Ansia da interrogazione e rimedi

Se state cercando di vincere o tenere controllata l’ansia da interrogazione o verifica siete nel posto giusto.

L’ansia, in giusta misura può spingere uno studente a cercare di dare il meglio di sé, ma quando diventa eccessiva, allora ha un effetto negativo sia sull’apprendimento che sulle prestazioni, sia che si tratti di un’interrogazione o di una verifica scritta che di un esame. 

È stato scritto tanto sull’argomento e ci sono anche dei corsi, tenuti da specialisti per riuscire a superarla.

Anch’io, nel mio percorso di studi, come studente ansiosa, ho cercato di migliorare, inventandomi strategie fai da te e fra l’altro, sostenendo un esame che verteva proprio su questo tema.

Fra i tanti libri che dovevo studiare, ce n’era uno, datato 1981 “Ansietà lettura apprendimento”, che ho ripreso in mano in questi giorni (io conservo tutti i libri come un tesoro di valore inestimabile!) e ho notato, come pur essendo ricerche ormai lontane nel tempo, arrivassero agli stessi risultati che, in momenti più recenti, hanno fatto squadre di specialisti.

L’ansia influenza in modo negativo anche la lettura (-> LINK) e l’apprendimento, inteso anche come risultati raggiunti.

 E allora? Questo lo sanno tutti. Non occorre certo aver letto o studiato per arrivare a queste conclusioni.

Bene: vi voglio un po’ rilassati. Per questo vi consiglio, prima di partire con le cose serie, di guardare insieme ai vostri figli il video qua sotto.

Lo avete visto? 

Diciamo la verità, che aldilà che vi piaccia o no l’attore, una risata ve l’ha strappata!

E ora passiamo ai consigli pratici per superare l’ansia da interrogazione, per non trovarci come lo studente Brignano.

11 RIMEDI PER CONTROLLARE L’ANSIA DA INTERROGAZIONE

1. STUDIARE BENE

Il primo rimedio per vincere l’ansia da interrogazione è prima di tutto studiare ed arrivare preparati alla prova. Se i vostri figli studiano con metodo, si sentiranno certamente più sicuri.

2. STUDIARE SEMPRE

Divieto assoluto di studiare le materie ogni tanto, oppure in vista di una prova che sia orale o scritta, perché sicuramente queste “maratone” non portano a dei  buoni risultati e ,tranne casi eccezionali, creano situazioni con l’ansia a mille.

3. RIPETERE AD ALTA VOCE

Ancora una volta ribadisco quanto sia importante questa procedura. Fate una prova con voi stessi: immaginatevi di dover esporre ad un pubblico qualcosa che avete letto: se non avete provato ad intavolare un discorso, sarà difficile trovare le parole per partire.

Eppure vi sembrava di saperlo fare.

studiare sempre prima di un'interrogazione

4. ALLENARSI ALLA SITUAZIONE

Quando uno studente ripete ad alta voce, si allena anche alla situazione che dovrà affrontare.

Se si tratta di una interrogazione orale, i vostri figli devono anche saper riprendere il filo del discorso, se vengono interrotti.

Per esperienza, so che questa è una cosa che fa molta rabbia a tutti quelli che vengono interrogati, però deve essere messo in conto.

Difficilmente un professore fa parlare ininterrottamente di un argomento e interrompe per motivi molto diversi. I principali sono:

  • Per testare se l’interrogato ha veramente capito o ripete in modo meccanico (“a pappagallo”);
  • per portare il discorso su un altro argomento;
  • per fare domande di approfondimento, perché il candidato ha esposto molto bene quanto richiesto;
  • per aiutare l’interrogato a fare meglio.

Una curiosità: sapete che è molto più faticoso, per un professore, interrogare?! Lo diceva sempre il mio severo ma altrettanto bravo professore di latino! Mi sono resa conto, da insegnante, che aveva proprio ragione. Del resto, allargando il discorso, è molto più difficile ascoltare che parlare.

Ma passiamo al punto successivo. Quello che vi sto per dire ha avuto più successo con i miei studenti che con i miei figli.

5. SEGNARSI LE DOMANDE PROBABILI

Il momento dell’interrogazione viene vissuto in modo passivo dagli studenti.

Al contrario, deve essere sfruttato per poter capire cosa chiede l’insegnante e quali sono le cose sulle quali focalizzare l’attenzione.

