son le Pasque”.

Questo proverbio solleva il problema della definizione di Pasqua alta e Pasqua bassa.
Infatti la data della Pasqua non è fissa ma è legata al calendario lunare.
“Per calcolare le date di Pasqua – come è stato canonizzato dal Concilio di Nicea tenutosi nel 323 d.C. – questa ricorrenza deve avvenire la domenica successiva alla prima luna piena che segue l’equinozio di primavera (21 marzo). Ne consegue che deve essere sempre compresa tra il 22 di marzo e il 25 di aprile.”

 Pasqua 2021 si può definire media.
Perché?
“La Pasqua è detta “Bassa” se la data cade tra il 22 marzo e il 2 aprile, mentre viene definita “Media” se è tra il 3 e il 13 aprile. Viene invece detta “Pasqua Alta” se la data della domenica è compresa tra il 14 e il 25 aprile.”

Detto questo, torniamo alle nostre poesie, concludendo con quella del poeta russo, vivente, Evgenji Rejn.

Estate in Aprile

Aprile, precoce estate.
Su, ripieghiamo il paraorecchie nel cassetto.
Tiriamo fuori camicie, cotton wear e altre minuzie
vestiarie.
Al rombo delle auto fragorose, apriamo le finestre.
Ventiquattro gradi Celsius. Dunque, che fare?
È sempre una sorpresa. Forse che, staccando
dal gancetto
il pellicciotto, t’ aspettavi questo volgere del sole?
Sapevi, forse, che saresti vissuto fino a questo
strepito e chiasso? E comunque si ha lo stesso voglia,
di mattina, di uscire vestiti leggeri e di azzurro,
e camminare fino al metrò: solo là c’è protezione.
Chi ha visto il cambio di stagione, dirà: “Sia pure.
Fuori è estate: Pasqua e Risurrezione!”

Sfrutto gli ultimi due versi del poeta per fare a tutti voi, carissimi amici e amiche, gli auguri di Buona Pasqua!

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