Da insegnante stimolavo (o loro direbbero obbligavo) i miei studenti a stare attenti all’interrogazione dei compagni; dovevano armarsi di penna e quaderno degli appunti (il famoso quaderno di brutta) e segnarsi le domande che venivano fatte.

Se gli interrogati non sapevano rispondere, i compagni, dal posto, con libri e quaderni chiusi, potevano alzare la mano per fare degli interventi che potevano essere premiati con una nota positiva sul registro.

Questo accadeva alla scuola media. Ma alle superiori, i vostri figli devono arrivare a capire da soli l’utilità di segnarsi le domande fatte ai compagni interrogati, senza bisogno di un incentivo.

6. RIPASSARE PRIMA DI ANDARE A LETTO

È una cosa che ho sempre fatto e consigliato ai miei figli e alunni.

Attenzione, però, che il ripasso che devono fare i vostri ragazzi prima di dormire (sembra che aiuti a ricordarsi le cose), non deve essere dettagliato come quelli precedenti, ma come dico io, deve servire per fare mente locale e per focalizzarsi, eventualmente, sui punti che sanno di meno.

ripassare prima di dormire

 7. ANDARE A LETTO ABBASTANZA PRESTO

Non fare mai troppo tardi a studiare: le giuste ore di sonno servono ad avere una mente più attiva, la mattina seguente.

Nel caso che i vostri figli appartengano alla specie dei gufi (come i miei), ci possono essere dei ritrovati naturali che in certi momenti particolarmente stressanti aiutano ad avere un riposo migliore.

Intanto la classica camomilla, ma la valeriana, la passiflora, il tiglio possono essere tutti ottimi rimedi.

Si trovano in commercio sciroppi o simili che vanno bene anche per i bambini e che non hanno effetti collaterali.

Molto importante è anche il magnesio, che, se carente, può dare molti e variegati disturbi.

Comunque per approfondire il problema del sonno degli adolescenti, lascio spazio agli esperti, i quali spiegano molto bene perché è consigliato andare a letto appunto abbastanza presto e non presto.

8. RIPASSARE LA MATTINA

Per ridurre l’ansia da interrogazione si può approfittare di ripassare, rapidissimamente, la mattina.

Il momento del vestirsi può essere sfruttato per dare un’ occhiata veloce a quanto studiato: basta disporre gli abiti sul letto , da una parte, sedersi  in mezzo e dall’altra aprire i libri e i quaderni alle pagine studiate.

Questa scorsa veloce può essere per qualcuno dei vostri ragazzi un altro momento che li fa sentire padroni della materia.

9. EVITARE DI SCAMBIARE OPINIONI CON I COMPAGNI

Prima di un’interrogazione è buona norma evitare di scambiare opinioni con i compagni, in particolare con quelli che mettono ansia.

Domande del tipo “Ma te sei preparato?”, se fatte o peggio, ricevute, non fanno altro che accrescere l’ansia.

Prima di un'interrogazione è buona norma evitare di scambiare opinioni con i compagni.

10. CONCENTRARSI PRIMA DELL’INTERROGAZIONE

Sfruttare i momenti che precedono l’inizio della lezione per concentrarsi è un buon metodo per attenuare l’ansia da interrogazione.

Quando deve iniziare l’ora o nel cambio, tra un docente e l’altro, ripetere come una sorta di rituale per concentrarsi, delle azioni specifiche: aprire ancora una volta il libro e il quaderno per dare un’ultima occhiata e per fare mente locale e sentirsi sicuri.

11 FARE DEI BEI RESPIRI

Se i vostri figli, quando vengono chiamati per essere interrogati, sono di quelli che hanno le palpitazioni e il respiro corto, un consiglio è quello di insegnare loro a fare dei bei respiri lunghi e profondi, per riuscire a stare subito meglio.

Questi rimedi per combattere l’ansia da interrogazione valgono, grosso modo, anche per le verifiche scritte.

Undici cose da fare: vi possono sembrare troppe, ma vi garantisco che molte vengono da sé, in automatico e ben presto rientreranno nella vostra routine quotidiana

Non dico che sia semplice, passare questi suggerimenti ai vostri figli,ma, del resto, non vi ho già detto che il nostro mestiere, quello di genitori , è il più difficile di tutti?

E  allora via, provare velocemente!


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